Frequentemente torna alla ribalta delle cronache, sia locali che nazionali, il problema delle liste d'attesa degli ospedali pubblici. Giorni, mesi e qualche volta anni sembrano essere l'assillo del paziente italiano, rassegnato a scrivere il suo nome nell'ultima riga di una lista chilometrica. Si potrebbe ironicamente sostenere che la sanità pubblica non gode di ottima salute o semplicemente commentare le varie criticità che ogni servizio pubblico sembra debba necessariamente portare con se, per vantare questo titolo.
Proprio per questo To® ha voluto indossare gli abiti del paziente “prenotando” presso una farmacia spoletina undici visite, scelte a campione, per verificare i tempi di attesa nell'ospedale spoletino ed in tutto il distretto dell'Asl n. 3. Radiografia, controllo dermatologico, elettrocardiogramma, visita oculistica, ecografia, doppler, colonscopia, visita odontoiatrica, ortopedica e otorinolaringoiatrica sono le opzioni scelte da To®. Ma andiamo nello specifico.
I tempi di attesa, al San Matteo degli Infermi, variano da un minimo di un giorno per un controllo dermatologico, ad un massimo di due mesi per l'esame doppler, il controllo oculistico e per l'ecografia. Se invece si è disposti a spostarsi negli altri presidi ospedalieri dell'Asl n. 3, in alcuni casi, i tempi si ristringono notevolmente. La lista di attesa, per esempio, di una visita oculistica passa da due mesi a tre giorni, così come la visita odontoiatrica che a Spoleto ha un'attesa di un mese mentre nell'intera azienda di due giorni. Ovvio però, che non tutti, specie le categorie sociali più svantaggiate, hanno la possibilità di spostarsi in tutto il territorio dell'Asl n.3, per un pensionato può risultare poco agevole sottoporsi ad una visita oculistica in un presidio ospedaliero diverso da quello di residenza.
Nello specifico comunque, per una radiografia, un elettrocardiogramma, e per una visita otorinolaringoiatrica al San Matteo degli infermi occorrono tra i 15 giorni e i 20 giorni, mentre per un controllo ginecologico e ortopedico non si superano i tre giorni di attesa.
Diversa la questione per la mammografia la cui attesa può superare anche i 12 mesi. C'è da specificare però, che questo esame essendo ciclico viene programmato sul lungo periodo, come esame di routine, mentre se si tratta di un'urgenza la paziente viene sottoposta al controllo in un paio di giorni.
Il problema dell'attesa e vivo e vegeto, tutto sommato però sembra che negli ultimi mesi ci siano stati notevoli miglioramenti. La pensa così Giancarlo Antonini della Cisl “dopo alcuni incontri con i pensionati ed i cittadini si è tentato di prendere alcuni provvedimenti per ridurre il disagio. Il Cup – prosegue il sindacalista – ha effettuato alcuni cambiamenti nell'organizzazione del lavoro e ponendo maggiore attenzione nel caso di disdette, il tutto allo scopo di migliorare gli standards delle prestazioni ed i risultati si sono visti”. Ma c'è dell'altro. “L'Asl n. 3 sta valutando la possibilità di creare un call center ad hoc per la prenotazione delle visite, in modo da snellire la pratica e poter anche ricordare al paziente le visite prenotate evitando inconvenienti. L'Azienda potrebbe anche potenziare il suo organico ma questo è un aspetto che sarà discusso nei prossimi mesi”. Per Giampiero Pincanelli della Cgil “le lista d'attesa esistono e sono sotto gli occhi di tutti, il problema deve essere affrontato di concerto con la Direzione Generale dell'azienda ma in una fase di riorganizzazione come questa il bilancio potrà farsi solo alla fine dell'anno”. Rispetto alla possibilità di un call center Pincanelli ritiene che “si tratta di una misura ovviamente molto utile nella gestione delle prenotazioni ma rimane un tassello nell'organizzazione delle liste d'attesa”.
L'Asl n. 3 è dotata di 4 presidi ospedalieri (Spoleto, Foligno, Cascia e Norcia) che rispondono alla domanda sanitaria di circa 160mila pazienti residenti. La proporzione è piuttosto buona e regge il confronto con due distretti sanitari come quello dell'Asl 15 di Cuneo e con quello dell'Ausl 1 di Agrigento. Il primo gestisce le richieste mediche di circa 155mila cittadini attraverso due presidi ospedalieri, mentre il distretto di Agrigento fa fronte alle richieste di 470mila cittadini con due soli ospedali. I cittadini umbri dell'area vasta pertanto sembrano poter vantare, almeno in materia di attesa, un discreto servizio sanitario, che però ha ancora molti margini di miglioramento affinché ognuno possa esercitare il proprio diritto sanitario in tempi sempre più brevi e quindi ragionevoli.
(C.F.)