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L’arte tifernate torna a New York, dal 26 ottobre Nuvolo in mostra alla Galleria Di Donna

Redazione

L’arte tifernate torna a New York, dal 26 ottobre Nuvolo in mostra alla Galleria Di Donna

La mostra "Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965" esporrà 20 opere dell'artista fino al 26 gennaio 2018 | La presentazione in Pinacoteca
Ven, 20/10/2017 - 15:20

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L’arte tifernate torna a New York, dal 26 ottobre Nuvolo in mostra alla Galleria Di Donna

Dopo la storica mostra che il Guggenheim ha dedicato nell’anno del Centenario ad Alberto Burri, un’altra prestigiosa istituzione culturale newyorchese ospiterà le opere di un maestro dell’arte tifernate, Nuvolo, al secolo Giorgio Ascani. La Galleria Di Donna di New York si prepara ad inaugurare giovedì 26 ottobre la mostra “Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965”, a cura di Germano Celant, che presenta la prolifica carriera dell’artista scomparso nel 2008.

La mostra esporrà in tutto 20 opere dell’artista – rappresentative del suo percorso di ricerca nel periodo preso in considerazione, la maggior parte delle quali mai esposte al di fuori dell’Italia – offrendo una panoramica delle tendenze non figurative che ebbero luogo in Europa e negli Usa attraverso l’esposizione di lavori di artisti contemporanei del calibro dello stesso Alberto Burri e di Ettore Colla, Pietro Consagra, Lucio Fontana, Addie Herder, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Toti Scialoja.

Alla vigilia della partenza per l’America, l’Amministrazione comunale e la famiglia di Giorgio Ascani, che gestisce l’Archivio e l’eredità artistica di Nuvolo, hanno presentato la mostra nella sala dei fasti della Pinacoteca tifernate. “L’attenzione, che dopo il tributo doveroso a Burri, l’America sta riservando ad un altro illustre concittadino tifernate, è motivo di orgoglio” hanno dichiarato il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, l’assessore alla Cultura Michele Bettarelli e l’assessore al Turismo Riccardo Carletti.

Nuvolo a New York rappresenta un valore aggiunto nella promozione di Città di Castello come città del Rinascimento e della Contemporaneità, inserendosi nelle progettualità legate ai tre musei Burri. In questo scenario la grandezza di Nuvolo emerge per il suo autonomo, internazionale e apprezzato profilo creativo, non distinta dalla città alla quale ha donato una selezione significativa delle sue opere, ora ospitate nella sala della Pinacoteca a lui dedicata. Un ringraziamento va ad Emmanuel Di Donna per la qualità dell’iniziativa, che siamo certi contribuirà a consolidare l’apprezzamento presso il pubblico americano dell’opera di Nuvolo

La mostra di New York e il lavoro svolto dalla galleria di Emmanuel Di Donna, sarebbero sicuramente piaciuti a mio padre Giorgio – ha aggiunto Paolo Ascani, vicepresidente dell’Archivio Nuvolo – perché non si basa soltanto sulla presentazione di un artista a fini commerciali ma si concentra sulla scoperta dell’artista e dell’uomo oltre a presentarlo nel contesto che merita. E’ questo l’inizio di un gran lavoro che anche l’Archivio Nuvolo porterà avanti con la finalità di far scoprire l’arte di Nuvolo e tutelarne la memoria. La realizzazione del catalogo ragionato delle opere di Nuvolo sarà l’obiettivo dell’Archivio Nuvolo per i prossimi anni”.

C’è una forte spinta a livello internazionale verso le novità e la scoperta di artisti di grandissimo valore – ha sottolineato Sandro Renghi, che ha curato i rapporti con la Galleria Di Donna – Nuvolo si è inserito in questa tendenza con un impeto eccezionale anche perché è un artista di grandissimo spessore culturale con opere degli anni 60/70 e una storia personale affascinante oltre ad una capacità di innovazione e ricerca creativa senza eguali. Questo è stato, forse, il punto di forza della scelta da parte della Galleria Di Donna di New York che ha lavorato quasi due anni in silenzio e con una grandissima professionalità con lo scopo di presentare direttamente sul mercato internazionale Nuvolo e di rappresentare la famiglia Ascani/Nuvolo in tutto il mondo”.

Il vernissage della mostra “Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965” è previsto giovedì 26 ottobre. Rimarrà in allestimento fino al 26 gennaio 2018. L’esposizione include esempi fondanti di questi tre cicli, “Cuciti a macchina”, “Daini” e “Diagrammi”, che insieme dimostrano l’elevato livello di sperimentazione raggiunto da Nuvolo utilizzando processi e materiali comuni. Grazie al confronto con opere di altri artisti europei e americani altrettanto interessati a tecniche e materiali non convenzionali, la mostra testimonierà la partecipazione di Nuvolo al cambio di segno delle nozioni tradizionali di pittura e scultura: una mutazione ottenuta sfruttando le proprietà fisiche della materia grezza mediante processi quotidiani.

Nuvolo (Giorgio Ascani, 1926–2008) è stato un pittore italiano, pioniere delle tecniche serigrafiche. Nato in Umbria da una famiglia di tipografi, durante la Seconda guerra mondiale partecipa alla Resistenza, dove guadagna il soprannome di “Nuvolo” per la sua tendenza ad apparire all’improvviso, proprio come una nuvola. Alla fine della guerra, nel 1950, si trasferisce a Roma: qui, nello studio di Burri, inizia ad affinare la sua tecnica espressiva, influenzato da artisti che condividono il suo stesso interesse per l’abbandono progressivo del pennello in favore di un approccio sperimentale con tecniche e materiali insoliti, dalle comuni stoffe alla pelle di daino. L’Italia del secondo dopoguerra è segnata dalla disputa tra figurazione e astrazione, da un proliferare di gruppi e fronti artistici e teorici tra le giovani generazioni, e dal confronto internazionale. Nel 1955, il poeta Emilio Villa organizza la prima personale di Nuvolo, in seguito il suo lavoro viene promosso in Italia da galleristi di prim’ordine, tra cui Peggy Guggenheim, che acquista opere dell’artista: alcune di queste verranno lasciate in eredità a importanti musei statunitensi. Dal 1958 inizia a realizzare le sue prime opere non strutturate, servendosi di una macchina da cucire. Queste creazioni, ribattezzate appunto “Cuciti a macchina”, sono costituite da brandelli dei suoi stessi abiti o di altri tessuti, tesi sulle tele o uniti in una sorta di collage. Nascono così composizioni astratte, talvolta ulteriormente impreziosite dall’applicazione di pittura. A partire dal 1959 i suoi lavori si contraddistinguono per l’utilizzo di ritagli di pelle di daino cuciti insieme, che danno luogo a strutture geometriche irregolari e fanno parte del ciclo dei “Daini”. Dal 1962, Nuvolo crea percorsi lineari sulla tela, realizzati con righette di filo cucito a macchina: inizia così il ciclo dei “Diagrammi”. Nel 1979, Nuvolo diventa Direttore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, ruolo che ricopre fino al 1984. Nel 2015, la famiglia di Nuvolo istituisce l’Associazione Archivio Nuvolo per salvaguardare il lascito dell’artista, donando alcune opere importanti alla Pinacoteca tifernate.


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