La violenza è orribile, ma Narni non è il Bronx | Città ‘in rivolta’ contro servizio Rai

La violenza è orribile, ma Narni non è il Bronx | Città ‘in rivolta’ contro servizio Rai

Donna lamenta di essere stata aggredita ma non ha presentato denuncia e Narni finisce in tv. Il sindaco De Rebotti “Città offesa e violentata”

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La violenza sulle donne è senza dubbio uno dei reati più odiosi con i quali la cronaca ci mette a confronto, ma trasformare un episodio isolato, e neanche denunciato alle autorità competenti, per dare l’immagine di una città “dove la paura è di casa” è operazione mediatica discutibile.

Questa volta è toccato al borgo ternano di Narni, recentemente balzato agli onori della cronaca per un presunto episodio di aggressione o tentata violenza sessuale ai danni di una donna di 47 anni, trattato dalla trasmissione “La vita in diretta” con l’inequivocabile titolo “Narni, dove la paura è di casa”.

Parliamo di presunto caso di violenza sessuale soltanto perché la vittima non ha denunciato l’accaduto alle forze di Polizia (ha comunque 90 giorni di tempo per decidere se sporgere denuncia o meno, ndr), ma si è difesa da sola con lo spray al peperoncino. “Mentre stavo buttando dei secchi di carta – ha raccontato la donna nella trasmissione andata in onda il 20 marzo (qui il video, servizio dal minuto 36) – e mi sono sentita aggredire da dietro. Grazie allo spray che tengo agganciato al portachiavi sono riuscita a metterlo in fuga”.

Alla domanda della conduttrice sul perché la donna non abbia sporto denuncia, nonostante i Carabinieri della locale stazione abbiano assistito la vittima da subito dopo il fatto, la risposta è stata piuttosto singolare: “ho sentito tre politici, un assessore e un avvocato e mi hanno tutti detto che non sarebbe servito a nulla” – ha spiegato la donna.

Scatta così il servizio nel borgo di Narni dove vengono poste ai residenti alcune domande sulla percezione della sicurezza, con risposte che non sono sul caso specifico, ma su valutazioni di un aspetto generale della sicurezza percepita che è ben diverso da quello reale che attestano i dati. È un indirizzo redazionale scelto da molti contenitori ‘di informazione’ che, spesso, utilizzano un fatto isolato di cronaca per costruire ‘un caso’ o sfruttare il tema caldo del momento, con immancabili ospiti ‘tuttologi’ e politici che si compiacciono ora da una parte, ora dall’altra, della loro posizione ‘chiaramente giusta’ rispetto a quanto accaduto.

Narni certamente non spicca nelle graduatorie nazionali, regionali e provinciali come zona franca dove si ha anche paura di uscire la sera, come è stato lasciato intendere dal servizio della Rai. È un tranquillo borgo medioevale dove sono presenti, in proporzione ad estensione territoriale e popolazione, i fenomeni di microcriminalità più comuni.

E allora ecco la rivolta dei cittadini narnesi che si sono sentiti offesi dal servizio mandato in onda e che chiedono a gran voce una richiesta di replica al sindaco Francesco De Rebotti per restituire un’immagine più consona alla realtà di quella che è la situazione narnese. Il sindaco, tramite Facebook, ha lucidamente analizzato la questione: “Ad una donna, oggetto e vittima di aggressione, violenza, deve andare sempre, sempre, la nostra vicinanza, il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento – scrive De Rebotti – Allo stesso tempo ritengo ingiustificabile, distante dalla realtà e compromettente l’immagine della nostra città, il servizio andato in onda mercoledì pomeriggio ne “La Vita in Diretta” e fortemente indirizzato, in ogni suo passaggio, non a dar conto della realtà cittadina ma a lasciare intendere, intorno alle caratteristiche del fatto raccontato, una città che in qualche modo doveva goticamente giustificarlo, motivarlo o quasi contemplarlo.

Una scelta redazionale, tratteggiare Narni come una città dove la “paura è di casa”, assurda e lontanissima dalla realtà. Un’offesa alla nostra città, uno schiaffo al lavoro straordinario che svolgono le forze dell’ordine e a chi tenta, ogni giorno, di tenere più lontana possibile la nostra comunità dalla degenerazione del dibattito pubblico, della comunicazione rivolta agli istinti di cui il servizio andato in onda fornisce ampia dimostrazione.

Narni è una città straordinaria, bellissima – conclude il sindaco – che ha sete di futuro e radici ben piantate in terra, testarda e brontolona, appassionata e capace di slanci meravigliosi, che spera, qualche volta si preoccupa, gioisce, piange e ride. Studia, lavora, vive e si difende da chi la offende o offende chi la abita, in qualunque modo. Tornate a farvi un giro a Narni, telecamere alla mano, e cercate di conoscerla invece di farle gratuita violenza”.

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