Il consigliere regionale di Fli Franco Zaffini ha chiesto in un'interrogazione alla giunta di “Annullare tutti i provvedimenti di affidamento di incarichi esterni adottati con il regolamento regionale del 2008”.
“Quello che denuncio da anni, – ha detto Zaffini – ossia che le consulenze in Umbria non hanno carattere provvisorio e straordinario, ma servono per offrire lauti e continuativi stipendi a dirigenti del partito di maggioranza, adesso è stato riconosciuto anche dalla Corte dei conti che ha definito ‘contrari alla legge, alla giurisprudenza e alla dottrina' i provvedimenti della regione”.
L'esponente di Futuro e libertà ritiene che proprio in virtù del parere negativo espresso dalla Corte dei conti nella relazione sul bilancio 2009, in riferimento alle consulenze esterne, debba essere sanata una situazione che può creare grave pregiudizio all'ente, innescando una serie di numerosi ricorsi.
Secondo Zaffini, “nel 2008, la regione si era dotata di un regolamento per il conferimento delle consulenze che eludeva sia qualsiasi procedura comparativa, sia i vincoli di specificità e di provvisorietà dettati dalla normativa nazionale e necessari per ricorrere a risorse umane che non siano già in forza all'amministrazione regionale. In seguito, a dicembre 2010, per recepire il monito della Corte la Regione ha modificato il regolamento, ma è evidente che se ciò può far ben sperare per il futuro, non sana l'illegittimità delle situazioni pregresse e che quindi tutte le consulenze affidate sulla base delle vecchie procedure devono essere annullate, confermando esclusivamente quelle che rispondono ai nuovi e più ristrettivi criteri del regolamento vigente”.
Il consigliere di Fli sottolinea come l'Umbria sia stata “indicata, sulle testate nazionali, come la regione che aveva triplicato le spese per le consulenze esterne, mentre tutte le altre le avevano drasticamente ridotte. Un dispendio di risorse che ‘casualmente' è avvenuto nei mesi che precedevano la tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale. Abbiamo assistito alla stabilizzazione di ‘consulenti-attivisti' che ricevevano compensi da oltre 100mila euro annui e ad un'inchiesta giudiziaria che ha travolto la classe dirigente del maggior partito di governo in un quadro di voti di scambio al limite della decenza”. “Sarebbe opportuno – conclude Zaffini – che almeno adesso la Presidente desse un segnale di trasparenza e correttezza a tutti quei cittadini umbri che pagano le tasse e sono fuori dalla ‘cricca' politica che gestisce la ‘cosa pubblica' come fosse cosa propria, revocando quegli incarichi illegittimi ed inutilmente dispendiosi che costituiscono una pesante zavorra per tutta la regione”.