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La nuova violenza? Su Whatsapp. In Umbria arriva la legge sul cyberbullismo

Massimo Sbardella

La nuova violenza? Su Whatsapp. In Umbria arriva la legge sul cyberbullismo

Indagine del Corecom tra 900 adolescenti: è "soft", ma comunque pericoloso. Lo smartphone arriva a 11 anni
Dom, 08/04/2018 - 05:45

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La nuova violenza? Su Whatsapp. In Umbria arriva la legge sul cyberbullismo

Essere presi di mira sui social? Il fenomeno c’è, ma non è quello più rilevante. Il cyberspazio dove i bulli possono riversare tutta la propria violenza verbale contro le vittime prescelte è sempre più Whatsapp. E’ nelle chat tra coetanei, infatti, che la derisione, continua ed esasperante, crea vergogna e disagi nei ragazzi più sensibili.

A riferirlo sono gli stessi adolescenti. E’ questo uno dei principali risultati dell’indagine sul fenomeno del cyberbullismo condotta da Corecom Umbria, in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, attraverso questionari anonimi a cui hanno risposto 900 ragazzi tra i 14 ed i 18 anni di età, che frequentano sei istituti superiori di Perugia e di Terni.

Un numero significativo di ragazzi, compilando il questionario, ha evidenziato i disagi provocati dalle derisioni continue a cui vengono sottoposti nelle chat di Whatsapp.
“Arrivano alle cronache casi eclatanti – ha ricordato il presidente di Corecom Umbria, Marco Mazzoni – ma accanto a queste forme hard di cyberbullismo, ce ne sono tante che definiamo soft, ma che possono creare molti disagi”.

I risultati definitivi della ricerca verranno presentati a maggio, in occasione di un convegno pubblico organizzato insieme alle Prefetture di Perugia e Terni.

Intanto, l’Umbria è la quinta regione italiana a dotarsi di una normativa per il contrasto al cyberbullismo. Approda infatti in Consiglio regionale il testo della legge che ha come suo scopo principale quello di favorire l’emersione dei problemi.

“Con questa legge – spiega la presidente del Consiglio regionale, Donatella Porzi – non pensiamo ovviamente di risolvere il problema, ma sicuramente si aiutano i giovani che sono vittime di cyberbullismo a trovare il coraggio necessario per segnalare questi problemi. Ed in questo modo, contribuiamo a far emergere il fenomeno, potendo così intervenire per recuperare i bulli”. Nei casi più gravi, poi, ci sono la polizia postale e le autorità preposte.

Una legge che ha messo tutti d’accordo, tant’è che già in Commissione, curiosamente, con la maggioranza assente perché impegnata in altre problematiche, il testo aveva avuto l’assenso dei consiglieri dell’opposizione.

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