Il giovane Alessio Patalocco, 28 anni, è uno degli architetti 'creativi' emergenti della città di Terni. È proprio lui ad aver ideato il progetto della nuova Piazza dell'Olmo seguendo il suo istinto creativo, ma rispettando la tradizione e il significato storico dei luoghi. TO® lo ha incontrato per avere in esclusiva qualche anticipazione interessante su ciò che vedremo.
Come nasce l'idea della nuova Piazza dell'Olmo?
Secondo me, in questo periodo, la nostra professione deve essere parte attiva e deve diventare propositiva. La pubblica amministrazione, che storicamente riveste il ruolo decisionale, passa da ruolo “attivo” a quello “ricettivo” avvalendosi delle istanze culturali del territorio.
Premesso questo, ho pensato di avanzare una proposta al Comune seguendo l'istinto: passando a Piazza dell'Olmo hai la sensazione di dover fare qualcosa che sia diverso dallo stato attuale delle cose, questo primo malessere si tramuta immediatamente in “idea architettonica”.
Ho pensato, inoltre, che questo è proprio il luogo giusto per fissare sulla pietra i ricordi della tradizione popolare, dalla più recente alla più antica, mettendo in evidenza quei costumi che ci collegano direttamente al nostro passato pre-romano.
Quali soluzioni ha studiato per fissare questo contatto con le origini?
L'idea è quella di coprire il pavimento con un cielo stellato rosa che evoca il culto della notte e le mitologie classiche. Queste luci ricordano la vocazione storica della piazza: luogo di produzione artigianale di giorno e luogo di svaghi “popolari” di notte. La presenza delle case di tolleranza nella zona (prima della legge Merlin) ha probabilmente influito molto su questa mia idea.
Come è riuscito a recuperare la memoria storica della Piazza?
Oltre alla documentazione ufficiale mi sono interessato ai ricordi che la generazione dei nostri nonni può tramandarci.
Mi sono rivolto al signor Florio (al secolo Zenobio Piastrella, detto “Florio”), che lavorava come calzolaio proprio lì, per farmi raccontare cosa succedeva in quei luoghi (al di là dei documenti storici reperibili in biblioteca) molto tempo prima che io nascessi.
L'immagine è quella di una piazza in cui si festeggiava, dopo la giornata lavorativa, con intrattenimenti di diverso tipo, ed è quella immagine che la nostra tradizione popolare ci ha trasmesso anche attraverso la canzone popolare “SAN FRANCISCU” di Miselli (1901).
Il giorno dell'ascensione, inoltre, si usava festeggiare accendendo i “focaracci” all'interno della piazza, posizionando delle sterpaglie dove attualmente sta l'aiuola con i due alberi.
Ragazzi e bambini giocavano con questi fuochi saltando da una parte all'altra della piazza scavalcando i cumuli di brace che venivano spenti, successivamente, urinandoci sopra.
Ancora i romani…
Una tradizione molto simile era presente anche negli antichi abitanti di Carsulae, per questo motivo le pietre della pavimentazione della piazza saranno orientate di 40° rispetto al Nord, proprio in direzione di Carsulae. L'aiuola, al centro della piazza, viene allargata per evitare la sosta delle macchine e illuminata per ricordare i “focaracci”.
Un passaggio centrale, tra le due piante, ricorda il salto della brace.
E le novità invece?
Le sedute, iper-colorate, sono uno strumento di resistenza passiva contro il degrado: scritte, scarabocchi e usura entreranno a far parte della grande decorazione delle sedute della piazza senza compromettere l'immagine generale del luogo. Altro elemento caratterizzante di questo intervento è che si prevede la partecipazione dei privati per la sua realizzazione tramite sponsorizzazioni e donazioni. Questa nuova relazione tra pubblico e privato si manifesta, architettonicamente, tramite l'inserimento di lastre in metallo corten (all'interno della pavimentazione in porfido) in cui si leggono incisi i nomi di cittadini e imprese private che hanno preso parte all'iniziativa. Una pensilina, in acciaio e teflon serigrafato, copre le superfici destinate ai tavoli dei locali che si affacciano sulla piazza come se fosse un nastro sempre in movimento lasciando, di tanto in tanto, porzioni di cielo visibili dalle sedute della piazza a seconda del proprio punto di vista.
Quando vedremo il suo progetto realizzato?
L'idea di progetto nasce e si sviluppa in 20 minuti massimo (prolungarla oltre perderebbe di freschezza e di forza comunicativa) mentre le soluzioni ai nodi progettuali hanno richiesto circa 4 o 5 mesi di progettazione. E' stato presentato lo studio di fattibilità e consegnato il progetto preliminare, si prevede l'inizio dei lavori entro l'anno e la conclusione per l'inizio del 2012.
Sappiamo che il progetto è stato molto apprezzato anche fuori Terni, qualche anticipazione?
Questo ancora non è stato ufficialmente dichiarato a nessuno, approfitto di Tuttoggi.info per annunciare che il progetto per questa piazza verrà presentato a Maggio, nell'ambito della Prima Biennale dello Spazio Pubblico organizzata dall'INU Lazio. A Settembre verrà presentata a Tokyo, quando parteciperò al 24th World Congress of Architecture, insieme al progetto di riqualificazione urbana realizzato a Terni, Narni e Montebuono, con la serie dei 13 interventi di pittura murale (denominata Pink Landscape).