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La fascia olivata Assisi–Spoleto, un paesaggio da curare e valorizzare

Redazione

La fascia olivata Assisi–Spoleto, un paesaggio da curare e valorizzare

Monito del sindaco di Trevi Bernardino Sperandio, “Non si po’ più aspettare! Occorrono promozione e investimenti"
Gio, 27/10/2016 - 16:19

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La fascia olivata Assisi–Spoleto, un paesaggio da curare e valorizzare

“Non si po’ più aspettare!”. Queste le parole delSindaco di Trevi Bernardino Sperandio, capofila del Comitato per la Fascia Olivata Assisi – Spoleto. Il Sindaco lancia l’appello proprio nei giorni della raccolta dell’olivo, giorni che da sempre scandiscono secondo i ritmi tradizionali la vita della nostra regione, purtroppo funestati negli ultimi tempi dai danni ambientali ed economici legati all’infestazione dei parassiti. L’appello arriva anche in occasione di Festivol, manifestazione dedicata all’olio d’oliva e inclusa nella cornice di Frantoi Aperti, che si terrà a Trevi dal 29 ottobre al 1 novembre. Proprio nella giornata di apertura, alle ore 19.00 presso Corte Fratini (Pigge, Trevi) si terrà una conferenza dal titolo “Il Paesaggio della Fascia Olivata tra Assisi e Spoleto”, cui seguirà una cena di presentazione dell’olio d’oliva dei frantoi di Trevi. Le giornate successive del 30 e 31 ottobre e del 1 novembre a Trevi saranno animate da numerose iniziative in cui sarà ancora protagonista l’olio d’oliva.

La fascia pedemontana orientale della Valle Spoletana è attraversatadall’inconfondibile colore verde-argento dei terreni olivati: un paesaggio unico, che porta impresse le tracce della nostra storia. I comuni della fascia olivata umbra (Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno, Spoleto)nell’impegno condiviso di tutelare, promuovere e valorizzare le pratiche olivicole, il 3 febbraio 2016 hanno costituitoun Comitato che persegue due fondamentali obiettivi: l’iscrizione della fascia olivata nel Registro nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali, istituto dal MiPAAF, ela doppia candidatura del territorioalla FAO e all’UNESCO.Questo impegno è diventato primario per i comuni coinvolti ma, per la sua importanzae la sua incidenza sul lungo periodo, rappresenta anche un grande sforzo da parte delle amministrazioni.Le istituzioni comunali, in questa prospettiva, auspicano di proseguire e consolidare il dialogo già avviato con la Regione dell’Umbria, finalizzato alla rivitalizzazione e al rilancio del contesto produttivo.

La coltivazione dell’olivo da semprecaratterizzala morfologia della fascia che si estende da Assisi aSpoleto, occupando un’area consistente del territorio regionale; per molto tempo, l’olivicoltura è stata il fattore trainante per lo sviluppo di questa zona. Tuttavia, questo paesaggio sta lentamente cambiando, condizionato da mutamenti climatici e dinamiche economiche. La coltivazione dell’olivo si è fortemente ridotta, quasi scomparendo nella valle:la bassa redditività degli oliveti ha causato un graduale abbandono della coltivazione, a vantaggio dell’insediamento di impianti nella zona pianeggiante che modificano sostanzialmente il paesaggio, e la conduzione a livello familiare degli oliveti non garantisce la continuità generazionale. Gli oliveti subiscono l’attacco di piante infestanti, mentre la fascia boschiva si sta progressivamente espandendo. I ciglioni, le lunette e i terrazzamenti oggi sono in gran parte abbandonati e privi di manutenzione; nelle zone abbandonate cresce il rischio di incendi e di attacchi di parassiti: gli ingenti danni economici prodotti dall’infestazione della moscasono sotto gli occhi di tutti.

Per questo,il Comitato per la Fascia Olivata Assisi – Spoleto lancia un appello alle forze politiche ed economiche della regione a investire in questo settore e in questo territorio, inserendo tale pratica di coltivazione tra le priorità per il complessivo e omogeneo sviluppo del sistema produttivo regionale.È il momento di investire in modo significativo sulla coltivazione dell’olivo e sulla produzione di olio di qualità, per evitare il rischio di perdere una pratica che affonda le sue radici nella storia dell’Umbria e che per anni ha costituito elemento trainante del suo sistema economico. Non si po’ più aspettare!

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