La chiesa di Santa Maria delle Grazie torna ai suoi fedeli - Tuttoggi

La chiesa di Santa Maria delle Grazie torna ai suoi fedeli

Redazione

La chiesa di Santa Maria delle Grazie torna ai suoi fedeli

Dom, 28/03/2021 - 12:12

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La chiesa di Santa Maria delle Grazie torna ai suoi fedeli

La Chiesa è di proprietà della Usl Umbria 2, che ha stretto un accordo con la confraternita concedendo gratuitamente l'utilizzo per le attività religiose

Sabato 27 marzo, grazie ai lavori di ripulitura e consolidamento della struttura portati a termine, nel giro di due anni, dai volontari della confraternita “San Giuseppe e San Francesco di Paola”, coordinata da Padre Angelo Gatto, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata ufficialmente restituita ai fedeli, dopo molti anni di chiusura al pubblico.

Una struttura per la comunità

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è attualmente di proprietà della azienda Usl Umbria 2, che ha stretto un accordo con la confraternita “San Giuseppe e San Francesco di Paola” concedendo gratuitamente l’utilizzo per lo svolgimento di attività religiose, formative, ricreative, di tipo spirituale.

La Chiesa, del resto, situata presso il parco delle Grazie, offre un ampio spazio all’esterno, e una quantità innumerevole di prodotti dall’innegabile pregio artistico, quali i dipinti di Nicolò Alunno, Giovanni di Pietro, e del Perugino.

“La bellezza ignorata” della chiesa Santa Maria delle Grazie torna alla comunità | Le foto dei restauri

Lavori di ristrutturazione

Molti i passi in avanti mossi da quanti si sono adoperati per riportare agli antichi splendori una Chiesa che tante famiglie ternane prediligevano per battesimi, comunioni, cresime, matrimoni.

Nel giro di poco tempo, infatti, la volta del presbiterio è stata restaurata, così come la tela “Madonna col bambino”. Gli affreschi, i decori, gli stucchi sono stati messi in sicurezza, la lunetta originale, invece, conservata presso la Pinacoteca Comunale di Terni, è stata sostituita da una copia realizzata in serigrafia su materiale plastico.

Posti limitati in Chiesa

Purtroppo, a causa del protrarsi dell’emergenza epidemiologica, la cerimonia di inaugurazione ha potuto rendere onore, solo in minima parte, alla passione e alla dedizione con le quali hanno lavorato in questi ultimi due anni i membri della confraternita: la Chiesa, infatti, ha potuto accogliere solo una sessantina di persone al suo interno.

Tuttavia, considerato il rilievo dell’evento, molti ternani hanno scelto di seguire la messa, celebrata dal Vescovo Piemontese, dal piazzale antistante.

La preghiera di Piemontese

Con tono solenne, Giuseppe Piemontese, Vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia, si è rivolto a tutti i presenti: “Iniziamo questa Settimana Santa in questa Chiesa che viene riaperta al culto, questa Chiesa così cara alla nostra comunità cristiana e cittadina”. La Settimana Santa è una ricorrenza particolarmente significativa nel calendario cristiano; non a caso si è deciso di riaprire le porte della Chiesa di Santa Maria delle Grazie in questa occasione.

“La Settimana Santa – dichiara Monsignor Piemontese – è la più solenne e la più grande di tutto l’anno liturgico perché in essa si rinnovano la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo”.

I ringraziamenti di Padre Angelo

“Quando per la prima volta sono arrivato davanti al piazzale della Chiesa mi veniva da piangere“: con questi termini ha esordito Padre Angelo Gatto, il primo che, dopo tanti anni, è rimasto colpito dallo stato di abbandono in cui versava la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. “Così – continua – mi sono rimboccato le maniche, e ho incominciato questa nuova avventura”.

Un ringraziamento sentito, in primis, ha inteso porgerlo a tutti i confratelli che hanno collaborato alla realizzazione del suo disegno, ciascuno secondo le sue possibilità e capacità, al Vescovo, al Sindaco, al Prefetto, al Questore, ai vari direttori della USL, “i quali hanno avuto il coraggio di affidare alla Confraternita questa struttura”. E bene hanno fatto, perché in questo modo hanno permesso “a tanta gente di poter avere un motivo per esprimere l’affetto, l’amore per questo luogo”, da troppo tempo dimenticato.

Articolo e immagini di Marco Menta
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