Perugia

Internazionalizzazione, così il “Giordano Bruno” di Perugia prepara cittadini europei

Un ponte tra Perugia e il resto d’Europa. Per arricchire la propria formazione di studenti, futuri lavoratori e cittadini europei,

Non si tratta solo di ‘un viaggio’. Né, tantomeno, di un mero ‘progetto’. Le professoresse Vania Battistoni e Serena Bertini, e il professor Riccardo Tizzi, membri della Commissione – ‘Internazionalizzazione’ dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, ne sono convinti. “L’internazionalizzazione – affermano i docenti di questa Commissione – non è solo un progetto, ma un modo di intendere l’educazione: formare cittadini curiosi, empatici e pronti a dialogare con realtà diverse”. E aggiungono: “L’incontro tra culture differenti rappresenta una delle esperienze più importanti nel percorso di crescita di una persona”.

L’innovativo e sperimentale I.I.S. ‘Giordano Bruno’, articolato nei suoi quattro indirizzi – due Licei (il Liceo Linguistico tradizionale e con opzione ‘EsaBac’, coordinato dalla professoressa Cristina Cipolloni, e il Liceo Scientifico Scienze Applicate (O.S.A.) con opzione ‘Curvatura biomedica’, coordinato dalla professoressa Alessia Pedetta) e due Tecnici (il Tecnico Tecnologico per la Chimica, i materiali e le biotecnologie, con articolazione Biotecnologie ambientali e Biotecnologie sanitarie, coordinato dalla professoressa Sabrina Zanardo, e il Tecnico Tecnologico Sistema moda, con articolazione Tessile, abbigliamento e moda, coordinato dalla professoressa Anna Arcella) – ha fatto proprio questo “modo di intendere l’educazione” e la formazione dei giovani studenti, e ha promosso, anche per il corrente anno scolastico e per ciascun indirizzo di studio, progetti aperti all’internazionalizzazione, al superamento dei confini delle singole lingue e all’avvicinamento di diversi poli culturali.

L’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ è, infatti, attualmente, accreditato sia per gli indirizzi liceali che per quelli tecnici; nello specifico, nell’ambito VET, gestito da Inapp, questa scuola è accreditata fino al 2027, con un progetto che la vede capo-fila e unica beneficiaria.

Quanto ai due Licei, nell’ambito School gestito da INDIRE, l’Istituto perugino è sempre accreditato fino al 2027, con un consorzio che lo vede partner del capo-fila ‘Beato Simone’ di Cascia; l’accreditamento consente di ricevere ogni anno fondi-Erasmus al fine di indire periodi di mobilità di breve o lungo termine (shortor long) in scuole o aziende estere: dalla Spagna e dalla Francia, fino all’Irlanda, alla Grecia, al Portogallo, alla Polonia, alla Macedonia, etc.

Grazie a tale accreditamento la Commissione – ‘Internazionalizzazione’ dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ ha promosso mobilità Staff di Job-shadowing o Learning-courses, tanto che, dall’anno scolastico in corso, sarà possibile pianificare percorsi di mobilità, destinati sia a docenti che a studenti, anche in Cina.

Sono, infatti, oltre 300, le studentesse e gli studenti che, dal 2021 ad oggi, hanno potuto partecipare a progetti di mobilità, e sono circa 45 i docenti che hanno avuto la possibilità di prendere parte a varie attività di Job-shadowing e di Course-training.

I progetti in essere, poi, confermano questa vocazione dell’Istituto perugino all’internazionalizzazione, nell’ambito della quale, tre sono gli scambi: St. Nicolaas Liceum Amsterdam (IV anno); West Catholic High School Grand Rapids Michigan (III anno); Regensburg (II anno). Si aggiungano anche il progetto internazionale con il Messico (città di Querétaro: le studentesse e gli studenti messicani sono stati ospitati in entrata per due anni consecutivi) e i progetti-Erasmus in entrata dall’Austria, dalla Polonia, dall’Olanda, dal Portogallo e dalla Spagna, che hanno anche consentito agli alunni e alle loro famiglie di ospitare gli studenti provenienti da questi cinque Paesi. Dall’anno scolastico 2025/2026, infine, è stato promosso un Erasmus Green Path for Europe, con cinque Paesi europei (Germania, Austria, Belgio, Polonia e Turchia): l’obiettivo è, tra gli altri, quello di costruire anche una serra aeroponica all’interno dell’Istituto, per promuovere la cultura della sostenibilità e la cura dell’ambiente.

Un obiettivo tra gli altri, sempre nella direzione della volontà di concepire la cultura come luogo di scoperta dell’altro. Perché, come sottolineano i membri della Commissione – Internazionalizzazione, “ogni azione all’interno di un Erasmus è molto più di un viaggio: è un’occasione per mettersi in gioco, superare paure, scoprire nuove prospettive e imparare a guardare il mondo con occhi più aperti e consapevoli”.

“Vedere gli studenti tornare da queste esperienze più maturi, autonomi e sicuri di sé – concludono i docenti – è una delle soddisfazioni più grandi che la scuola possa offrire”.