“Come Sindaco e Presidente della Provincia di Terni ho sempre operato con la massima trasparenza e nel solo ed esclusivo interesse della Comunità locale e dei cittadini. I miei uffici e quelli delle pubbliche amministrazioni che rappresento sono sempre stati e sempre saranno aperti tanto ai cittadini quanto alle autorità giudiziarie, per rispettare il principio di leale collaborazione tra le pubbliche istituzioni che è l’anima della democrazia”, il Presidente della Provincia e Sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha affidato a una nota il commento all’indagine in corso e alle perquisizioni di ieri in provincia della Guardia di Finanza.
“Sono molto sorpreso nel constatare come l’ipotesi investigativa segua una campagna mediatica del tutto pretestuosa, promossa da giornalisti in evidente conflitto con il Sindaco di Terni. Una campagna volta a screditarmi attraverso la macchina del fango”, continua Bandecchi che attacca la Procura: “Ho letto anche il comunicato stampa di ieri a firma del Procuratore della Repubblica di Terni dove si menziona la presunzione di innocenza in favore degli indagati. Questa condivisibile enunciazione di principio stride però con i fatti. Le modalità di azione della Procura della Repubblica di Terni hanno scatenato una nuova gogna pubblica e mediatica nei confronti miei e delle istituzioni, essendosi già aperto un processo impropriamente celebrato sui media, con intollerabile violenza, totale mancanza di rispetto per la presunzione di innocenza e per la stessa dignità delle persone e delle pubbliche amministrazioni coinvolte”.
E ancora contro la magistratura: “Chi esercita un potere così pervasivo come quello in capo alla magistratura penale dovrebbe sempre considerare le conseguenze delle proprie iniziative. Conseguenze indelebili, marchi infamanti che sono devastanti sul piano della reputazione politica, imprenditoriale e personale. Ed io oggi ho il dovere di chiedere rispetto per me e per le istituzioni che rappresento. Lo avevo detto in tempi non sospetti”. Secondo il primo cittadino ternano si tratterebbe di una “campagna mediatica” a lui ostile portata avanti “da una contestazione investigativa che si basa su una forzatura logica e giuridica, che pur di coltivare una ipotesi inverosimile, ha confuso i fatti, unificato soggetti giuridici, formulato congetture su intese che non solo non esistono, ma non sono mai state nemmeno ventilate”.
Ma si dichiara a disposizione della Procura: “ribadisco pubblicamente di essere disponibile ad essere interrogato in qualunque momento e mi sono già attivato per raccogliere la documentazione rilevante e dare tutti i chiarimenti del caso. Al tempo stesso ho incaricato il mio legale di verificare in tutte le sedi competenti la legittimità degli atti dei pubblici ministeri nei miei confronti e di questa iniziativa in generale”.
“A Bandecchi rimane una sola cosa da fare, dimettersi”, lo scrive su X il senatore del Pd Umbria Walter Verini. “In questi anni ha offeso e umiliato la comunità di Terni. Lo abbiamo denunciato, insieme alle opposizioni a tante forze e tanti cittadini, in Parlamento e nella città. Ora se ha un minimo di decenza, se ne vada” conclude.