“Uno degli scopi di questo dibattito è quello di portare i problemi alla ribalta.” Apre così la conferenza stampa di ieri pomeriggio presso Palazzo Mauri, Antonio Briguori (delegato Casa Rossa per l'ambiente nonché coordinatore dell'incontro). Al confronto pubblico erano presenti, oltre ad una buona rappresentanza di cittadini, anche Alessandra Paciotto, Presidente Legambiente Umbria, Alberto Bocchini, esperto in gestione dell'energia, Carmelo Parente, Consigliere Comunale di Spoleto a 5 Stelle e l'Ingegnere Stefano Lucidi, tutti coinvolti nell' esprimere le loro preoccupazioni riguardo al tema dei rifiuti e dell possibile incenerimento degli stessi.
“Bisogna per prima cosa risolvere il problema della conoscenza approfondita dei temi che si trattano – afferma perentorio Briguori nella sua introduzione – poichè spesso l'informazione è indispensabile per la corretta partecipazione. Sulla possibilità di bruciare le così dette CDR (combustibile da rifiuto, le “famose” ecoballe) negli stabilimenti cementieri non se n'è parlato poi molto.”
“Sapere in tempo è indispensabile per prevenire questo tipo di situazioni – racconta Alberto Bocchini – io ho vissuto alcune realtà come Calusco D'Adda e Trezzo D'Adda dove, nella prima, è stato insediato un inceneritore ex novo e, nella seconda, è stato raddoppiato e la popolazione ne ha avuto notizia a lavori pressoché conclusi.”
“Inoltre – aggiunge Bocchini – queste nuove forme d'inquinamento vanno ad aggiungersi alle forme già esistenti e tradizionali, come industrie, traffico etc.”
“La Regione Umbria – spiega Alessandra Paciotto di Legambiente – punta a rafforzare la raccolta differenziata e sfruttare i siti di Perugia e Terni, anche se è in programma la realizzazione di un impianto di incenerimento nella provincia perugina, di cui ad oggi non si conosce il luogo di costruzione. Legambiente ha però contestato le scelte fatte dall'Amministrazione Umbra perché contraria ad un nuovo centro d'incenerimento, e sopratutto delusa dalla bassa percentuale raggiunta dalla raccolta differenziata, e dall'azione volta alla riduzione dei rifiuti prodotti che non è stata produttiva”.
Le soluzioni lanciate nel dibattito sono dunque queste: rafforzare la raccolta differenziata, evitare di affidare lo smaltimento delle CDR alle cementerie tipo la Cementir di Spoleto o gli impianti analoghi di Gubbio, sopratutto se non vengono riqualificate. Occorre poi installare dei centri di monitoraggio nei punti più a rischio inquinamento come Santo Chiodo e Sant'Angelo in Mercole e ridurre la produzione di rifiuti, magari anche grazie all'utilizzo del biodegradabile.
Come fanno notare Carmelo Parente e l'ingegnere Lucidi del movimento “Spoleto a 5 Stelle”, che sul tema hanno presentato un corposo dossier dal titolo “Nulla si crea e nulla si distrugge”.