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In Umbria di nazionalità straniera un quarto degli assunti nell’ultimo anno

I cantieri della ricostruzione post sisma e una popolazione tra le più anziane d’Italia (con la conseguente carenza di persone in età lavorativa e la crescente richiesta di badanti e collaboratori familiari) spingono in Umbria il lavoro di cittadini stranieri. Più di quanto si registri mediamente in Italia.

In Umbria, infatti, è di nazionalità straniera un quarto delle persone assunte nell’ultimo anno. A fronte di una media nazionale che è di poco superiore al 23%, come rileva l’indagine dell’Ufficio studi della Cgia. Nel Cuore verde d’Italia risultano stranieri 17.660 neoassunti sui 69.970 immessi complessivamente al lavoro nel corso dell’ultimo anno. Nel confronto con il 2017 l’incremento è stato del 188,5%, il terzo più alto registrato in Italia.

Dinamiche che stanno facendo dell’Umbria una delle regioni con più presenza di lavoratori dipendenti extracomunitari. Nel 2024 (l’ultimo anno per il quale si hanno a disposizione dati definitivi) i dipendenti extracomunitari erano 29.380 su un totale di 236.820 (il 12,4%). Secondo una elaborazione effettuata dalla Fondazione Leone Moressa, i lavoratori dipendenti extracomunitari presenti in Italia sono poco meno di 2,2 milioni e le regioni dove l’incidenza percentuale sul totale lavoratori dipendenti è più elevata sono l’Emilia Romagna (17,4%), la Toscana e la Lombardia (entrambe con il 16,6).

Nella provincia di Perugia i neoassunti stranieri sono stati 14.030 su 54.660 (25,7%). Percentuale leggermente più bassa nella provincia di Terni: i neoassunti stranieri nell’ultimo anno sono stati 3.630 su un totale di 15.320 (23,7%).