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In Regione liti sulle nomine di fine legislatura

Redazione

In Regione liti sulle nomine di fine legislatura

Dai manager della sanità al segretario generale dell'Assemblea
Sab, 29/06/2019 - 11:25

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In Regione liti sulle nomine di fine legislatura

Dal 1° luglio Juri Rosi, dirigente del Servizio “Commissioni, Legislazione e Affari europei”, è il nuovo segretario generale dell’Assembea legislativa dell’Umbria. Rosi succede nell’incarico a Fabio Piergiovanni che dopo 42 anni di servizio a Palazzo Cesaroni va in pensione per raggiunti limiti di età, dopo aver ricoperto nel corso degli anni anche i ruoli di vicesegretario e dirigente dei Servizi “Risorse finanziarie e umane” e “Lavori d’Aula e Legislazione”.

Il neo segretario Juri Rosi è nato a Perugia nel 1974. Laureato in Giurisprudenza, abilitato all’esercizio della professione forense; esperto in Diritto, economia e politiche comunitarie. È dirigente del Servizio “Commissioni, Legislazione e Affari europei”, in servizio all’Assemblea legislativa dell’Umbria dal 2006. In precedenza ha prestato servizio come funzionario giuridico-amministrativo nel Servizio “Programmazione strategica e comunitaria” della Giunta regionale dell’Umbria. Ha lavorato inoltre per tre anni, anche all’estero, nell’Ufficio legale di una
multinazionale che opera nel settore delle telecomunicazioni.

A proporre il suo nome all’Ufficio di presidenza la presidente Donatella Porzi.

Ma Emanuele Fiorini, (Gruppo Misto) attacca la scelta: “Trovo assurdo quello che è accaduto in questi giorni in Consiglio regionale con la nomina del nuovo segretario. L’Assemblea legislativa ha ancora voglia di spendere soldi, nonostante la recente condanna del tribunale in merito alla vicenda di palazzo Monaldi a Perugia, che la costringe a pagare circa un milione di euro al proprietario”.

La Regione – secondo Fiorini – essendo in ordinaria amministrazione, poteva andare avanti benissimo solo con i dirigenti, considerando anche il fatto che c’è un segretario vicario. Non c’era tutta questa necessità di un nuovo segretario e soprattutto non c’era la necessità di spendere più soldi. Si potevano aspettare le imminenti elezioni regionali e lasciare alla nuova amministrazione questa scelta. L’Ufficio di presidenza ha perso un’occasione per risparmiare soldi. Inoltre, è stato nominato un segretario da parte di quello che rimane del Pd, partito che, nonostante quello che sta avvenendo con la magistratura, continua a posizionare i suoi uomini all’interno dell’amministrazione regionale. Tutto questo – conclude – è assolutamente vergognoso”.

Ma in questo scorcio di fine legislatura sulle nomine non si litiga in Regione soltanto tra maggioranza e opposizione. In Giunta si è assistito infatti ad un violento scontro tra il presidente Paparelli (subentrato dopo le dimissioni di Catiuscia Marini) e l’assessore Fernanda Cecchini per la scelta dei commissari della Usl e dell’Azienda ospedaliera di Terni. Scelte nel segno della discontinuità, quelle volute da Paparelli e Bartolini. Ma per Cecchini, proprio il regime di ordinaria amministrazione in cui si trova ad operare l’Esecutivo regionale avrebbe dovuto portare ad una proroga degli incarichi esistenti per i pochi mesi rimanenti.


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