IMU terreni agricoli, Tar del Lazio no a sospensiva / Nodo "montagna legale"- Aggiornamenti - Tuttoggi

IMU terreni agricoli, Tar del Lazio no a sospensiva / Nodo “montagna legale”- Aggiornamenti

Alessia Chiriatti

IMU terreni agricoli, Tar del Lazio no a sospensiva / Nodo “montagna legale”- Aggiornamenti

Dal governo spiraglio per esenzione dei pagamenti / A Perugia passa odg Tracchegiani / Intervengono anche Rossi, Verini, Coldiretti e Rifondazione
Ven, 23/01/2015 - 13:00

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Aggiornamento ore 19.50 – Il governo, con un consiglio dei Ministri straordinario terminato pochi minuti fa, ha risolto il problema dell’Imu agricola montana, fissando nuovi criteri per il pagamento con esenzione totale – per le annualità 2014 e 2015 – per 3456 Comuni (prima erano 1498) e parziale per 655 comuni. E’ quanto spiega il Ministero dell’Agricoltura. La soluzione deriva dall’incontro, svolto stamattina, tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. “La decisione del governo di ripristinare l’esenzione totale dell’Imu sui terreni agricoli montani secondo i criteri Istat – ha affermato l’on. Giampiero Giulietti – è un risultato politico importante, che dà una risposta di giustizia e di equità. Come parlamentare sono lieto di aver contribuito a risolvere tale problematica, con diversi atti di sindacato ispettivo e, in ultimo, con la lettera inviata ieri al Governo insieme ad alcuni colleghi del Pd”.

Ore 13.00 – IMU sui terreni agricoli: una tassa di cui, al momento, tutti ne parlano: si eleva la voce dalle varie rappresentanze istituzionali, dal comune, alla CIA, alla Coldiretti. Alla base la data di scadenza, da molti definita “non sostenibile” dopo l’esito dell’udienza in camera di consiglio, davanti alla seconda sezione del Tar del Lazio, che non ha concesso una nuova sospensiva e deciderà direttamente nel merito sui ricorsi con i quali una serie di Comuni e di Anci regionali contestano il decreto sull’Imu sui terreni agricoli per i Comuni montani. Uno spiraglio arriva comunque dal governo, che ha annunciato l’intenzione di stabilire da quest’anno in poi il ripristino dell’esenzione ai fini del pagamento dell’Imu sui terreni agricoli montani. Si è tenuta a Montecitorio una riunione con il sottosegretario al ministero dell’economia e delle finanze Pier Paolo Baretta. Dal confronto è emersa, positivamente, l’intenzione del Governo di stabilire dall’anno 2015 in poi il ripristino dell’esenzione ai fini del pagamento dell’Imu dei terreni agricoli montani, avendo come base di riferimento l’elenco dei comuni della cosiddetta “montagna legale” elaborato dall’Istat ai sensi della legge 991/1952, e quindi ripristinando la situazione originaria di totale esenzione dal pagamento dei terreni agricoli montani, escludendo dal pagamento altresì gli agricoltori professionali nei comuni parzialmente montani ai sensi della predetta normativa. “E’ una notizia positiva – ha detto a riguardo l’onorevole Verini (Pd) – ma non basta, perché è necessario che il Governo estenda gli stessi criteri ai fini della definizione del contenzioso in atto relativamente all’annualità 2014. Tale ipotesi ha però bisogno di essere sostenuta attraverso l’individuazione di risorse alternative a quelle già imputate sulla legge di stabilità. L’impegno dei depuati PD sarà, dunque, quello di lavorare perché si individuino le risorse finanziare necessarie, con l’auspicio che si possa trovare presto una soluzione soddisfacente”.

Il capogruppo Pd in commissione Finanze al Senato, Gianluca Rossi, ha raccomandato al governo di “agire quanto prima, per evitare che si consumi un nuovo rompicampo, come quello a cui abbiamo assistito recentemente”. Il senatore quindi prosegue sottolineando: “Vanno esclusi dal pagamento gli agricoltori professionali nei comuni parzialmente montani e delle zone svantaggiate. Sarebbe utile – conclude Rossi – cogliere l’occasione per ampliare l’ambitodell’esenzione in favore delle piccole imprese agricole e di quelle condotte da giovani che hanno intrapreso l’attività produttiva perrafforzare le filiere agroalimentari italiane.

Coldiretti Umbria è stata una delle prime a pronunciare il proprio parere: “è indispensabile mantenere l’impegno a rivedere anche per il 2014 le evidenti incongruenze nei criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli in base all’altitudine in cui si trova la sede del comune, nel rispetto della fondamentale scelta di mantenere l’esenzione dell’imposta a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali”.

Per Rifondazione Comunista, si è di fronte ad una “roboante confusione. Negli ultimi giorni assistiamo ad una sequela infinita di prese di posizione sulla vicenda Imu agricola da parte di deputati e senatori umbri del Pd. Da roboanti soddisfazioni per il suo slittamento a lettere al governo. La verità è che la confusione è totale e che l’Imu sui terreni agricoli, così come è prospettata, è ingiusta, dannosa e colpisce i soliti noti. L’Imu agricola va cancellata. Torniamo a consigliare a Renzi e ai suoi sostenitori in salsa umbra di prendere visione dei dati dell’ultimo rapporto dell’ufficio studi di Bnl: il livello di ricchezza sugli investimenti finanziari di una minoranza della popolazione italiana, circa il 10%, è cresciuta anche in questo periodo di crisi durissima che dura da più di sette anni. Invece di colpire chi dopo una vita di sacrifici si è comprato un pezzo di terra, invece di proclami e comunicati stampa, occorrerebbe che Regione Umbria e i parlamentari umbri si facessero promotori della proposta di una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Certo, un po’ complicato per chi si sta apprestando a votare le riforme istituzionali con Berlusconi”.

Intanto a Perugia è passato ieri l’odg presentato dal consigliere comunale di Forza Italia, Antonio Tracchegiani, “sull’IMU terreni agricoli nei comuni al di sotto di 600 metri sul livello del mare”. Secondo il consigliere di FI “il fatto che la legge di stabilità 2015 preveda l’introduzione dell’IMU sui terreni agricoli basandosi sulla localizzazione altimetrica della sede comunale, considerando rurali tutti i Comuni che si trovano al di sopra di 600 metri sul livello del mare, penalizza pesantemente il nostro territorio. E non è solo per il problema della tassazione, ma anche per le ricadute nel P.S.R. (piano di sviluppo rurale) se i nostri terreni non saranno più considerati rurali. Si rischia l’abbandono di ulteriori aree agricole”, spiega Tracchegiani. “Col rischio – come evidenziato dall’intervento di Mencaroni – che l’abbandono delle attività agricole si tramuti in ulteriori occasioni di speculazioni edilizie e consumo del suolo. Un danno inestimabile per la nostra regione che vive anche grazie a produzioni tipiche, di pregio, in alcuni casi, uniche”. “È una mossa davvero inopportuna – rincara Sorcini – che danneggia la nostra economia. Oggi l’agricoltura è una delle poche opportunità per i giovani, e anche la relativa mobilità del mercato immobiliare dei terreni agricoli, dovuta alle basse imposte, così subirebbe una battuta d’arresto”. Pertanto si è votato e approva all’unanimità l’odg, emendato con l’aggiunta anche della Confagricoltura, che propone alla giunta di fare proprio il documento della CIA (confederazione italiana dell’agricoltura) estendendo la solidarietà a tutti gli agricoltori della nostra Regione e condividendone il dissenso nei confronti della manovra economica del governo nazionale. Il consigliere Traccheggiani esprime viva soddisfazione per la votazione e rinnova i sentimenti di vicinanza agli agricoltori umbri.

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