Il "quadro nero" del Giornale dell'Umbria, il liquidatore, il TFR scomparso e l'ammutinamento di redazione - Tuttoggi

Il “quadro nero” del Giornale dell’Umbria, il liquidatore, il TFR scomparso e l’ammutinamento di redazione

Sara Cipriani

Il “quadro nero” del Giornale dell’Umbria, il liquidatore, il TFR scomparso e l’ammutinamento di redazione

Cdr, OdG e ASU in conferenza stampa | Nei verbali dell'ultima assemblea GEU 1819, i 'motivi' dello scioglimento
Sab, 23/01/2016 - 08:01

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Il “quadro nero” del Giornale dell’Umbria, il liquidatore, il TFR scomparso e l’ammutinamento di redazione

Non è un Burri il ‘nero’ citato da Marta Cicci venerdì (22 gennaio) mattina durante la conferenza stampa convocata dal Comitato di Redazione del Giornale dell’Umbria presso la sala riunioni dell’Ordine dei Giornalisti di Perugia. Il nero è il colore del quadro che racconta della messa in liquidazione del noto quotidiano umbro, venduto solo 5 mesi fa dalla ‘gestione Colaiacovo’ ed entrando alla nuova, funesta ‘era Incarnato’. Sempre sotto marchio GEU 1819.

Il direttore-presidente diventa liquidatore 

Ma la notizia del giorno, nonostante l’importanza dell’incontro organizzato dai colleghi del GdU, è un’altra: la nomina del liquidatore.

Come già noto da alcuni giorni, il 14 gennaio si è tenuta l’ultima assemblea del CdA di GEU1891 Srl durante la quale si è decretato lo scioglimento della società nata a fine agosto 2015. Vediamo com’è andata: la riunione si è tenuta a Roma, presso lo studio e in presenza del notaio Fabio Orlandi. Aperta alle ore 16:15, l’incontro verrà dichiarato chiuso 25 minuti più tardi. Membri del consiglio presenti: 1, Luigi Camilloni, già direttore della testata umbra e anche consigliere di amministrazione.

Del resto del CdA – il Presidente Luigi Giacumbo, l’AD Giuseppe Ghezzi e gli altri membri Emanuele Mapelli e Guglielmo Mazzarino – neanche l’ombra. Manca all’appello anche la proprietà vera del Giornale, Gi.F.Er che detiene il 100% delle quote GEU1819, Giuseppe Incarnato, ormai un habitué dell’assenza alle varie convocazioni istituzionali relative al Giornale. Assente giustificato pure il Sindaco Marco Nicchi. Una diaspora.

E così il direttore Camilloni viene investito per l’occasione presidente dell’assemblea, apre regolarmente i lavori in seconda convocazione e comincia a relazionare a sé stesso i punti all’ordine del giorno, tra i quali leggiamo:

1- Scioglimento della società e messa in liquidazione

2- Nomina del liquidatore

3- Compensi del liquidatore

4- Criteri d liquidazione

5- Azioni di responsabilità 

6- Varie ed eventuali

Per venire al sodo, al punto 3 – I) del verbale d’assemblea si legge che, per alzata di mano, ‘i presenti’ hanno deliberato“di nominare Liquidatore Unico della società il signor Luigi CAMILLONI […], nei cui confronti non esistono cause di ineleggibilità e di decadenza previste dalla legge i cui Compensi sono fissati nel contratto di lavoro già stipulato in data 17 settembre 2015″  Anche se, per completezza di informazione, viene anche deciso che il liquidatore sarà supportato dallo studio legale Marrocco in tutte le fasi del suo compito. Ma in definitiva sarà lui a firmare. Si, proprio lui, Camilloni again.

Ora, par di vederlo, l’indaffarato direttore, eleggersi presidente d’assemblea, discutere ampiamente i punti all’odg e infine nominarsi liquidatore, con voto palese e senza neanche aumentarsi lo stipendio. Il risultato sa più di ‘sono rimasto con il cerino in mano’.


Le ragioni dello scioglimento e le azioni di responsabilità

Nel verbale di assemblea che TuttOggi.info ha potuto visionare, non mancano certo le motivazioni che hanno portato alla decisione di sciogliere la società editoriale. Ragioni da cercare, secondo l’attuale proprietà, in responsabilità esterne alla propria gestione.

Tre i cardini su cui ruotano le tesi della Geu 1819 e che sarebbero da considerare causa del fallimento del ‘progetto Giornale dell’Umbria’:

Il ‘buco’ del TFR – Nel verbale del 14 gennaio vengono così annoverate presunte responsabilità della società cedente, anche sulla base di una recente due diligence che proverebbe “l’assenza del Trattamento di Fine Rapporto (TFR)”, importo che dovrebbe invece essere obbligatoriamente accantonato dai datori di lavoro e che costituisce voce attiva di bilancio. In questo caso l’ammanco viene quantificato in un importo a fine 2014 (ultimo bilancio approvato) di oltre mezzo milione di euro.

bilancio Gdu

Certo, suona fuori tempo  una due diligence quasi 5 mesi dopo dall’atto di acquisto, visto che è una pratica di investigazione e ricerca che viene normalmente attivata in fase di trattativa, proprio per evitare eventuali ‘sorprese’.

Non bastasse, la nuova Geu richiama la vecchia gestione sul “mancato rispetto del patto parasociale di acquisto”, patto contemporaneo all’atto ufficiale di vendita del quale al momento non si hanno ancora tutti i particolari, ma che presuppone accordi paralleli tra le due parti. Sempre sul verbale si legge infatti che in questo accordo, “tra le altre statuizioni, in caso di discordanza tra quanto previsto in termini di flussi finanziari e […] le esigenze effettive di Gruppo Editoriale Umbria 1819 Srl […] venissero PRONTAMENTE effettuati dai soci cedenti accrediti di qualunque forma per supportare le esigenze del gruppo”. Il tutto tempestivamente quantificato, il 3 dicembre 2015, in 320mila euro. Richiesta a cui “non veniva dato nessun seguito”.

A queste già gravi recriminazioni, che invitano, secondo verbale, ad “azioni di responsabilità”, altre questioni vengono sollevate verso terze parti legate alla precedente gestione e ad una parte del nuovo CdA, come l’ipotesi di “azzeramento indiscriminato e immotivato di fondi” proventi di raccolta pubblicitaria, la “sottrazione di crediti” e “l’ostacolo alla ricostruzione delle scritture contabili”.

Una serie di problemi economico finanziari che, a sentire i ben informati, non avrebbero però impedito ad alcuni dei nuovi amministratori, di farsi recentemente rimborsare spese per alcune decine di migliaia di euro, a testa.

Mentre, le accuse che circolano in questa fase delicata della vita aziendale, sono state, in parte, rimandate al mittente, attivando anche forme di tutela legale, come si legge nel comunicato stampa che è giunto nella tarda serata di ieri a firma dei 4 ex soci della GEU1819 Srl – TMM Soc. Cooperativa, Fianco Srl, Scai SpA,Bifin Srl – che si dicono: “stupiti, colpiti e traditi da una gestione che ha messo in serissima difficoltà un patrimonio del giornalismo umbro”. Ci si sarebbe aspettato, piuttosto, un piccolo esame di coscienza.

L’ammutinamento di redazione – Altra tesi a supporto dell’ormai inevitabile deriva della società editoriale del Giornale dell’Umbria, proviene ancora una volta dal suo interno e sarebbe da individuare nel comportamento delle maestranze. “Il rifiuto delle maestranze – si legge sempre nel verbale – all’applicazione del piano editoriale di dettaglio varato in data 18 ottobre 2015 (del quale all’interno della redazione nessuno sembra aver mai visto neanche le bozze n.d.r.) e nuove testate, si concretizzava in un sostanziale ammutinamento operativo”. Comportamento che avrebbe arrecato danni non solo per le mancate uscite e vendite del quotidiano, ma anche e soprattutto per la rescissione di presunti contratti pubblicitari già stipulati per tutto il 2016.

Ultimo elemento concorrente al fallimento del progetto  sarebbe infine la mancata partecipazione economica da parte del tessuto imprenditoriale regionale, di enti e fondazioni. Per non parlare dell’amarezza della proprietà nel non vedere raccolta l’offerta “per un aumento di capitale fino a 10milioni di Euro […] Era previsto un incontro plenario […] andato deserto per mancanza di interlocutori”. La proverbiale riservatezza degli umbri, chissà. Stesso amaro risultato con le fondazioni bancarie “Allo stato la nota (con la richiesta di contributo n.d.r.) del 5 gennaio 2016 è tuttora inesitata”. Per non parlare infine della delusione con la Regione Umbria alla quale si dice sia  “stata data ampia disponibilità per affrontare la tematica dei livelli occupazionali. In punti la nota 4 gennaio 2016 risulta tuttora inesitata”. Peccato che la stessa proprietà non si sia mai presentata agli incontri convocati con la presenza della stessa Regione, per cercare di trovare soluzioni, anche e proprio per i lavoratori che in tutta questa girandola di j’accuse, sono quelli che veramente hanno qualcosa da perdere.


La Conferenza stampa di CdR, OdG e ASU

Tornando alla conferenza stampa che ha costituito un passaggio importante di partecipazione pubblica e ulteriore presa di impegno nei confronti di una situazione a dir poco complessa e cha lascerà profonde e lunghe conseguenze, erano presenti all’incontro, oltre al presidente dell’ODG Roberto Conticelli e alla citata Cicci, presidente Associazione Stampa Umbra, il Cdr composto da Andrea Giuli, Andrea Luccioli e Umberto Maiorca.

Ed è stato proprio il presidente Conticelli, ospite della riunione, a parlare di una “bruttissima situazione, che fa male, in quell’Umbria che per qualche tempo è stato laboratorio giornalistico e ora diventa laboratorio di chiusure. Come ordine regionale – continua il presidente – vorremmo portare il ‘caso’ del GdU alla ribalta nazionale e abbiamo già chiesto l’intervento del Presidente Iacopino […] Anche se non è usuale tra giornalisti, rivolgo i miei i complimenti ai colleghi del Giornale dell’Umbria per la qualità del giornalismo e l’autorevolezza conquistata in questi anni”.

A seguire l’intervento di ASU “Non so da cosa cominciare – esordisce la presidente Cicci – forse dalla rabbia, perché nonostante l’impegno e lo sforzo dell’associazione non ci sono stati risultati. La comunicazione con la proprietà sono state difficili e gli incontri spesso disertati  (anche alle convocazioni in presenza di FIEG n.d.r.). C’è molta incertezza, non si capisce se subentreranno nuovi soci e se ci sarà continuità produttiva, ma di sicuro non ci sono garanzie per tutti i giornalisti attualmente impiegati. Il quadro è nero”.

I rappresentanti della redazione hanno poi fatto il punto sull’ormai tristemente nota vicenda, di cui segue comunicato:

Lettera-comunicato Giornale dell’Umbria

Intanto perdura lo stato di sciopero a oltranza fino all’incontro con il liquidatore della Geu1819, ossia il direttore Camilloni, già sfiduciato dalla propria redazione lo scorso 4 dicembre. L’incontro è stato nuovamente promesso nei prossimi giorni, visto che il primo appuntamento è già saltato. I presupposti di trovare una soluzione allo stato attuale delle cose, appare sempre più lontano.


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