Il Premio “Ariodante Picuti” ha portato Giorgia Cardinaletti nell’appassionato (e appassionante per chi lo scopre) mondo della Quintana. La conduttrice del Tg1 ha ricevuto a Foligno, insieme al direttore del Gruppo Corriere (Umbria, Arezzo, Siena, Maremma) Sergio Casagrande, il riconoscimento intitolato all’avvocato Ariodante Picuti, che ha segnato ed animato per decenni la vita folignate ed umbra come professionista, politico e come storico presidente dell’Ente Giostra della Quintana.
Quest’anno la giuria del Premio – composta dal figlio di Ariodante, Giovanni Picuti, dal presidente dell’Ente Giostra Domenico Metelli e dai giornalisti Roberto Conticelli (che la presiede), Fabio Luccioli e Manuela Marinangeli – ha scelto un giornalista folignate il cui lavoro è stato nel tempo e continua ad essere apprezzato come direttore del Gruppo Corriere anche al di fuori dei confini regionali, Sergio Casagrande, ed un’umbra acquisita qual è Giorgia Cardinaletti. Nata a Fabriano, nelle Marche, Giorgia Cardinaletti si è laureata a Perugia, dove ha iniziato a scrivere per Il Giornale dell’Umbria ed è poi diventata professionista frequentando la prestigiosa scuola radiotelevisiva di Ponte Felcino. Quindi la scalata nel mondo Rai attraverso servizi ed incarichi in ambito sportivo, socio-culturale, nella cronaca, che l’hanno portata ad essere uno dei volti del televisivi più amati dagli italiani. Ha però sempre tenuto nel cuore l’Umbria (così come Fabriano, dove vive la sua famiglia), come confermato dalla commozione che a fatica ha saputo celare nell’incontrare alcuni dei colleghi e professori universitari con i quali si è formata ed è cresciuta professionalmente.
Dopo la cerimonia a Palazzo Candiotti alla presenza delle autorità comunali (al tavolo il vicesindaco Riccardo Meloni e l’assessore Alessandra Leoni) e della famiglia Picuti, e le foto ricordo con gli ammiratori, Giorgia Cardinaletti, insieme a Sergio Casagrande, ha cenato nella taverna del rione Contrastanga, dove è stata coinvolta nella festa di popolo quintanara, tra antiche ricette, canzoni, simpatiche foto in cucina e giochi (ha anche provato la goliardica Gara della Filome’, ma per questa volta senza alcol…). Dopo gli aneddoti ed i racconti a tavola sul valore sociale della Quintana, che nella Giostra finale ha solo il suo culmine, accompagnata dal presidente Metelli e dal priore del Contrastanga Carlo Mattioli, Giorgia Cardinaletti ha potuto ammirare gli splendidi ed accurati rifacimenti di sartoria degli abiti seicentesti con i quali sfilano le dame e gli altri figuranti del Corteo storico della Quintana. Abiti che magari potrà indossare in una delle prossime edizioni della Giostra della Quintana.