“Il matrimonio segreto” di Quirino Conti strappa applausi a scena aperta / Un successo che andava replicato - Tuttoggi

“Il matrimonio segreto” di Quirino Conti strappa applausi a scena aperta / Un successo che andava replicato

Redazione

“Il matrimonio segreto” di Quirino Conti strappa applausi a scena aperta / Un successo che andava replicato

Dom, 30/06/2013 - 17:57

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(Carlo Ceraso) – Applausi a scena aperta per “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa andato in scena ieri sera al Caio Melisso – Spazio Fendi nella seconda serata di questo ricco, ricchissimo, Festival dei Due Mondi che ha alzato il sipario conquistando già l’interesse della critica nazionale e internazionale. Il dramma giocoso del musicista Aversa conquista il pubblico festivaliero cui è stata offerta una performance impeccabile sotto ogni punto di vista. Merito del regista e scenografo Quirino Conti che ha curato ogni piccolo dettaglio, compreso lo ‘strappo’ al fondale voluto per sottolineare la decadenza che inizia a divorare la nobiltà alla fine del XVIII° secolo. La commedia degli equivoci diverte e fa riflettere con le due sorelle (Elisetta e Carolina) che il regista vuole in scena con gli stessi abiti, trucchi e parrucchi. In pratica due gemelle, che lo spettatore dovrà riconoscere solo grazie al diverso timbro di voce. Geronimo (Omar Montanari) ha promesso sua figlia Elisetta (Valentina Farcas) in sposa al conte Robinson (Davide Luciano) in cambio di una ricca dota. Ma il nobile viene rapito dalla grazia della sorella Carolina (Barbara Bargnesi) e non vuol più saperne di Elisetta, proponendo al futuro suocero lo ‘scambio di figlia’. Con uno stravolgimento tipico solo delle opere buffe, la situazione che sembrava precipitare ritorna sul piano degli accordi con Robinson che si accontenta di Elisetta in cambio di un forte sconto su quanto pattuito. Una commedia degli equivoci che mantiene rapido il susseguirsi degli eventi e a tratti diverte il pubblico senza mai portarlo alla risata grassa.
La gelosia fra sorelle si svolge con ironia, e i giusti timbri di voce grazie al canto della dolce Carolina come a quello più incisivo e acido di Elisetta. Ottima la prova di Montanari come pure di Luciano che tengono bene la scena, con una dizione ammirevole e una recitazione di grande efficacia visiva. Come pure brava la zia Fidalma (Teresa Iervolino), l’unica della famiglia a non gioire per aver messo troppo tardi gli occhi sul servitore Paolino (Emanuele d’Aguanno) che si era sposato segretamente con Carolina. La mano chiara e sicura del direttore Ivor Bolton ha guidato infine la straordinaria performance dell’orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari ridotta a ensemble settecentesco, dove su tutti è spiccato il maestro al fortepiano e il primo violino. In platea il pubblico delle grandi occasioni a cominciare da Carla Fendi (a lei si deve la fine del secondo stralcio di lavori del restauro del Meisso, il palcoscenico, le mantovane e il palco regio), Gianni Letta, Corrado Augias e Umberto Veronesi.
Uno spettacolo di grande spessore quello realizzato da Quirino Conti, incastonato nella suggestiva cornice del piccolo teatro di Spoleto. Anche a volerne trovare di errori e sbavature non è facile. Anzi, una ce n’è: una simile rappresentazione non può essere rappresentata prevedendo una sola replica, come ha dimostrato il tutto esaurito anche di oggi pomeriggio. E su questo il direttore artistico Giorgio Ferrara farà bene a riflettere per la prossima stagione.
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