Il giudice Augusto Fornaci lascia il Tribunale di Spoleto | I saluti e le foto - Tuttoggi

Il giudice Augusto Fornaci lascia il Tribunale di Spoleto | I saluti e le foto

Sara Fratepietro

Il giudice Augusto Fornaci lascia il Tribunale di Spoleto | I saluti e le foto

Presidente Bellina: "E' l'esempio di come vorremmo che fossero i magistrati". L'incarico in Corte d'appello ed il messaggio ai giovani colleghi: "Coniugate la scienza del diritto con la coscienza dei valori"
Ven, 06/05/2016 - 01:28

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Il giudice Augusto Fornaci lascia il Tribunale di Spoleto | I saluti e le foto

Era arrivato a Spoleto per la prima volta nel febbraio del 1991, ad occupare l’ufficio del secondo sostituto procuratore appena istituito dopo l’apertura del supercarcere di Maiano. Poi è tornato come giudice del Tribunale ed ha traghettato il palazzo di giustizia spoletino dai tempi bui dell’organico all’osso (per un periodo, non molto lontano, il Tribunale di Spoleto si è trovato con due soli giudici, lui e Laudenzi) ad oggi. Ora che quel periodo è passato, che gli organici sono non solo stati coperti ma anche potenziati, il magistrato Augusto Fornaci lascia la città per un nuovo incarico: quello di giudice della Corte d’appello di Perugia, dove presterà servizio a partire dalla prossima settimana.

In tanti al saluto – Avrebbe voluto probabilmente un saluto più riservato questa mattina, ma nella sala collegiale al primo piano si sono trovate decine e decine di persone: i colleghi giudici, quegli storici come Roberto Laudenzi e quelli più giovani, entrati di recente in forze al Tribunale di Spoleto; i magistrati della Sorveglianza; il procuratore capo Alessandro Cannevale; decine di avvocati, con in testa il presidente dell’Ordine Paolo Feliziani, i presidenti della Camera penale, Salvatore Finocchi, e civile, Marco Bellingacci, e il rappresentante del Consiglio giudiziario per l’Umbria Domenico Benedetti Valentini; il personale di polizia giudiziaria; i dipendenti del tribunale.

Presidente commossa – Il dottor Fornaci è entrato nella sala visibilmente emozionato, guardando commosso i tanti presenti. Più emozionata di lui era però la presidente del Tribunale, Emilia Bellina, che con voce rotta dalla commozione ha letto un sentito discorso di commiato nei confronti del magistrato. “Mi riempie di sgomento – ha esordito – pensare che dalla settimana prossima Augusto Fornaci non sarà più un magistrato di questo Ufficio. Oggi festeggiamo il dottor Fornaci, la sua nuova avventura professionale, le prospettive che si aprono. Ma lasciatemi dire che la partenza del dottor Fornaci per il Tribunale di Spoleto e per me è una grande perdita. Mancherà quella quotidianità che consentiva di confrontarsi sempre in varie occasioni. Il dottor Fornaci c’è stato sempre, per me e per chiunque abbia avuto bisogno del suo consiglio o del suo aiuto, sempre pronto a dare il suo appoggio e a mettere a disposizione le sue risorse di professionalità. Questo ci mancherà tantissimo”. “Quando penso alla figura del ‘magistrato’ come sempre vorremmo che fosseha aggiunto la Bellinapenso ad un giudice come il dottor Fornaci. Non perché non sbaglia mai: l’errore è sempre dietro l’angolo per tutti noi, ma per la sua ricerca spasmodica per la decisione giusta, per la cura di ogni dettaglio, il suo esame di ogni aspetto del problema tuttavia con grande senso di umanità, anche quando la decisione è dura o severa”. La presidente ha ricordato i tempi difficili passati dal Tribunale, affrontati con impegno e senza scoraggiarsi dal giudice. “Chissà che Spoleto non possa vederti tornare – è stato il suo auspicio conclusivo, condiviso poi da tutti – come presidente di Tribunale”.

Il saluto degli avvocati – Il grande impegno del dottor Fornaci nei periodi “bui” del Tribunale è stato ricordato dal presidente del Foro di Spoleto, l’avvocato Paolo Feliziani. “In lei noi – ha evidenziato – abbiamo trovato sempre un grande punto di riferimento, sin dal suo primo incarico in Procura”. Feliziani di Fornaci ha sottolineato il “rispetto che ha sempre riservato agli imputati e a tutti noi. La sua partenza è per noi una sorta di ‘tradimento’, per il quale però la perdoniamo: lei ha sempre un approccio altruistico e generoso, è giusto che persegua le sue aspirazioni. Può andare dove vuole, ma rimarrà per sempre giudice di questo Tribunale. Siamo stati indelicati a venire in tanti oggi, ma è il nostro modo per dimostrarle il nostro affetto”. Ad intervenire è stato anche l’avvocato Domenico Benedetti Valentini, eletto nel Consiglio giudiziario nel distretto dell’Umbria. “Avremo in Corte d’appello – ha detto l’ex senatore – un amico in più e intanto facciamo una prenotazione per il prossimo presidente di Tribunale”.

‘Monito’ ai giovani giudici – Emozionato dopo tante parole toccanti spese nei suoi confronti, il giudice Fornaci ha voluto ringraziare tutti, colleghi, dipendenti, forze dell’ordine. Un grazie speciale è andato alla presidente Bellina, “mi attendevo che mi avrebbe risposto in modo dissuasivo quando le ho annunciato che avevo deciso di presentare domanda di trasferimento ed invece mi ha incoraggiato, purché la scelta fosse fatta con serenità e coscienza: sapeva che aveva davanti non il magistrato ma l’uomo alle prese con l’inquietudine della scelta e per questo voglio ringraziarla pubblicamente”. Ma tra tutti il saluto più bello il dottor Fornaci lo ha riservato ai suoi colleghi più giovani, i giovanissimi magistrati che negli ultimi anni hanno ripopolato il Tribunale di Spoleto, “con i quali il dialogo è stato immediato, perché tutti condividiamo lo stesso dna. Permettetemi, rivolgendomi proprio a voi, – ha spiegato – colleghi più giovani, di dire che chi appartiene alla mia generazione è nato con l’unico strumento di lavoro costituito dalla penna e dal foglio; gli strumenti di lavoro si sono evoluti, sono diventati estremamente perfezionati, sicuramente però quello che non è cambiato è il dna di chi usa questi strumenti di lavoro e questa è la testimonianza che io vi lascio e l’augurio che vi faccio: sono certo che con il vostro dna, sapendo coniugare al meglio, come già state facendo, la scienza del diritto con la coscienza dei valori etici su cui il diritto si basa, il coraggio delle scelte, con l’equilibrio della loro ponderazione, voi riuscirete a dimostrare al meglio che questo dna è la magistratura di cui voi oggi incarnate il rinnovato vigore; dna che vi salverà dal rischio dell’eccessiva burocratizzazione che corriamo oggi”.


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