"Il dito e la luna", a Terni un 'balilla' contro le politiche sociali e giovanili della giunta Latini - Tuttoggi

“Il dito e la luna”, a Terni un ‘balilla’ contro le politiche sociali e giovanili della giunta Latini

Luca Biribanti

“Il dito e la luna”, a Terni un ‘balilla’ contro le politiche sociali e giovanili della giunta Latini

Iniziativa del Comitato per i beni comuni | Mobilitazione inizia sabato 9 febbraio
Gio, 07/02/2019 - 18:50

Condividi su:


Primo appuntamento in Piazza Europa sabato 9 febbraio 2019 alle ore 17:00 per immaginare insieme una città solidale, partecipativa, inclusiva e accogliente. Per fare di Terni una città nuovamente desiderabile! È l’iniziativa “Il dito e la luna” promossa dal “Comitato per i beni comuni”

Sono questi gli slogan scelti dal comitato cittadino nato in opposizione all’attuale amministrazione di centrodestra della città, in particolare sotto la spinta dei centri giovanili e le associazioni che sono state più ‘colpite’ dagli indirizzi politici intrapresi dalla giunta Latini, in particolari quelli che riguardano bandi e nuovi metodi di assegnazione degli spazi dedicati al welfare.

Graffiante la satira e la critica con il video-promo scelto per l’evento, con il ‘Balilla’ che si muove nelle vie della città deserte, appone lucchetti e sigilli, si assicura che tutti i centri sociali e di aggregazione giovanile siano stati ‘sgombrati’ e, infine, tediato dalla mancanza di stimoli, dopo aver letto il volantino del dito e la luna sembra voler disertare la ‘camicia nera’.

Quello proposto dai soggetti coinvolti è un vero e proprio manifesto politico per quello che sembra destinato a diventare un ulteriore elemento di opposizione politica oltre a quelli istituzionali di palazzo Spada.

Il Manifesto

Le Premesse – Qual è il fine di chi oggi governa la città e che ha generato una serie di mostruosità come l’ordinanza anti accattonaggio, quella sulle bici, lo skate e il parkour, il pasticcio sulla gestione della cascata delle Marmore, la partecipazione a convegni antiabortisti, l’incontro con i nostalgici dell’occupazione nazi-fascista, le battute machiste e omofobe, la lettera che intima la chiusura dei centri giovanili, gli attacchi alla casa delle donne, ai centri anziani, al centro sociale autogestito e a tutte le sedi gestite da quel mondo associativo che tiene in vita un welfare comunitario privato di risorse e di politiche oramai da molti anni?
Ci sembra che l’agire di questa amministrazione sia alimentato da un desiderio di vendetta nei confronti di chi è “sopravvissuto” alle precedenti Amministrazioni e ha tentato di far sopravvivere una rete di persone e soggetti solidali. A tutto ciò si aggiunge un atteggiamento ideologico, non dialogante e di chiusura.

BENI COMUNI, BENI DI TUTTI, BENI PER TUTTI – Gli spazi di aggregazione sociale gestiti da comunità di persone (che siano centri giovanili o per anziani, centri sociali autogestiti, case delle donne) sono beni comuni e sono oggi un tema scottante in molte città. Non a caso, le Amministrazioni Comunali, con varie scuse di carattere procedurale, tentano di cancellarli dai territori principalmente per due motivi: non generano rendite economiche dirette (non fanno cassa) ed, essendo realtà multiformi e dinamiche, non possono essere tenute sotto controllo e uniformate a dettami moralisti e di grigia sottomissione preponderanti in questo momento storico. I beni comuni generano una ricchezza tale che difficilmente può essere quantificata e paragonata, perché  maggiore dell’affitto commerciale di un locale. Per questo, a nostro avviso, è scorretto richiedere un affitto come corrispettivo del loro utilizzo. Così come, riteniamo che il bando non sempre sia lo strumento migliore, né l’unico; esiste la co-progettazione e coprogrammazione, per amministrare i beni pubblici e trarre da loro un valore sociale e culturale in termini di benessere, di partecipazione della cittadinanza, di relazioni umane, di servizi sociali, di iniziative culturali e di valorizzazione del territorio e dello spazio urbano.

TERNI MERITA DI PIÙ – Noi immaginiamo e desideriamo una città diversa e migliore, in cui i valori della condivisione, della solidarietà, della partecipazione, dell’inclusione e dell’accoglienza non siano messi costantemente sotto processo, ma siano riconosciuti e valorizzati. Non vogliamo una città amministrata da chi vuole punire e sanzionare la povertà, il disagio sociale e chi ha bisogno di aiuto, italiani o stranieri che siano e a prescindere dall’orientamento sessuale. La nostra città merita un’amministrazione che viva come un dovere l’ascolto dei cittadini e dei loro desideri e bisogni, che promuova la partecipazione,il confronto, il dialogo e la crescita della comunità.
Trincerarsi dietro un bando, farsi scudo con esso per non dialogare con chi richiede un confronto, addirittura in alcuni casi dileggiare e irridere chi va in piazza a manifestare un pensiero diverso, è un atteggiamento che non possiamo più tollerare e per questo
abbiamo deciso di lanciare una stagione di mobilitazione permanente contro il deserto che avanza!

Portiamo i nostri corpi, i nostri sogni, i nostri desideri, i nostri bisogni!

Aggiungi un commento

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.
"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!