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I sindaci del Trasimeno “immobilismo ambientalista è un danno” e chiedono “autogestione”

Il Trasimeno chiede “l’autogestione” o comunque più autonomia in tema di ambiente e urbanistica. Un segnale forte e chiaro quello che arriva dai sindaci del Lago, dai pescatori, operatori turistici, associazioni locali ed esperti su come cambiare la gestione del parco naturale del Trasimeno. Un documento finalizzato ad orientare positivamente il processo di adozione del piano di gestione del lago da parte della Regione Umbria è stato presentato questa mattina Lunedì 19 ottobre.

Vogliamo stabilire noi le regole – tuona Sergio Batino sindaco di Castiglione del Lago – non possiamo accettare che qualcuno da fuori determini delle regole che stanno portando al disastro. Le politiche di questi anni hanno portato il lago in seria difficoltà. In particolare nella parte non coltivata del canneto. In Italia non solo al trasimeno è prevalso un ambientalismo di maniera. Abbiamo dimostrato che il lago lo vogliamo difendere. Non abbiamo bisogno di tutori, siamo abbastanza grandi per assumerci in prima persona le nostre responsbailità”. Posizioni destinate a far discutere e che riguardano il Parco del Trasimeno.

In vista delle decisioni della Regione, evidentemente il Trasimeno vuole dire la propria. “Noi siamo i primi ambientalisti – ha spiegato il sindaco di Magione Giacomo Chiodini – però alcune norme sono eccessivamente rigide al limite del paradosso e  creano danni allo stesso ambiente e bloccano le volontà di investimenti. Insomma ci sono delle anomalie che vanno riviste”.

Verso l’Unione dei Comuni. “Questo documento – ha spiegato Fausto Scricciolo, primo cittadino di Città della Pieve e presidente della Conferenza dei Sindaci del Trasimeno – è un primo passo verso l’Unione dei comuni. Vogliamo incidere nella strategia dell’area negli aspetti principali: livello del lago, centri storici, viabilità sono degli esempi”. Un fronte ampio e compatto quindi come ha sottolineato anche Ermanno Rossi, sindaco di Passignano  che vede oltre agli 8 comuni altre 28 sottoscrittori (Vedi elenco a fondo articolo).

IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO —> PIANO DI GESTIONE DEL PARCO DEL LAGO TRASIMENO 

Per i firmatari di questo documento che è definito “un minimo comune denominatore” delle idee da sottoporre alla Regione, “l’istituzione del Parco Trasimeno è stata una scelta fondamentale per la difesa e la valorizzazione della straordinaria qualità ambientale del quarto lago d’Italia. Dopo molti anni però, in un contesto istituzionale, economico e sociale completamente trasformato, è necessaria – sottolineano i promotori – una rivisitazione profonda delle modalità di gestione del Parco. Queste infatti, per rigidità normative e per assenza di investimenti regolari, hanno finito per portare più parti del lago in uno stato di abbandono, dove il degrado presente compromette anche gli stessi cicli di vita di flora e fauna così come conosciuti per millenni nel loro rapporto con l’uomo”.

Nelle due pagine del documento si affrontano temi come lo stato di abbandono del canneto, che si suggerisce di poter coltivare con tagli periodici; la presenza di specie animali invasive all’interno del parco, rispetto alle quali si chiede di incrementare gli abbattimenti selettivi; l’immissione diretta di acque da Montedoglio nel caso di piene per stemperare possibili fasi siccitose del Trasimeno; l’introduzione di attività di pescicoltura, “salvando” dalla crisi dell’ente provinciale il centro ittiogenico di Sant’Arcangelo anche destinandolo ad attività di produzione.

 Ma vengono sollevate anche altre questioni: la revisione della strumentazione urbanistica, in particolare rispetto ai settori agricolo e turistico con la ridefinizione delle regole imposte dal piano stralcio del Trasimeno (PS2); l’interrimento progressivo del bacino e il contestato stop alle possibilità di dragaggio; la liberalizzazione del trasporto di navigazione; la manutenzione di fossi, scoline, darsene, pontili ed altre pertinenze pubbliche. Si segnala inoltre, con la risalita del livello, il problema di migliaia di piante finite con i fusti in acqua: elementi, talvolta pericolosi, che le normative attuali non consentono una pacifica gestione.  Enfasi è posta sui fondi comunitari per un rilancio complessivo dell’area parco e delle aree limitrofe. Tra i temi considerati centrali “l’attività di pesca e i percorsi ciclabili; le attività sportive ecocompatibili in acqua e lungo la costa”.

Lo storico Gambini, “ideologo” del documento. “Abbiamo perso 30 anni rimanendo immobili – ha spiegato lo storico Ermanno Gambini, definito un ideologo del documento  –  non abbiamo fatto niente per fare manutenzione delle rive. Oggi con il livello delle acque risalite è ancora più complicato fare questi interventi, che sono ancora più necessari. Gli alberi assorbiti dall’acqua ha creato una situazione critica, rive conquistate da animali nocivi che procurano danni notevolissimi. L’ornitologo Velatta nel suo libro, dimostra quanto diceva Batino, cioè che abbiamo pensato per 30 anni che tutelare il Trasimeno significasse non toccarlo. Al posto del canneto si sta sviluppando un bosco ripariale e le specie tipiche del canneto stanno lasciando il posto alle specie del bosco. Il non toccar nulla ha provocato una situazione veramente drammatica e i sindaci ora dimostrano di voler intervenire. Nelle rive c’è la chiave di sviluppo dell’economia del lago, il primo impatto al turismo. Farle vedere piene di rovi di piante e di arbusti e farle vedere così è già sbagliato”.

I sottoscrittori: Fausto Scricciolo, presidente della Conferenza dei sindaci del Trasimeno e sindaco di Città della Pieve; Roberto Ferricelli, consigliere provinciale e sindaco di Piegaro; Sergio Batino, sindaco di Castiglione del Lago; Giacomo Chiodini, sindaco di Magione; Ermanno Rossi, sindaco di Passignano sul Trasimeno; Patrizia Cerimonia, sindaco di Tuoro sul Trasimeno; Giulio Cherubini, sindaco di Panicale; Riccardo Bardelli, sindaco di Paciano; Aurelio Cocchini, Presidente Cooperativa Pescatori del Trasimeno; Valter Sembolini, membro del Consiglio nazionale di presidenza Confcooperative-FedercoPesca; Augusto Raiconi, Presidente dell’Unione dei ristoratori ed albergatori del Trasimeno (Urat); Cooperativa l’Alzavola, soggetto gestore dell’Oasi naturalistica La Valle; Arbit, associazione recupero barche interne tradizionali; Marco Pignattini, vicepresidente Gruppo azione locale (Gal) Trasimeno Orvietano; Giancarlo Faltoni, presidente Aero Club Trasimeno; Mauro Boscherini, presidente Arci caccia Castiglione del lago; Omar Agabitini, sezione Federcaccia San Feliciano; Club Velico Castiglione del Lago; Circolo nautico Sant’Andrea di Castiglione del Lago; Lega Navale San Feliciano; Club velico di Passignano sul Trasimeno; Filippo Gasperi, Presidente del Circolo rematori del Trasimeno; Circolo diportisti pescasportivi di Passignano sul Trasimeno, Simonluca Ranieri, Presidente ASD Kitemaniak, Associazione “Torreverna” di Tuoro sul Trasimeno; Proloco Passignano sul Trasimeno; Daniele Raspati, Associazione Proloco di San Feliciano; Associazione ricreativa culturale Pro Monte del Lago; Proloco Sant’Ancargelo; Asd Angler, pesca no kill Monte del Lago; Canoa Club Trasimeno; ASD Centro rematori di Passignano Sul Trasimeno; Ermanno Gambini, esperto della geografia storica del Lago Trasimeno (Progetto ALLI – Dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia); Claudio Marinelli, studioso Lago Trasimeno, Progetto ALLI; Livio Braconi, già direttore Consorzio pesca ed acquacoltura del Trasimeno; Giordano Sportellini, in rappresentanza dei lavoratori traghetti navigazione pubblica Umbria Mobilità.