Gli arancioni nel cuore verde: Rivoluzione civile si presenta. Idv, Prc e Pdci e il simbolo che li unisce in nome di Ingroia - Tuttoggi

Gli arancioni nel cuore verde: Rivoluzione civile si presenta. Idv, Prc e Pdci e il simbolo che li unisce in nome di Ingroia

Redazione

Gli arancioni nel cuore verde: Rivoluzione civile si presenta. Idv, Prc e Pdci e il simbolo che li unisce in nome di Ingroia

Gio, 10/01/2013 - 19:16

Condividi su:


Gli arancioni nel cuore verde: Rivoluzione civile si presenta. Idv, Prc e Pdci e il simbolo che li unisce in nome di Ingroia

Tutti ai nastri di partenza, comincia l’avventura. Incomprensioni dell’ultima ora a parte questa mattina è stata presentata dai massimi esponenti regionali di Idv, Prc e Pdci la lista “Rivoluzione civile – Ingroia” (Idv, Pdci, Prc, Verdi, Aracioni di De Magistris, Rete 2018 di Leoluca Orlando, Cambiare si può). Un battibecco iniziale per le poltrone, badate bene, non quelle di camera e senato ma letteralmente quelle del tavolo della conferenza, alla quale per “par condicio” non sono stati fatti sedere (almeno per il momento) i rappresentati di un paio di associazioni.

Un modo per evitare “l’assalto alla diligenza” spiegherà poi il leader Idv Paolo Brutti “Quella di stamani è un’iniziativa delle sole forze politiche promotrici, mano a mano che le associazioni si concretizzeranno, i movimenti ben organizzati troveranno tutto il loro supporto e spazio, ma per adesso il mosaico è talmente variegato che qualcuno deve prendere l’iniziativa per fare ordine”. Evitare infiltrazioni non piacevoli insomma e capire bene “chi rappresenta chi” prima di mettersi in casa l’intruso.

Sciolto il colpo di scena iniziale, Luciano Della Vecchia (segretario Regionale Prc Umbria), Paolo Brutti (segretario Regionale Idv) e Andrea Ceccarelli (Pdci) hanno illustrato le caratteristiche e il programma della lista “rivoluzione Civile – Ingroia”. In platea anche l’assessore regionale Stefano Vinti e la vicepresidente della Regione Carla Casciari.

Opposizione a Monti è la parola chiave, il grimaldello, il collante di tutte le forze in campo. E’ emersa la volontà di cambiamento in tutte le sue declinazioni. Il morale delle truppe è alto, l’ottimismo è percepito, l’obiettivo quello di ricostruire una forza unita a sinistra. Anche dopo la competizione elettorale? Questo si vedrà ma i presupposti sembrano esserci.

I nomi circolano. Il magistrato parlermitano farà da capolista in tutte le regioni. Quello di Flavio Lotti (Tavola della Pace) già da giorni, ma in realtà per lui potrebbe essere destinato un seggio “più sicuro” rispetto a quello dell’Umbria. Rifondazione conferma di voler gran spazio nelle liste per chi “la crisi la sente sulla pelle”, società civile insomma, gente comune e non i “soliti noti”. Dalle file Idv spunta il nome di Franco Granocchia. Troppo presto comunque per delineare una possibile lista. Ma i più informati assicurano, in molti sono già al lavoro. Anche perché, di spazi per una possibile elezione umbra si potrebbe parlare solo al superamento del 5% alla camera e dell’8% al senato. Può farcela il cuore verde di Ingroia? C’è chi dice si.

I punti del programma:

1) Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese;

2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere;

3) Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore;

4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico;

5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese;

6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse;

7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale;

8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli;

9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento;

10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

Aggiungi un commento

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.
"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!