GIORNATA RICORDO FOIBE: CASA ROSSA " MUSSOLINI E FASCISMO RESPONSABILI" - Tuttoggi.info

GIORNATA RICORDO FOIBE: CASA ROSSA ” MUSSOLINI E FASCISMO RESPONSABILI”

Redazione

GIORNATA RICORDO FOIBE: CASA ROSSA ” MUSSOLINI E FASCISMO RESPONSABILI”

Mer, 10/02/2010 - 09:32

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” I fatti hanno la testa dura e non possono essere cambiati, per questo oggi, in un clima sempre più AntiResistenziale si cerca di nasconderli, come si sta facendo con la cosiddetta Giornata del Ricordo.

Ricordiamo allora i fatti accertati dagli storici.

Vittime delle foibe, al confine nordorientale, nel settembre-ottobre 1943 e nel maggio 1945 sono state alcune centinaia di italiani, in gran parte militari, capi fascisti, dirigenti e funzionari dell'amministrazione italiana occupante la Jugoslavia, collaborazionisti. Si è trattato, nel complesso delle cinquecento,seicento vittime, di atti di giustizia sommaria, di vendette ed eccessi, per mano di partigiani jugoslavi.

Sulla base degli studi storici, questi tragici fatti non hanno assolutamente avuto le dimensioni che destre e fascisti vogliono far credere, né si è trattato di un'operazione organizzata e programmata dall'alto del vertice jugoslavo di Tito. Fu il risultato dell'odio accumulato dalle popolazioni vittime dell'occupazione e dalla colonizzazione fascista delle terre di Slovenia e Croazia, sottoposte a crimini di ogni genere dallo stato fascista.Nella primavera del 1941 la guerra di aggressione alla Jugoslavia, con l'annessione della Slovenia del '42 con la costituzione della provincia italiana di Lubiana e le direttive dei generali Robotti e Roatta: “Si ammazza troppo poco …Sgombero totalitario, dove passate levatevi dai piedi tutta la gente che può spararci alla schiena … Distruggere i paesi e sgombrare le popolazioni“. Si ebbe così la distruzione di interi villaggi sloveni e croati, dati alla fiamme, il massacro di decine di migliaia di civili, i campi di concentramento.Furono 150.000 i deportati iugoslavi nei campi di concentramento di Arbe, Palmanova, Gonars, Renicci ed altri ancora, con più di 4000 morti di fame e di stenti. Non vanno poi dimenticate le vittime iugoslave del campo di concentramento fascista di Zlatin, gli abitanti maschi di Srbernovo spediti nei lager, le donne seviziate dall'esercito fascista e poi gettate nelle foibe. Ed inoltre la Risiera di S. Sabba, lager nazista di Trieste, dove furono sterminati comunisti, ebrei e rom con la complicità diretta delle camice nere di Mussolini.

Il prezzo pagato dai popoli della Jugoslavia nella guerra di aggressione imperialista di Hitler ( verso est a spese dei popoli slavi) e Mussolini nel Mediterraneo ( Illiria, Albania, Grecia, Nord Africa, Corsica, Nizza, ecc…)fu gigantesco: su una popolazione di 18 milioni di abitanti dell'intero Paese, 1.750.000 furono i morti in totale, sul campo 350.000 i partigiani morti e 400.000 i feriti e dispersi (.al comando di Tito erano 300.000 combattenti alla fine del '43 e 800.000 al momento finale della liberazione). Da 400.000 a 800.000, ovvero da 34 a 60 divisioni, furono i militari tedeschi e italiani tenuti impegnati nella lotta contro i partigiani Jugoslavi.

La violenza sistematica e pianificata, usata per costruire l' impero sull'Adriatico, precede inoltre l'aggressione e l'occupazione della Jugoslavia da parte del fascismo. A partire dal 1920, azioni delle squadracce contro centri culturali, sedi sindacali, cooperative agricole, giornali operai, politici e cittadini di “razza slava”, poi, nel ventennio, la chiusura delle scuole slovene e croate, il cambiamento della lingua e dei nomi, l'italianizzazione forzata.

Per anni i responsabili dei crimini individuati dalla comunità internazionale sono stati protetti (nessuno degli oltre 700 – tanti sono stati secondo la Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra – criminali di guerra italiani, a cominciare dai generali Roatta e Robotti, è stato mai condannato né estradato e consegnato alle autorità jugoslave.) e oggi si vorrebbe pure riabilitarli.

“Sacralizzare” un epi sodio pur tragico della guerra, sottraendolo al suo contesto storico e alterandone la dimensione, è solo un'operazione politica, per fare grande storicamente ciò che è stato piccolo e nascondere ciò che stato grande..

Senza la guerra nazionalista, razzista e imperialista di Mussolini e Hitler i morti delle foibe non ci sarebbero stati, al pari di quelli di Cefalonia, Marzabotto, Fosse Ardeatine, e di tutte le vittime della guerra più disumana di tutta l'umanità con i suoi 56 milioni di morti.”

Nota a cura di:

Associazione Casa Rossa- Sez. Biblioteca operaia e popolare


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