Si è svolta stamattina (9 febbraio), alla vigilia della Giornata del Ricordo, la cerimonia ufficiale di intitolazione di via dei Martiri delle Foibe, iniziativa promossa dal Comune di Gubbio per conservare e rinnovare la memoria delle vittime dell’esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra.
L’intitolazione ha avuto luogo nella zona della Vittorina, lungo il tratto che collega via Perugina a via della Piaggiola, alla presenza di autorità cittadine e numerosi rappresentanti istituzionali. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Vittorio Fiorucci, il vice Francesco Gagliardi, l’assessore allo Sviluppo economico Micaela Parlagreco, il presidente del Consiglio Comunale Mattia Martinelli e diversi consiglieri comunali, in un momento di raccoglimento e riflessione condivisa che ha coinvolto l’intera comunità.

L’intitolazione della via si inserisce in un percorso di valorizzazione della memoria storica portato avanti dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di rendere omaggio alle migliaia di uomini, donne e bambini che, tra il 1943 e il 1947, furono uccisi o costretti all’esilio dalle loro terre d’origine in Istria, a Fiume e in Dalmazia, nel complesso contesto del confine orientale italiano. Le foibe, cavità carsiche naturali, divennero in quegli anni luoghi di esecuzioni sommarie e di occultamento dei corpi, simbolo di una tragedia a lungo rimossa o poco conosciuta nella storia nazionale.
Nel corso della cerimonia il sindaco Fiorucci ha sottolineato il valore civile e morale dell’iniziativa, ricordando come “l’intitolazione di una strada ai Martiri delle Foibe rappresenti un momento significativo per la comunità, chiamata a custodire e rinnovare la memoria di una delle pagine più dolorose del Novecento italiano”. Un gesto che, secondo il primo cittadino, “trasforma la memoria storica in un segno concreto e permanente nello spazio urbano, capace di richiamare quotidianamente al dovere del ricordo e della responsabilità collettiva”.
L’iniziativa si colloca all’interno di un più ampio impegno dell’amministrazione comunale per il riordino e il completamento della toponomastica cittadina, intesa non solo come organizzazione del territorio, ma anche come narrazione dei valori e della storia che una comunità sceglie di consegnare al futuro, riaffermando il valore della memoria come fondamento di pace, rispetto e convivenza civile.