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Giallo Sansepolcro, Katia vista a Lama poco prima del delitto

Davide Baccarini

Giallo Sansepolcro, Katia vista a Lama poco prima del delitto

La 41enne sarebbe stata colpita violentemente con un corpo contundente, si attende l'autopsia
Mer, 13/07/2016 - 15:36

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Giallo Sansepolcro, Katia vista a Lama poco prima del delitto

E’ una comunità incredula e sbigottita quella al confine tra l’Alto Tevere umbro e toscano. La morte della 41enne Katia Dell’Omarino, il cui cadavere è stato ritrovato ieri (martedì 12 luglio) sul greto del torrente Afra, in località Montagna (Sansepolcro), ha aperto un vero e proprio giallo.

Il ritrovamento e le ipotesi – Il corpo della biturgense, rotolato (probabilmente spinto) lungo la scarpata prima di finire sul corso d’acqua, è stato ritrovato verso le 9 del mattino da un passante, che subito ha chiamato le forze dell’Ordine. Sul posto sono arrivati i Carabinieri del nucleo operativo di Arezzo, il pm di turno Julia Maggiore e i Ris di Firenze per effettuare tutti i rilievi e ricostruire le ultime ore di vita della vittima. La donna aveva ferite mortali e profonde sulla testa (soprattutto una sulla fronte) e il volto tumefatto e insanguinato. Dettagli, quest’ultimi, che hanno convinto il medico legale ad escludere l’ipotesi del suicidio o di un semplice incidente. Dopo un’attenta analisi, infatti, è stato ipotizzato che le lesioni trovate avrebbero potuto essere provocate da colpi sferrati con violenza da un qualunque oggetto contundente (forse anche una pietra trovata in loco). L’arma del delitto, sfortunatamente, è stata portata via dall’assassino così come il cellulare della vittima.

La macchina di Katia – La macchina di Katia, una Citroen rossa, è stata ritrovata la mattina stessa del 12 luglio a metà strada tra la sua abitazione e il luogo del ritrovamento, ovvero al parcheggio nei pressi delle Piscine. Ciò ha fatto ipotizzare che la 41enne possa aver ricevuto un passaggio da un’altra auto fino al ponte di San Francesco. E’ alquanto improbabile, infatti, che la donna abbia raggiunto località Montagna a piedi, dove di notte c’è buio pesto. Resta da capire, ora, con chi si sia incontrata Katia e soprattutto perché. L’ora del decesso e ulteriori dettagli sull’uccisione potranno essere chiariti soltanto dall’autopsia.

L’ultimo avvistamento – Tra i testimoni sentiti dalle forze dell’ordine c’è chi dice di aver visto l’auto rossa di Katia a Lama di San Giustino, indicativamente verso tra le 22 e le 24 di lunedì 11 luglio. Gli stessi Carabinieri, di pattuglia quella notte, confermano di aver visto e fermato per un controllo la Citroen della donna nella medesima frazione sangiustinese.

Chi era Katia – Katia dell’Omarino, conosciuta da tutti come Katia “del Riello”, dal nome del quartiere dove abitava con la madre (praticamente al confine con San Giustino) era nubile. Il fratello Paolo, autista, viveva invece da solo. Chiunque la conoscesse la descrive come una ragazza allegra e amante della vita, ma soprattutto innocua. In tutta la Valtiberina era “celebre” per la sua passione per la musica e le discoteche, dove spesso andava a ballare senza disdegnare look eccentrici. La donna era conosciuta anche dai Carabinieri, in quanto, qualche anno fa, si era resa protagonista di un furto a San Giustino.


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