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GESTIONE RIFIUTI, DOPO L'ALLARME LANCIATO A SPOLETO IL GRUPPO PD IN PROVINCIA CHIEDE L'INTERVENTO DELL'ENTE

Redazione

GESTIONE RIFIUTI, DOPO L'ALLARME LANCIATO A SPOLETO IL GRUPPO PD IN PROVINCIA CHIEDE L'INTERVENTO DELL'ENTE

Gio, 14/04/2011 - 11:35

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Con la Delibera n. 102 del 2 Settembre 2010 il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità un O.D.G. presentato dai due Consiglieri spoletini del gruppo del PD sulla “Gestione dello smaltimento dei rifiuti con particolare riferimento al CDR (combustibili derivato da rifiuti – RDF refuse derived fuel) da utilizzare come combustibile nei cementifici”. “il Gruppo consiliare del PD nel Comune di Spoleto – affermano in una mozione urgente i due esponenti democratici – ha presentato il 28 febbraio 2011 in Consiglio Comunale una mozione urgente avente ad oggetto “Gestione dello smaltimento dei rifiuti con particolare riferimento al CDR (combustibili derivato da rifiuti – RDF refuse derived fuel) da utilizzare come combustibile nei cementifici”. Con sentenza CGCE sez VIII, 22/12/2008, causa C-283/07, l’Italia è stata già condannata perché venuta meno agli obblighi derivanti dalla direttiva 75/442/CE, come poi recepita dalla 2006/12/CE, sottraendo a priori il combustibile da rifiuti di qualità elevata (CDR-Q) all’ambito di applicazione della legislazione italiana in materia di rifiuti. l’art. 197 del D. lgs, 152/06 che, in attuazione dell’art. 19 del D. lgs. 267/2000, attribuisce alle Province le funzioni amministrative e dì controllo relativamente alla gestione integrata dei rifiuti; gli art. 4 e 5 della Legge Regionale dell'Umbria n. 11/09 che attribuiscono alle Province di Perugina e Terni le funzioni amministrative e le funzioni delegate relativamente alla gestione integrata dei rifiuti. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti fissa l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro il 2012 per garantire più longevità alle attuali discariche e consentire di gestire al meglio la partita dei rifiuti. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti prevede la nascita di un impianto di trattamento termico a servizio degli A.T.I. 1, 2 e 3 da realizzare nell’A.T.I. n°2, in esercizio nel 2013. Il Piano d’Ambito dei rifiuti adottato dall’ATI 3 con Deliberazione Assemblea n. 15 del 20/10/2010 prevede, però, che tale impianto “non sarà attivo prima del 2016. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, “in difetto, ovvero per la mancata attuazione di quanto previsto dal PdA in ordine alla realizzazione dell’impianto di trattamento termico, prevede che la Giunta regionale adotta provvedimenti volti ad assicurare lo smaltimento finale dei rifiuti, ivi compreso il loro utilizzo, opportunamente trattati, in sostituzione dei combustibili convenzionali attualmente utilizzati negli impianti industriali esistenti e per il tempo necessario ad attuare le previsioni del PdA approvato”. “Tali modalità di smaltimento hanno tra l’altro l’obiettivo di preservare le volumetrie delle discariche esistenti ed assicurare lo smaltimento finale dei rifiuti fino all’entrata in funzione del nuovo impianto”. Ai sensi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti “l’eventuale utilizzo di impianti industriali esistenti per lo smaltimento finale dei rifiuti deve essere comunque subordinato alla verifica dell’idoneità tecnica degli impianti e al raggiungimento di specifiche intese con i soggetti interessati (Comuni, titolari impianti, gestori, A.T.I., Provincia competente)”. La direttiva europea n° 98/2008/CE recentemente recepita dal parlamento italiano con un apposito decreto legislativo, pone il trattamento termico all’ultimo posto nella gerarchia delle azioni da compiere per trattare rifiuti introducendo tra l’altro il principio di precauzione. Il Documento Annuale di Programmazione della Regione Umbria, approvato in Consiglio Regionale il 22 febbraio 2011, che nella sezione relativa ai rifiuti stabilisce, tra le altre cose, “l’inevitabilità di ampliare nel corso del 2011 le discariche di Belladanza, Borgo Giglione e Le Crete e la chiusura di quelle di Pietramelina e Sant’Orsola”. Il DAP originale, a seguito di un ampio dibattito in Consiglio Regionale, è stato modificato in particolare nella parte concernente la politica regionale sui rifiuti e, nello specifico, la modifica prevede: “….Per quanto riguarda i rifiuti, è prevista l'attuazione del Piano regionale, l'implementazione della raccolta differenziata, l'attivazione del trattamento termico solo al raggiungimento della soglia del 50 percento di riciclaggio, la differenziazione tra gestore della raccolta e gestore dell'impianto di termovalorizzazione, l'implementazione della filiera del riuso e del riciclo dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata….”. Il PRGR affida alle Province la definizione dei criteri per l'individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonché per l'individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti. Le nuove indicazioni del Dap 2011, e alcuni atti approvati dal Consiglio Regionale dell’Umbria nelle sedute dedicate al Bilancio 2011 impongono urgentemente una ulteriore e approfondita riflessione in materia e la definizione di politiche congiunte tra Regione, Province, Ati e Comuni per raggiungere gli obiettivi preposti. Alcune forze politiche e la popolazione si stanno mobilitando, come risulta dagli organi di stampa, in un clima di forte stato di preoccupazione per ricevere risposte chiare, certe e rassicuranti dalle Istituzioni in relazione alle problematiche in oggetto, tanto che è stato costituito un Comitato Rifiuti Zero con l’obiettivo, tra l’altro, di impedire ogni forma di incenerimento dei rifiuti. ALLA LUCE DI QUANTO ESPOSTO I CONSIGLIERI PROVINCIALI IMPEGNANO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E DELLA GIUNTA ad adoperarsi con iniziative proprie dell’Ente e con una azione di Coordinamento che coinvolga la Regione e i Comuni affinché si conseguano velocemente quegli obiettivi fissati per incrementare al massimo la raccolta differenziata nell’intero territorio provinciale al fine di ridurre sensibilmente i volumi dei rifiuti in forma indifferenziata. Tutto ciò con evidenti ricadute che di fatto diminuiscono sensibilmente se non annullano il ricorso al conferimento nelle discariche”.

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