Gastronomia Umbra, il caso in Parlamento ma brutte notizie dal tavolo in Regione IL VIDEO

Gastronomia Umbra, il caso in Parlamento ma brutte notizie dal tavolo in Regione IL VIDEO

Redazione

Gastronomia Umbra, il caso in Parlamento ma brutte notizie dal tavolo in Regione IL VIDEO

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori licenziati | Interrogazioni di Lega e M5s
Mar, 26/05/2020 - 09:23

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Gastronomia Umbra, il caso in Parlamento ma brutte notizie dal tavolo in Regione IL VIDEO

L’azienda Gastronomia Umbra non torna indietro sulla volontà di licenziare i lavoratori annunciata nei giorni scorsi con una lettera. E così prosegue la mobilitazione dei lavoratori. Che ieri sono stati ricevuti in Regione.

Un incontro, però, dal quale non sono arrivate le risposte attese. “Ci aspettavamo di più da questo incontro in Regione – commenta Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil dell’Umbria che ha partecipato al tavolo con l’assessore Michele Fioroniinvece siamo usciti con un nulla di fatto. Credo che dovremo alzare il livello della mobilitazione, per coinvolgere sempre di più il territorio e la collettività. L’azienda – continua Greco – batte sempre sullo stesso tasto, ovvero il voler tagliare il costo del lavoro per una non meglio specificata crisi di liquidità, le cui motivazioni, visto che il lavoro non manca e non si è mai fermato, non sono chiari“. 

Intanto però la solidarietà nei confronti dei lavoratori di Gastronomia Umbra cresce: dal sindacato degli attori (Sai-Slc Cgil) che ha manifestato la sua vicinanza con una nota, fino agli addetti della grande distribuzione, che hanno registrato messaggi video per i loro colleghi licenziati, è unanime la condanna dell’operato aziendale. Quindi, la battaglia per far rientrare i licenziamenti continua. 

Gasteronomia Umbra, la mobilitaizone prosegue

Publiée par TuttOggi sur Lundi 25 mai 2020

Si muove il M5s

E si muove anche la politica nazionale. Le portavoce umbre del M5s, Tiziana Ciprini e Emma Pavanelli, hanno annunciato un’interrogazione al ministro del Lavoro per chiedere tutele nei confronti dei lavoratori licenziati della Gastronomia Umbra.

Ha dell’incredibile – affermano le due esponenti pentastellate – quanto successo ai 14 lavoratori della Gastronomia Umbra di Taverne di Corciano che pochi giorni fa hanno ricevuto la notizia del loro licenziamento e che punta le luci sulla situazione di grave crisi economica del tessuto economico regionale post emergenza sanitaria da coronavirus“.

Tuttavia – continuano  – appare discutibile la scelta della società di esternalizzare l’attività con una operazione di appalto di servizi che penalizza i lavoratori occupati già da tempo nell’azienda con conseguenti gravi ricadute sociali ed occupazionali proprio in un periodo di crisi derivante dall’emergenza da Covid-19. Un’azione che suscita perplessità visto che il Governo, consapevole della gravità della crisi che sta attraversando il Paese, al fine di frenare le eventuali emorragie occupazionali, ha previsto un regime di sospensione delle procedure di licenziamento“.

Infine – concludono Ciprini e Pavanelli – il ricorso ad imprese esterne, forse cooperative, in concessione mantenendo il marchio deresponsabilizza l’azienda e la accomuna a quel modello assai usato nel settore della moda, i cui meccanismi poco trasparenti sono noti”.

I parlamentari della Lega

E dopo gli esponenti regionali e locali del Pd, anche i parlamentari umbri della Lega, Virginio Caparvi e Simone Pillon, insieme ai consiglieri comunali di Perugia, Franco Testi e Gianluca Taburchi, hanno fatto visita ai 14 lavoratori della Gastronomia Umbra.

“Come Lega ci faremo portavoce presso l’assessore regionale Fioroni, chiedendo un intervento deciso rispetto a una vicenda che ha molte ombre e poche luci – dicono i rappresentanti leghisti –. C’è il rischio di fare un gioco al ribasso sulla pelle dei lavoratori sfruttando le cooperative che costano meno alla proprietà rispetto a chi ha fatto la storia dell’azienda e in qualche caso vi ha lavorato per quasi 40 anni”.

Il deputato Virginio Caparvi e il senatore Simone Pillon annunciano interrogazione urgente in Parlamento. “Verificheremo che l’eventuale legittimità dei licenziamenti non benefici del vuoto normativo causato dal Governo, considerando che la pubblicazione del Decreto Rilancio ha lasciato scoperti 4 giorni durante i quali non più stato in vigore il blocco dei licenziamenti”.