Fuoco incrociato sui “canoni idrici” | Vertenza Terni-Regione

Fuoco incrociato sui “canoni idrici” | Vertenza Terni-Regione

Melasecche rivendica tutti i proventi dello fruttamento acque, Paparelli risponde per le rime

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Una nota che ha scatenato un fuoco incrociato tra Comune e Regione, quella pubblicata venerdì 18 agosto dal presidente del gruppo del Pd a Palazzo Spada, Francesco Filipponi.

Al di là delle dichiarate buone intenzioni per “contribuire alla discussione sulla disponibilità modesta di risorse per le manutenzioni” la nota di Filipponi che ricorda  “il protocollo con la Regione Umbria per le risorse derivanti dalla legge 3 del 2016, ovvero sull’uso dei canoni idrici” ha dapprima raccolto la risposta dell’assessore all’urbanistica Enrico Melasecche che rivendica non solo tutta la quota delle “somme che la Regione incassa dalla ERG per lutilizzo del Velino e del Lago di Piediluco per produrre energia elettrica” compresi tutti gli arretrati, e poi la replica secca del vicepresidente della Giunta regionale, Fabio Paparelli: “la città di Terni ha sempre beneficiato di un ammontare di risorse regionali più che proporzionali rispetto al peso della popolazione sul totale regionale: 18% del volume totale delle risorse circa contro il 12% della popolazione in funzione della sua importanza”

Accuse e rivendicazioni

Una discussione via note ufficiali che non manca di scendere su posizioni politiche e personali. La Regione negli ultimi cinque anni è scappata da Terni, – accusa Melasecche – ha distrutto lATC, fatto fallire lISRIM e licenziato i dipendenti, liquidato Umbria Innovazione, il Consorzio Aree Industriali e lICSIM, tiene a bagnomaria un inutile BIC, ha ridotto i propri uffici a Terni a fantasmi, dimezzato il Polo Universitario, altrettanti milioni risparmia quindi per il minor impegno. Ma succhia il sangue della città trattenendo gli introiti che paga la ERG e che rivendichiamo con orgoglio per fare strade, piste ciclabili, bonifiche, sviluppo, politiche sociali, nuova occupazione”.  Paparelli di contro sottolinea il suo personale contributo alla città di Terni, la sua città: È solo grazie ed esclusivamente ad una mia iniziativa di legge – che il raddoppio dei canoni idrici derivanti dalle derivazioni idroelettriche viene per il 50% riversato su cinque comuni: Terni, Narni, Baschi, Alviano e Cerreto di Spoleto” e ancora “se Terni gode di risorse aggiuntive per il decoro urbano e la manutenzione delle strade, oltre che per lo sviluppo del turismo e la realizzazione di grandi eventi, lo deve al sottoscritto ed alla giunta di centrosinistra”.

La guerra dei numeri

Melasecche quantifica l’importo dei canoni idrici in400 mila euro che, visto lo stato delle strade, costituiscono una briciola rispetto  alle reali necessità” neanche utilizzabili a causa del dissesto finanziario, eredità della consiliatura in cui (Filipponi ndr) era già capogruppo ci impedisce al momento di utilizzarli”. L’assessore chiede dunque “a gran voce alla Regione, governata per ora dal PD, di retrocederci tutti i milioni sottratti a Terni in questi anni, con il beneplacito del partito ternano, per lo sfruttamento del Velino e del Lago di Piediluco come bacino idroelettrico. Si tratta di almeno 30/40 milioni incassati dalla privatizzazione ad oggi per nostro conto”

Paparelli, facendo due conti ‘allargati’ ricorda tutti gli aiuti che già entrano nelle casse del Comune grazie alla Regione: oltre al gi citato 18% del volume totale delle risorse “si aggiungono gli oltre 56 milioni stanziati per l’area di crisi, i fondi per l’edilizia scolastica che hanno consentito e consentiranno investimenti per oltre 8 milioni di euro, per Agenda urbana (9,8 milioni circa) e quelli del Piano periferie, tanto per citarne solo alcuni”. “Terni, in virtù di rigorosi parametri statistici – continua il vicepresidente –  è destinataria per il 2018 di 1.308.000 euro, pari dell’81,77% delle risorse complessive destinate agli enti locali dalla legge”. Un no alla richiesta di Terni, motivato da percentuali varie, senza una risposta diretta alla domanda.

La vertenza

Poi l’annuncio di Melasecche: “Apriamo la ‘Vertenza Terni/Regione‘ per reclamare le nostre risorse ed un ruolo non più subalterno, che danneggia i nostri interessi, marginalizza Terni e il suo territorio”.

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