Il caso Frank Mascia (al quale le forze dell’Ordine hanno oscurato il profilo social di TikTok)ha evidenziato ancora una volta le fragilità di Alternativa Popolare, partito del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi e della ‘Dimensione Bandecchi’: Bandecchi ‘il democristiano’ come ama definirsi, uomo moderato e di centro. Talmente moderato che aveva scelto l’ex pugile Frank Mascia, al secolo Franco Masciandaro (ex pugile di 43 anni, fruttivendolo e influencer dell’ultima ora), come coordinatore dei giovani del suo movimento personale, diventato ‘famoso’ (sigh) grazie al suo canale TikTok da dove reclutava giovani per ronde notturne e compiere blitz punitivi contro immigrati a colpi di manganello, in testa al suo gruppetto di “Patrioti Italiani” e di “Angeli del bene”. Le azioni violente delle teste rasate non erano passate inosservate alle forze dell’ordine che avevamo perquisito le case di un gruppo di neofascisti con l’accusa di “usurpazione di funzione pubblica”, tra i quali anche Frank Mascia. Era l’estate del 2024 e Mascia riceve un Daspo di un anno da Torino.
Caso Frank Mascia e i fascisti 3.0 di Bandecchi
A riabilitare il fascista 3.0 dopo il Daspo ci ha pensato Stefano Bandecchi che lo ha nominato coordinatore dei giovani della ‘Dimensione Bandecchi’. Tutti sanno del debole che il sindaco ha per le ronde e la polizia privata che è stata propinata anche a Terni. Mascia non si è fatto pregare: tra un saluto romano e l’altro e l’organizzazione di corsi di addestramento militare per insegnare ai giovani come compiere blitz coi fiocchi e creare, come ama definirli i suoi ‘piccoli eserciti’, ha commentato: “Bandecchi è una persona concreta che fa i fatti a differenza di qualcuno di chi fa promesse e non mantiene. Qualcuno comincerà a tremare da adesso in poi, fra due anni spazzeremo via tutta questa merda”. Intanto quella che invece ‘non è merda’ è stata oscurata dai social da parte delle forze dell’ordine.
Pavanelli vittima di violenza sessista
Adesso veniamo a noi e cerchiano di capire cosa c’entra Emma Pavanelli, portavoce alla camera dei Deputati del M5S. La Pavanelli aveva formalizzato un’interrogazione in Parlamento sul caso in questione e dopo il sequestro dei canali social di Mascia è stata oggetto di violenza sessista da parte dei bandecchiani e simpatizzanti di Mascia: “Gli amministratori e le amministratrici del Movimento 5 Stelle Umbria esprimono la piena solidarietà alla Deputata Emma Pavanelli – si legge in una nota del M5S – vittima in queste ore di insulti sessisti, attacchi personali e vere e proprie minacce a seguito di un suo post riguardante l’intervento delle forze dell’ordine quali hanno sequestrato il profilo TikTok di Frank Mascia per contenuti su ronde anti-migranti”.
Denuncia e minaccia
“La Deputata Pavanelli, con una interrogazione parlamentare, ha denunciato con chiarezza un fenomeno grave. Iniziative che nulla hanno a che fare con la sicurezza e che, dietro la retorica della “difesa del territorio”, si trasformano in atti di intimidazione, discriminazione e violenza verso i più deboli. Le sue parole hanno ricordato a tutti che la sicurezza non è uno spettacolo sui social, né un pretesto per colpire i migranti, e che mai può essere tollerata la sostituzione delle istituzioni con forme di giustizia privata”.
Azioni legali in arrivo
“È profondamente inquietante che un intervento basato su fatti, responsabilità istituzionale e difesa dello Stato di diritto abbia scatenato un’ondata di odio di tale portata. La libertà di parola non è e non potrà mai essere la libertà di minacciare, insultare o intimidire, tanto meno chi ricopre ruoli pubblici. Esprimiamo grande preoccupazione per il livello di violenza verbale rivolto alla Deputata e difendiamo con fermezza la sua decisione di non lasciar correre. Ogni minaccia e ogni contenuto che supera il limite della legalità verranno trasmessi alle autorità competenti. La sicurezza è un diritto e spetta allo Stato garantirla, non a gruppi improvvisati che alimentano tensioni e divisioni nella società”.