Frana Bocca Trabaria, ordigni rari con elevato rischio di esplosione | Disinnesco a ottobre - Tuttoggi

Frana Bocca Trabaria, ordigni rari con elevato rischio di esplosione | Disinnesco a ottobre

Redazione

Frana Bocca Trabaria, ordigni rari con elevato rischio di esplosione | Disinnesco a ottobre

Si è svolto in Prefettura a Perugia un tavolo di coordinamento per stabilire le procedure da seguire
Gio, 27/09/2018 - 19:07

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Frana Bocca Trabaria, ordigni rari con elevato rischio di esplosione | Disinnesco a ottobre

Sono ordigni bellici particolarmente pericolosi quelli ritrovati nel cantiere di Bocca Trabaria. La situazione ha quindi richiesto un importante riunione in Prefettura, a Perugia, per stabilire le procedure di disinnesco.

Dopo la stringente sensibilizzazione da parte dell’amministrazione comunale di San Giustino e di Borgo Pace, sul proseguo dei lavori di ripristino della viabilità della strada statale di Bocca Trabaria (bloccata da un’enorme frana), e vista l’importanza che ricopre questa arteria per i collegamenti verso le Marche, il Prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia, si è prontamente attivato convocando un tavolo di coordinamento. L’incontro si è svolto questa mattina (giovedì 27 settembre), alla presenza del sindaco di San Giustino Paolo Fratini, dei tecnici di Comune e Anas, dei comandanti di Polizia stradale, carabinieri e vigili del fuoco, e del capitano Alessandro Garrone del 6° Reggimento Genio Militare di Roma.

Durante la riunione gli artificieri hanno fatto presente la particolarità dei 3 ordigni ritrovati e il fatto che mai avevano disinnescato ordigni così collocati. Bombe conosciute, ma mai ritrovate collegate assieme, con tanto di spolette innescate e micce unite tra di loro. Le operazioni di disinnesco dovranno essere quindi svolte con la massima cautela, visto l’elevato rischio di esplosione. Vi è addirittura la probabilità che non siano ordigni trasportabili, come era invece accaduto nel precedente ritrovamento.

Per il momento è stata interdetta l’intera area che si sviluppa su un raggio di 381 metri dal punto del ritrovamento; chi dovesse essere trovato all’interno di tale zona, trasgredendo al divieto, commetterebbe un reato perseguibile penalmente.

Gli artificieri opereranno a San Giustino entro i primi 10 giorni di ottobre; nel momento in cui saranno svolte le operazioni di disinnesco l’area interdetta avrà un raggio molto più ampio. Una volta rimosso il pericolo, le operazioni di bonifica riprenderanno, in quanto manca ancora da intervenire su un fronte di cantiere di circa 30 metri e non si esclude che altri ordigni possano riemergere, come affermato dal Capitano Garrone. Tutte le istituzioni presenti al tavolo di ordinamento sono impegnate a velocizzare quanto più possibile tutte le operazioni necessarie al ripristino della viabilità, naturalmente salvaguardando l’incolumità degli operatori e di tutti i cittadini.


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