Foligno, "prestanome a pagamento per le società fantasma" | Chi sono gli indagati - Tuttoggi

Foligno, “prestanome a pagamento per le società fantasma” | Chi sono gli indagati

Sara Minciaroni

Foligno, “prestanome a pagamento per le società fantasma” | Chi sono gli indagati

Ha il volto della città della Quintana l'indagine della Guardia di Finanza di Perugia su un’intricata truffa finanziaria collegata a società del ramo dell'energia
Gio, 01/03/2018 - 22:28

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Foligno, “prestanome a pagamento per le società fantasma” | Chi sono gli indagati

Prestanome a pagamento, soldi sporchi, scatole cinesi di società e i rapporti con gli Emirati Arabi. C’è tutto questo quadro descritto nelle oltre 200 pagine dell’ordinanza emessa dal Gip di Perugia per l’inchiesta Great Energy 

La truffa made in Foligno

Ha il volto della città della Quintana l’indagine della Guardia di Finanza di Perugia su un’intricata truffa finanziaria collegata a società del ramo dell’energia e dell’erogazioni di servizi elettrici.

In carcere

I due indagati per cui il Gip ha disposto l’arresto in carcere sono D. O. un cittadino albanese del ’76 ma residente a Foligno e G. F. folignate del ’74. Secondo le accuse il primo sarebbe stato il prestanome della società mentre il folignate il vero e proprio “inventore” del meccanismo illecito.

Ai domiciliari

Agli arresti domiciliari il Gip ha invece destinato M. A., anche lui della Città della Quintana, di fatto secondo l’accusa il “socio” di G. F., colui che procacciava i clienti e gestiva il personale. G. P., moglie del G. F., avrebbe avuto incarichi nelle società occupandosi dell’amministrazione e delle operazioni bancarie. M. D. come amministratore-liquidatore e anche titolare di una delle società con sede negli Emirati Arabi che sarebbero state utili al raggiro e L. M. (anche loro entrambi folignati) avrebbe collaborato al trasferimento dei capitali da Dubai all’Italia.

L’avvocato del “sistema”

D. A. sarebbe l’avvocato ideatore del sistema e “promotore e consulente per la sua realizzazione” secondo il Gip che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare e fornitore di “pacchetti completi” per la sottrazione fraudolenta dei beni delle società create ad hoc, e il pacchetto – sempre secondo le indagini – comprendeva anche il reperimento dei prestanome a pagamento.

I familiari

Mentre all’obbligo di dimora sono finite due donne legate da parentela ad altrettanti indagati e “usate” all’interno delle società con ruoli utili allo scopo.

Sequestri per 30 milioni

Notevole il sequestro preventivo per equivalente effettuato dalla Finanza sui conti correnti, sulle quote societarie e sui beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati: per 30 milioni euro. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questo pomeriggio (1 marzo) dalla Guardia di Finanza, guidata dal Colonnello Dario Solobrino, che ha lavorato in collaborazione con l’Ufficio delle Dogane (in conferenza stampa il dott. Piero Altieri) sotto la direzione della Procura della Repubblica.


Leggi-> Maghi della finanza arrestati, truffe e società fantasma per 30 milioni


Articolo anomimizzato in data 17 giugno 2019, su richiesta degli indagati, in attesa degli sviluppi giudiziari

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