Finanza smantella organizzazione di false "Onlus" dedite alla truffa, 11 gli arresti. Indagini partite da segnalazione de "Le Iene" - Tuttoggi.info

Finanza smantella organizzazione di false “Onlus” dedite alla truffa, 11 gli arresti. Indagini partite da segnalazione de “Le Iene”

Redazione

Finanza smantella organizzazione di false “Onlus” dedite alla truffa, 11 gli arresti. Indagini partite da segnalazione de “Le Iene”

Ven, 18/05/2012 - 12:17

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Smantellata una associazione a delinquere finalizzata alla truffa mediante delle false Onlus, 11 gli arrestati. Questo il bilancio di una complessa attività di indagine durata circa un anno dei finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Perugia, condotta tra Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia e Puglia nei confronti di soggetti a vario titolo coinvolti in una associazione a delinquere finalizzata alla truffa su tutto il territorio nazionale.

L’attività scaturisce da una segnalazione al numero di pubblica utilità “117” di un giornalista della nota trasmissione televisiva “Le Iene”, il quale informava che a Perugia, nei pressi dell’ospedale, era in corso una raccolta non autorizzata di somme di denaro per finalità benefiche da parte di soggetti di una sedicente O.N.L.U.S.
I soggetti arrestati, con l’ausilio di un centinaio di collaboratori, la cui posizione ad oggi è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, avevano dato vita a un vero e proprio sodalizio criminoso incentrato su figure di capigruppo, operante su tutto il territorio nazionale, per indurre in inganno ignari avventori millantando fantomatiche collaborazioni con enti benefici, ospedali e centri di assistenza per malati di sclerosi multipla e persone bisognose.
Il fine era di ottenere offerte in denaro formalmente da destinare a pubblicizzati obiettivi filantropici, ma di fatto finalizzate all’indebito arricchimento dei promotori dell’associazione criminale, radicata nella capitale.
Tale scopo veniva raggiunto strumentalizzando la falsa veste di Onlus dichiaratamente operante sul territorio nazionale, attraverso il collaudato utilizzo di tecniche di approccio predefinite in ogni dettaglio, con l’allestimento di materiale propagandistico e segni di riconoscimento idonei a carpire la buona fede degli avventori che si vedevano anche consegnare un volantino con cui era pubblicizzata l’iniziativa benefica e una ricevuta a comprova del versamento di denaro.
L’indagine, sviluppatasi anche con riscontri diretti presso le aziende ospedaliere di Perugia e Cesena ed Enti di assistenza riconosciuti, con le quali l’Organizzazione non lucrativa millantava presunte collaborazioni, ha permesso di delineare la struttura e le modalità operative adottate dai soggetti coinvolti, che si avvalevano dell’ausilio di soggetti che curavano la raccolta su strada, ai quali venivano riconosciuti modesti compensi giornalieri.
Particolari poi le direttive impartite dai capigruppo: operare in prossimità soprattutto di grandi strutture, solitamente presidi ospedalieri, prospettando di svolgere attività benefica in relazione a patologie estremamente gravi (nel caso specifico la sclerosi multipla), così facendo breccia sul particolare stato d’animo e sulle condizioni psicologiche di quanti accedevano alle strutture.

L’organizzazione, al fine di dare una parvenza di legalità e di legittimità alla raccolta di fondi, millantava collaborazioni con enti benefici avvalendosi di associazioni Onlus create ad hoc ed intestate a componenti dell’associazione. Infatti, una volta “bruciato” il buon nome di un’associazione, i promotori provvedevano prontamente a crearne una ex novo ed a spenderne il nome fino a quando i controlli da parte delle forze dell’ordine sul territorio non ne avrebbero pregiudicato l’utilizzo.
La consapevolezza e il cinismo di operare una raccolta abusiva e truffaldina di offerte in denaro è stata desunta anche dal contenuto delle conversazioni telefoniche dalle quali si capivano i timori manifestati dai soggetti addetti alla raccolta sul territorio, i quali consci delle destinazione delle somme raccolte a fini diversi da quelli palesati agli ignari cittadini, temevano interventi da parte delle forze dell’ordine. In particolare in una conversazione uno dei promotori del finto sodalizio per sollecitare ad una maggiore raccolta sprona i suoi collaboratori ad operare “senza scrupoli”.
Tra la documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni, numerosi blocchetti di ricevute consegnate agli avventori a fronte dell’avvenuta offerta che hanno permesso di ricostruire l’ammontare delle somme raccolte in pochi mesi di attività pari a circa 60.000 € a fronte dei quali erano state effettuate donazioni per soli 900 €.

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