Festival, Elvira Donnarumma rivive nel bel canto di Serena Autieri / Ft, Vd - Tuttoggi

Festival, Elvira Donnarumma rivive nel bel canto di Serena Autieri / Ft, Vd

Redazione

Festival, Elvira Donnarumma rivive nel bel canto di Serena Autieri / Ft, Vd

Mar, 02/07/2013 - 15:30

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Carlo Ceraso

Se Elvira Donnarumma avesse avuto la bellezza di Serena Autieri sarebbe sì stata La Sciantosa, la più bella di Napule e del firmamento della canzone dei primi del ‘900. A far rivivere il canto e la vita della ‘capinera napulitana’ che conquistò l’ammirazione degli intellettuali dell’epoca (da Eleonora Duse a Libero Bovio, Matilde Serao) è stata una straordinaria Autieri cui va il merito, insieme a Vincenzo Incenzo che ha scritto il testo dello spettacolo, di aver fatto rivivere una delle figure più importanti (e ahinoi più dimenticate) del bel canto italiano. La forma esile e tondeggiante dell’usignolo del golfo non potevano certo renderla una vamp, come il fenomeno del divismo cercava di trasformare le celebrità dell’epoca, ma la sua voce era capace di conquistare le grandi folle.
Risulta dunque la scelta migliore aver affidato il ruolo alla Autieri la cui straordinaria bellezza non riesce ad offuscare la bellezza del suo canto, anzi sembra esaltarla rendendola una Diva di altri tempi. Eccellente anche nella recitazione, come solo una artista completa deve essere.
Al premio Oscar Gianni Quaranta il compito di allestire la scenografia: il Chiostro di San Nicolò viene così trasformato in un cafè-chantant, con il pubblico che siede ai tavolini e guarda sullo sfondo il Golfo di Napoli.
La Autieri conduce lo spettatore nelle piazze più belle di Napoli ma anche nei cefè di periferia raccontando la storia di questa cantante, di questa figlia del popolo che seppe dire ‘no’ alle lusinghe dei tedeschi che la volevano in tour in Germania. Troppo profonde le ferite che la Guerra aveva lasciato a Napoli come nel resto del Paese. Lo spettacolo prevede cinque cambi di abito (tutti disegnati per la Autieri dallo stilista Gianni Sapone) con la protagonista che narra e canta la vita di Donnarumma. I brani (15) sono quelli che hanno fatto la storia della canzone napoletana: Capinera, Popolo-po’, Come facette mammeta, Ninì tirabusciò, Santa Lucia luntana, Lily Kangy, Chiove e l’intramontabile ‘A tazza ‘e caffè.
In scena Alessandro Urso, valida spalla della Autieri, mentre la musica, diretta dal maestro Massimo Idà (piano) è affidata al quintetto composto da Filippo Daglio (chitarra); Raffaele Pizzonia (batteria) e Matteo Carlini (contrabbasso).
L’applauso del pubblico suggella così questa Prima, già opzionata da diversi teatri d’Italia (il 31 luglio La sciantosa chiuderà “Concerti nel parco”, la nota kermesse capitolina). Al termine dello spettacolo la Martini & Rossi (presente sul palco il country manager Giorgio Molinari e il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti) ha consegnato il prestigioso Premio alla versatilità a Serena Autieri. L’attrice napoletana non ha retto l’emozione e con la voce rotta ha voluto dedicare il trofeo alla memoria di Armando Trovajoli. Poi il ringraziamento al direttore artistico Giorgio Ferrara “che mi ha concesso l’onore di calcare il palcoscenico del Festival dei Due Mondi”.

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