Festival di Spoleto, soci Fondazione approvano bilancio previsionale 2020 - Tuttoggi

Festival di Spoleto, soci Fondazione approvano bilancio previsionale 2020

Carlo Vantaggioli

Festival di Spoleto, soci Fondazione approvano bilancio previsionale 2020

Il previsionale è stato approvato all'unanimità dai soci della Fondazione | Andamento 2020 in linea con il 2019 | Forse qualche novità artistica a breve dall'America
Mar, 21/01/2020 - 18:21

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Festival di Spoleto, soci Fondazione approvano bilancio previsionale 2020

Quando si riunisce l’assemblea dei soci della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto, c’è sempre qualcuno che aguzza lo sguardo alla ricerca di possibili sorprese in ordine ai conti della manifestazione, sopratutto da quando alla guida della kermesse c’è il direttore Artistico, Giorgio Ferrara.

Una sorta di rito controiniziatico che vorrebbe scovare qualche strana posta del bilancio, magari una di quelle “belle grosse” su cui montare qualche polverone politico-gestionale-culturale.

Con grande dispiacere degli ipovedenti locali e non, mai manifestazione italica fu più regolare del Due Mondi dal 2008 ad oggi. Anzi, di una monotonia contabile, quasi disarmante.

E’ così che l’Assemblea dei soci della Fondazione si è riunita ieri, 20 gennaio, per esaminare ed approvare il Bilancio previsionale 2020.

Una “lista della spesa” decisamente stabile con un percorso molto chiaro sia sulla produzione degli spettacoli che sui costi di esercizio, tutti improntati alla prudenza, come più volte si può anche leggere nella relazione di bilancio uscita dal Consiglio di Amministrazione dello scorso 5 dicembre 2019.

Assodata l’entità del Budget economico generale, fermo a poco più di 5 milioni di euro, le singole voci delle entrate e delle uscite rimarcano l’andamento di Spoleto62, con scostamenti che non modificano la struttura generale della kermesse festivaliera.

C’è così sulla colonna dei ricavi, il contributo del Mibact per più di 3 milioni di euro, contributi dei privati per oltre 600mila euro, i ricavi da sponsorizzazioni per quasi 500mila euro ed infine i ricavi per cessione di prodotti e servizi (dicesi botteghino+merchandising+recuperi spese) per quasi 700mila euro, di cui 590mila(sempre prudenziali) di solo botteghino.

A voler spigolare sulla voce “contributi”, salta agli occhi quello miserino della Regione Umbria, ridotto ormai a 80mila euro, salvo ulteriori sorprese. Una cifra peraltro asciugata gradualmente nel corso degli anni. Non che la stessa cosa non sia capitata in generale anche ad altre realtà della cultura umbra, ma sintomo di un progressivo distacco, (per causa di forza maggiore? ) dalle manifestazioni che invece esaltano la comunità regionale.

Citiamo poi solo per dovere di cronaca i 16mila euro della Camera di Commercio, un ente che andrebbe rivisto da cima a fondo in ordine al suo ruolo nel settore economico-produttivo del territorio e soprattutto per i suoi costi generali.

Perfettamente in linea con l’anno precedente invece, il contributo del Comune di Spoleto pari a 180mila euro, come nel 2019.

Detto questo però, aumentano invece sempre più gli interventi dei privati al Festival. Un buon segno che certifica il valore della proposta culturale, alla faccia di chi gira sempre lo sguardo altrove o peggio, indietro..

Sono così quantificabili in 130mila euro il contributo della CaRiSpo, in 150mila quello della Banca Desio (ex-Pop. Spoleto), e 355mila la somma di altri privati uniti all’intervento de I Mecenati del Festival.

Tra le sponsorizzazioni, su un totale a bilancio previsionale di 495mila euro, spiccano i quasi 300mila euro di sponsorizzazioni tecniche, in costante aumento nel biennio di riferimento.

Per quanto riguarda la ripartizione del budget relativamente ai costi, rispetto al valore del preconsuntivo 2019, in generale molte voci si sono assestate verso una riduzione delle stesse. Una su tutte quella del costo di salari e stipendi che da 831mila euro circa è passata al previsionale 2020, a 680mila. In totale la voce personale passa da 1,118.812 del 2019 ai 919mila euro del 2020.

Nel 2020, per quel che riguarda la composizione dei costi di produzione artistica , la parte del leone la farà il Teatro con un budget di 900mila euro, mentre invece la voce meno consistente è quella dedicata alla Musica per un valore di 175mila euro. Stabili Danza e Lirica.

Sono importanti invece i 400mila euro circa, spesi dal Festival alla voce ”comunicazione-Uff. Stampa-Marketing”, la cifra a bilancio più consistente del capitolo “Costi per servizi indiretti per la produzione”. A quanto pare un indirizzo preciso di gestione della manifestazione che ha comunque prodotto i suoi frutti.

Nel corso dell’assemblea dei soci non ci sono state particolari discussioni riguardo le cifre esposte nel Bilancio previsionale e lo stesso è stato apparovato all’unanimità.

Il sindaco e presidente della Fondazione, Umberto de Augustinis ha ribadito la necessità di rinforzare il budget con ulteriori contributi da parte delle istituzioni, mentre nessuna anticipazione è uscita circa eventuali spettacoli in programma per Spoleto63.

Come da tradizione, infatti, Giorgio Ferrara prima firma i contratti e poi ne parla alla stampa. Ma sembra che una vocina gli sia scappata, parlando ai soci di un importante contratto che potrebbe essere firmato in America nei prossimi giorni.

Non resta che attendere l’annuncio ufficiale.


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