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Festival delle Nazioni, cala il sipario / L’ultima serata ha visto più di cento artisti sopra il palco in omaggio all'Europa

Redazione

Festival delle Nazioni, cala il sipario / L’ultima serata ha visto più di cento artisti sopra il palco in omaggio all'Europa

Dom, 08/09/2013 - 12:43

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Da.Bac.
Si è conclusa, nella dodicesima e ultima serata di sabato 7 agosto, la 46° edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello. Nel concerto di chiusura, a San Domenico, il Festival ha celebrato Richard Wagner, grande protagonista del 2013 del quale si festeggia, insieme a Giuseppe Verdi, il duecentesimo compleanno. Il tedesco Jonas Alber, come da programma, avrebbe dovuto dirigere l’Orchestra della Toscana ma una sua indisposizione dell’ultimo minuto (per motivi di salute) ha fatto subentrare il tedesco Christoph Poppen. Quest’ultimo, applaudito fragorosamente dal pubblico, ha diretto l’Orchestra nell’ouverture del Vascello fantasma e in un’altra ouverture sinfonica meno nota, quella che il compositore di Lipsia scrisse ispirato dal Faust di Goethe. Accanto a Wagner, un altro capolavoro del sinfonismo tedesco: la celeberrima quinta Sinfonia di Beethoven, nota a tutti per l’indimenticabile sequenza di quattro colpi del “destino che bussa alla porta”. La serata si è chiusa con un grande omaggio all’Europa con l’esecuzione della Fantasia corale di Beethoven: all’interno di questo brano infatti è presente il tema da cui il compositore ricaverà l’Inno alla gioia della nona Sinfonia, diventato poi inno dell’Unione Europea. Nel brano di chiusura, accanto alla tifernate Corale “Marietta Alboni” diretta da Marcello Marini, è spiccato anche il talento di Giuseppe Albanese, uno dei più brillanti giovani pianisti italiani.
La serata è stata un crescendo di emozioni e di persone sul palco: ai 55 componenti dell’Orchestra Toscana si sono aggiunti infatti, verso la conclusione, i 67 componenti della corale tifernate e Albanese; il palco era pieno con oltre 100 persone dirette da Poppen,dando vita ad una finale epico, condito dalla potenza delle voci coordinate con gli strumenti. Una conclusione che è stata quasi un’allegoria di quell’Europa unita dalla musica, che questa edizione del festival si era prefisso di rappresentare fin dall’inizio.
Sul palco, dopo l’esibizione è salito il presidente del Festival, Giuliano Giubilei, per fare i dovuti ringraziamenti sia agli addetti ai lavori che al pubblico. Con il pensiero già rivolto alla prossima edizione.

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