Festival a Spoleto e dopofestival al "Cortile di Francesco" | Cortesie e freccette avvelenate tra protagonisti - Tuttoggi

Festival a Spoleto e dopofestival al “Cortile di Francesco” | Cortesie e freccette avvelenate tra protagonisti

Carlo Vantaggioli

Festival a Spoleto e dopofestival al “Cortile di Francesco” | Cortesie e freccette avvelenate tra protagonisti

Lun, 21/09/2020 - 21:41

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Festival a Spoleto e dopofestival al “Cortile di Francesco” | Cortesie e freccette avvelenate tra protagonisti

Che l’ultimo atto della gestione di Giorgio Ferrara al Festival dei Due Mondi di Spoleto (Spoleto63), aldilà dell’ufficialità formale, non fosse stato un passaggio tutto rose e fiori di campo, era apparso chiaro a tutti, e sopratutto agli addetti ai lavori.

Anche i giornalisti di città, come quelli di campagna, si erano infatti accorti di un certo gelo comportamentale dell’ormai ex- Direttore Artistico del 2Mondi per tutto ciò che rappresentava l’interlocuzione istituzionale, in primis con il sindaco Umberto de Augustinis, peraltro presidente della Fondazione Festival dei Due Mondi

Le voglie serpeggianti

Quasi fosse una maledizione che ritorna dal passato, anche Giorgio Ferrara si è dovuto accorgere che l’appetito politico (fumo agli occhi del fondatore Gian Carlo Menotti) sulla struttura festivaliera è una sorta di fame ancestrale che non cessa mai di esistere.

Un rito tribale molto prossimo al cannibalismo che ha caratterizzato, a volte più a volte meno, tutto lo svolgimento dei 63 anni della manifestazione.

“Voglie serpeggianti delle amministrazioni locali…” le definisce Ferrara nel corso di una sua recente partecipazione ad Assisi (20 settembre) ad un focus dedicato al teatro “I confini del Teatro”, programmato da Il Cortile di Francesco e di cui vi proponiamo alcuni estratti significativi afferenti proprio all’esperienza dei 13 anni a Spoleto.

Naturalmente in compagnia della Signora Adriana Asti, che nel corso della conferenza dirà cose sul teatro di grande gusto e buon senso.

In linea generale Giorgio Ferrara non aggiunge nulla di molto diverso da quello che già in altre occasioni aveva accennato o fatto chiaramente intendere, ma una freccetta avvelenata diretta al sindaco de Augustinis questa volta si conficca direttamente al centro del bersaglio. Senza dimenticare una “strisciatina” agli spoletini “entità molto particolare di cittadini” che solo alla fine dei giochi si addolciscono.

E non pago, segno evidente che lo strappo con l’attuale governo politico spoletino è stato cruento, Ferrara ribadisce il concetto di inutilità della politica, in campo artistico, in un paio di passaggi successivi quando cita la compianta Carla Fendi come esempio di mecenate della manifestazione e della città che avrebbe, lei si, potuto degnamente ricoprire la carica di Presidente della Fondazione.

Tuttavia, poichè il bilancio e gran parte dei fondi li mette “Pantalone”, un dialogo, anche tra sordi, è indispensabile.

Magari usando segnali di fumo o suoni gutturali, un fischio qua e là, qualcosa che assomigli ad un principio di metacomunicazione.

Un Festival Internazionale ad Assisi, “Ditelo al Papa”

Detto questo e a cambio di gestione ormai effettivo, con i pieni poteri ormai assegnati a Monique Veaute, Giorgio Ferrara, da uomo di spettacolo qual è, non abbandona la scena e sopratutto non si fa “impallare”, come avrebbe detto Vittorio Gassmann.

Non è un caso che il saluto ufficiale dal palco di Piazza Duomo, un minuto prima che inizi il concerto diretto da Riccardo Muti, finisce con uno squillante “Arrivederci”.

Riepilogando per chi non avesse voglia di visionare l’estratto dalla conferenza: l’ex-direttore artistico del Due Mondi sarebbe disponibile alla direzione di un festival da recuperare alla gloria o, meglio ancora, a guidarne uno nuovo di zecca, internazionale, magari ad Assisi e direttamente benedetto da Papa Francesco.

La cosa ha il sapore del coupe de theatre, che la dice lunga su come la competizione tra i protagonisti di certe stagioni , non avrà mai fine.

E de Augustinis va da Monique

Mentre al Cortile di Francesco di Assisi si consuma lo scisma in salsa umbra, appena due giorni prima, era arrivato a Roma Umberto de Agustinis ospite di Monique Veaute alla prima della sua creatura, il RomaEuropa Festival 2020

Uno spettacolo inaugurale di grande successo, portatore di una carica innovativa straordinaria: il lavoro svolto anche quest’anno da Monique Veaute non può che essere di buon auspicio per il futuro del nostro Festival dei 2 Mondi”.

Cariche di entusiasmo le parole del Sindaco e Presidente della Fondazione Festival Umberto de Augustinis che venerdì scorso (18 settembre), insieme alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e all’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Viktor Elbling, aveva assistito alla prima del RomaEuropa Festival 2020 alla cavea dell’Auditorium Parco della Musica dove è andato in scena lo spettacolo Sasha Waltz & Guests | Dialoge Roma 2020. Terra sacra’.

Il progetto, realizzato appositamente dalla coreografa tedesca Sasha Wlatz per l’opening della trentacinquesima edizione del Festival, è stato accolto da dieci minuti di applausi da parte dei circa 1000 spettatori presenti.

Al termine dello spettacolo il Sindaco si era complimentato con gli organizzatori e, in particolare, con Monique Veaute “per aver dato ulteriore prova, in un prestigioso contesto internazionale, delle sue capacità manageriali e di innovazione che da tempo auspicavamo anche per il Festival dei 2 Mondi”.

Tutto chiaro? E così, chi di freccetta ferisce…

Tutto torna. Nel più classico stile della guerra guerreggiata, come direbbe Totò, “ogni limite ha una pazienza…

E Giorgio Ferrara non si fa impallare mettendo in campo un insegnamento molto noto a chi frequentava una volta ambienti di “sinistra”. Una di quelle regole di ingaggio contro cui non ci puoi fare nulla e che nacque dalla brillante sagacia di un certo Sandro Pertini.

“Ricordatevi a Brigante…Brigante e mezzo!!”

Foto repertorio TO

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