La Procura della Repubblica di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio aggravato nei confronti di Gianluca Nicola Romita, il 48enne accusato di aver ucciso la moglie 36enne Laura Papadia il 26 marzo 2025. L’udienza preliminare davanti al gip è fissata per il 10 febbraio.
All’uomo viene contestata l’aggravante del legame coniugale, ma non la premeditazione del reato: durante le indagini non sarebbero infatti emersi elementi su questo, nonostante gli inquirenti abbiano scandagliato i telefoni dell’omicida reo confesso e della vittima. L’uccisione di Laura Papadia, strangolata con un indumento della stessa donna, sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra i due, l’ennesima.
La stessa donna si era sfogata con alcuni conoscenti del rapporto logorante con il marito, con la 36enne che avrebbe voluto un figlio al contrario di lui, che già ne aveva da precedenti relazioni. Ed era stata proprio l’ex moglie che Romita aveva chiamato al telefono quella mattina, dopo il delitto, per confessare quanto aveva fatto, mentre si dirigeva sul Ponte delle Torri per cercare di farla finita. Qui l’avevano trovato e fermato gli agenti del commissariato di polizia di Spoleto, che poi lo avevano arrestato per omicidio, dopo aver ritrovato il corpo senza vita della stimata 36enne, dipendente di un supermercato cittadino, nella loro abitazione all’interno della Rocca dei Perugini.