Fase 2 Coronavirus, altre novità sugli spostamenti. Ok spesa fuori Comune

Fase 2 Coronavirus, sì alla spesa fuori Comune. Altre novità sugli spostamenti

Sara Fratepietro

Fase 2 Coronavirus, sì alla spesa fuori Comune. Altre novità sugli spostamenti

Il Governo chiarisce: non è più previsto il territorio comunale quale limite territoriale degli spostamenti. Ecco in quanti si può andare in auto o in moto e quando si può andare fuori regione
Sab, 09/05/2020 - 10:38

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Introdotte alcune novità e chiarimenti in merito agli spostamenti consentiti in questo avvio di Fase 2 nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. Il Governo, nella giornata di venerdì 8 maggio, ha infatti aggiornato le proprie Faq. Chiarendo dunque alcune situazioni su cui si continuava ad avere dei dubbi.

In primis la possibilità di effettuare la spesa al di fuori del proprio Comune, una situazione che preoccupava soprattutto i centri più piccoli.

Sì alla spesa fuori Comune

Il Governo dunque chiarisce che “è possibile spostarsi in ambito regionale per situazioni di necessità, come, ad esempio, fare la spesa, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità consentite. Di norma la spesa deve farsi in esercizi ragionevolmente prossimi alla propria abitazione, pur non essendo più previsto il territorio comunale quale limite territoriale degli spostamenti; un maggior allontanamento è consentito solo in presenza di specifiche ragioni che lo rendano necessario”.

Si possono lasciare i figli dai nonni, ma è sconsigliato

Sulla possibilità di spostamenti per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro, ciò è possibile ma solo in alcuni casi. “Va limitato solo in casi di necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso, i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno”.

Viene sottolineato comunque che “che ciò è comunque fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono evitare il più possibile i contatti con altre persone. È quindi assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi”.

Incontrare clienti, andare dal veterinario o sostenere colloqui

Nelle Faq si ricorda che gli spostamenti per motivi di lavoro sono sempre consentiti. “È comunque fortemente raccomandato, ove possibile, evitare di incontrare persone non conviventi ed è quindi preferibile effettuare colloqui e incontri di lavoro tramite telefono o videoconferenza. Ove fosse necessario l’incontro diretto, occorre l’uso della mascherina o di altri dispositivi di protezione delle vie respiratorie nonché l’adozione delle misure necessarie per rispettare il divieto di assembramento ed il distanziamento interpersonale, anche mediante prenotazione telefonica della visita”. Questo riguarda ad esempio attività professionali che devono incontrare clienti, persone che devono sostenere colloqui di lavoro.

Quanto al portare il proprio animale dal veterinario, deve essere garantita la turnazione dei clienti con un rapporto uno a uno, così da evitare il contatto ravvicinato e la presenza di clienti in attesa nei locali. Il professionista e il personale addetto dovrà indossare idonei dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina).

Gli spostamenti in auto e in moto

Un altro dubbio in merito agli spostamenti nella Fase 2 riguarda quante persone possano viaggiare nella stessa auto. Le Faq del Governo chiariscono che “le auto possono essere utilizzate da più passeggeri solo se si rispetta la distanza minima di un metro. Non è possibile andare in due in moto, non essendo possibile la distanza minima di un metro“. Ma entrambi questi limiti non valgono se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi. Dunque via libera alle famiglie che si spostano in una unica auto o conviventi in due in moto.

Quanto a chi non ha un’auto, non ha la patente o non è autosufficiente, “è consentito farsi accompagnare da un parente o una persona incaricata di tale trasporto da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici e comunque nel rispetto di quanto previsto per l’utilizzo dei mezzi privati. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, così come la condizione di convivenza tra gli occupanti il veicolo, in caso di eventuali controlli, possono essere fornite nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione, ove l’agente operante ne faccia richiesta (la condizione di convivenza esime dal rispetto della distanza)”.

Situazione simile per chi rientra dall’estero e può farsi venire a prendere all’aeroporto, purché da una sola persona.

Spostamenti fuori regione per vedere i figli o per lavoro

Se abito in una Regione e lavoro in un’altra, posso fare “avanti e indietro”? “In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa o fruire di ferie o congedi”.

Si anche alle visite ai figli minorenni, pure fuori regione. “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche in ambito extraregionale. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.

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