Ex Zuccherificio, Barbetti (Pd): "Serve chiarezza, basta degrado"

Ex Zuccherificio, Barbetti (Pd): “Serve chiarezza, altrimenti continuerà il degrado”

Redazione

Ex Zuccherificio, Barbetti (Pd): “Serve chiarezza, altrimenti continuerà il degrado”

Dom, 20/06/2021 - 11:29

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Chiede chiarezza la consigliera dem Rita Barbetti, in questi mesi impegnata in prima persona sulla questione dell’ex Zuccherificio e del Parco della scienza.

L’invito della consigliera comunale

Il-progetto-che-non-c’è presentato in Regione – dice – ma Si deve chiarire una volta per tutte che l’area dell’ex Zuccherificio e della Buca di Prato Smeraldo sono proprietà della società Coop Centro Italia”. Barbetti ripercorre dunque la storia: “Nel 2005 fu approvata la Convenzione del piano urbanistico di quell’area e successivamente furono approvate le opere di utilità pubblica da realizzare (rete fognaria, viaria e di illuminazione, superamento della barriera del passaggio a livello. All’incirca nel 2010, si costituì un gruppo di lavoro, promosso dal Comune, che elaborò la proposta realizzare in quest’area anche una struttura polifunzionale, da adibire a teatro e museo della scienza. Nel 2011, la Coop incaricò l’ architetto Gae Aulenti di redigere il progetto per l’area, che fu presentato alla città e condiviso in incontri pubblici“.

L’arrivo dei contenziosi

Il progetto ha spaccato la città: “Prevedeva due torri, di 75 metri di altezza, per ridurre l’occupazione del suolo e liberare spazi e verde. L’opinione pubblica e l’amministrazione comunale si divisero tra chi approvava il progetto e chi non voleva che si modificasse troppo la sky line di Foligno. Non c’era quindi unanimità di pensiero ed inoltre necessitava una variante al piano regolatore. Contestualmente fu predisposto un progetto per il Parco della Scienza, elaborato da 22 scienziati di fama internazionale, finanziato per gran parte dal MIUR e in parte dal Comune di Foligno. Coop lo consegnò in Comune il 3 maggio del 2013. Nel 2014 si ebbe una rottura tra Coop e il Comune di Foligno e l’insorgere di contenziosi“.

La ricostruzione dei fatti

Rottura che andò avanti fino al 2017, quando riprese il confronto tra le parti: “con la competenza giuridica- urbanistica di figure professionali di entrambe le parti si arrivò ad un accordo in 11 punti, approvato in Consiglio Comunale a febbraio 2019, con il quale si componevano tutti i contenziosi, si delocalizzavano 10.000 metri quadrati di superficie e si diminuivano 3.000 metri quadrati di costruzione da oarte di Coop. Tale accordo prevedeva per entrambe le parti degli adempimenti successivi con delle scadenze, pena la decadenza dell’accordo stesso e la ripresa dei contenziosi. La nuova amministrazione, alla prima scadenza, novembre 2019, ha chiesto 6 mesi di proroga, scaduta la proroga (maggio 2020), ne ha chiesta un’altra, scaduta il 5 novembre 2020 (era l’ultima che si poteva chiedere) e poi più niente di ufficiale. Mai affrontato il tema in Consiglio comunale, se non per le interrogazioni dell’opposizione. Questa è la storia“.

“Ex Zuccherificio e Parco, vicende legate”

Il museo della Scienza, ipotizzato nell’area, non lo doveva realizzare Coop, ma si poteva edificare avvalendosi della superficie pubblica compresa nell’area stessa. Se le trattative con Coop non procedono come ipotizzato nell’accordo, è chiaro che il museo non può realizzarsi lì. Quando La Lega di Foligno dice che i consiglieri di centrosinistra sono spaccati e divergenti perché qualcuno di loro sostiene che si deve parlare di Coop e non del museo o viceversa, non ha capito nemmeno la parte più elementare della questione. Le due vicende sono legate tra loro, se si vuole che il museo rivitalizzi il centro storico e sia collegato al polo scolastico. Se invece non si vuole questo, se non si vuole dare seguito all’accordo, si sappia che riprenderanno le controversie giuridiche e l’area rimarrà nel degrado ancora a lungo“.

“Serve di nuovo un consiglio comunale”

Una decisione approvata in Consiglio Comunale dovrebbe poter essere cambiata solo da un altro Consiglio Comunale e non si può fare finta di niente, sperando che non si parli dell’argomento. Non serve nemmeno continuare a dire che sono stati fatti errori, la critica da sola non affronta, e ancor meno risolve, i problemi. Inoltre non si può continuare a giocare sull’equivoco. Ci siamo sentiti dire in commissione che il progetto del museo della Scienza non esiste neppure. Nel contempo l’Amministrazione si è vantata di aver presentato il progetto in Regione da inserire nel PNRR. La Regione non l’ha inserito, ma nel recentissimo incontro con le parti del 14 giugno, ha promesso che cercherà di inserirlo. Tutto ciò è paradossale, puerile, inqualificabile. Il progetto esiste, nella Commissione del 17 giugno scorso ne sono state consegnate alcune copie all’assessore e a qualche
consigliere. È chiaro altresì che non è un progetto, dal punto di vista architettonico, immediatamente esecutivo, non poteva esserlo. Ma a me rimane comunque un dubbio: se si era convinti che il progetto non esisteva, quale progetto è stato presentato in Regione da inserire nel PNRR?
“.

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