La politica locale, col PD in testa, torna a mobilitarsi per la ex Pozzi, l’azienda di Santo Chiodo in regime di amministrazione straordinaria con quasi 300 dipendenti che chiedono garanzie sul proprio futuro lavorativo. Circa la metà erano presenti oggi all’incontro convocato dal Partito Democratico, a cui hanno presenziato anche il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, il segretario regionale della Cgil Mario Bravi e quello della Uil Claudio Bendini e l’assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi. A fare gli onori di casa sono stati però gli esponenti ‘democratici’.
Pozzi per Spoleto come Fiat per Torino – “Questa iniziativa è un punto di partenza – ha dichiarato il segretario dell’unione comunale Roberto Loretoni – ne faremo presto delle altre sul tema del lavoro, a cominciare da un incontro sul credito per imprese e lavoratori ad aprile”. Ad aprire i lavori è stato il consigliere regionale Giancarlo Cintioli, secondo cui “L’Ims e la Isotta Fraschini sono per Spoleto come la Fiat per Torino. Per questo siamo qui, per sostenere i lavoratori ormai stressati dalla mancanza di prospettive”. “Sarebbe giusto creare un osservatorio permanente per rimettere in luce il territorio spoletino – ha aggiunto il segretario provinciale Dante Andrea Rossi – serve una mobilitazione continua per fare in modo di ottenere risposte e questa può avvenire solo mettendo insieme le istituzioni e i rappresentanti dei lavoratori”. Più incentrato sulle recenti normative del governo Renzi e dell’Europa per gli investimenti nel mondo del lavoro l’intervento di Stefano Fassina, ex responsabile economico del partito a livello nazionale sotto la segreteria di Bersani.
Imprenditori interessati – Secondo il sindaco Cardarelli le possibilità di ripresa per il polo produttivo di Santo Chiodo ci sono “ma da solo il comune non può fare nulla, lo stato e la regione devono sostenerci, spero venga fuori la possibilità di inserire Spoleto in un’area di crisi, senza rivendicazioni di colore politico”. Dall’assessore Riommi è arrivato però l’invito all’amministrazione comunale ad essere “parte attiva nelle contrattazioni al fine di vendere le aziende”. Secondo l’assessore gli imprenditori interessati a rilevarle ci sarebbero, anche spoletini (Meccanotecnica?, ndr). “A Spoleto non bisogna estendere l’area di crisi dato che c’è ricompresa da molto tempo – ha aggiunto Riommi – basta cambiare i contenuti dell’accordo di programma”.
“Ripartire dal lavoro” – Più pragmatico, infine, l’intervento del segretario Cgil Bravi, secondo cui l’unico modo per uscire dalla crisi è ripartire dal lavoro: “Spoleto ha sempre avuto una grande presenza industriale che dovrebbe segnare pure il futuro e rappresenta una delle vertenze aperte al Ministero più importanti dell’Umbria”.
Riproduzione riservata ©