Ex ospedale, si attende accordo di programma per il recupero | Sì e no a utilizzo Lascito Mariani

Ex ospedale, si attende accordo di programma per il recupero | Sì e no a utilizzo Lascito Mariani

Dibattito in commissione Controllo e garanzia, quello di Città di Castello è l’unico tra quelli dismessi in Umbria non ancora convertito a nuove funzioni

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Sebbene l’accordo di programma sull’ex ospedale di Città di Castello non sia ancora definito, la Commissione Controllo e Garanzia di ieri (giovedì 10 gennaio 2019), convocata per esaminare la proposta di recupero dell’immobile, allo studio di Comune, Regione ed Asl, ha colto l’occasione per alcune valutazioni generali attinenti questa strategica operazione di rigenerazione urbana, “destinata a valorizzare appieno un quadrante in cui insistono Pinacoteca, sito archeologico, sito templare e complesso di San Domenico”, come hanno riconosciuto negli interventi tutte le forze politiche presenti.

Una simile convergenza si è registrata “sull’urgenza di trovare una soluzione per l’ex ospedale, l’unico tra quelli dismessi in Umbria non ancora convertito a nuove funzioni”, mentre sull’utilizzo del Lascito Mariani (quasi 4 milioni di euro per “i bisognosi della città” nella disponibilità del Comune) si sono registrate posizioni più differenziate: “no” di Forza Italia e ‘Castello Cambia’, perché “si tradirebbe lo spirito della donazione, non servirà al recupero ma a contenere il degrado e investirà su un immobile non del Comune”; “sì” di Pd, Psi e ‘La Sinistra’ perché “sana un vulnus nel centro storico, sarà impiegato in servizi non in uffici e l’investimento regionale sarà prevalente”.

Il presidente della commissione Mancini (Lega) ha aperto la seduta introducendo l’argomento: “La comunità di Città di Castello non può accettare ulteriori dilazioni. Da un anno il Consiglio regionale ha votato un documento che impegna la Giunta a redigere e concretizzare un progetto di riqualificazione dell’ex-ospedale, nel quale ricavare la Casa della Salute e la concentrazione dei servizi sociali e sanitari del distretto. Ad oggi le uniche iniziative ufficiali sono lavori in somma urgenza per evitare che lo stabile crolli. Avevamo invitato gli assessori regionali Luca Barberini per la Sanità e Antonio Bartolini per il Patrimonio ma non hanno nemmeno risposto alla nostra e-mail”.

In quanto consigliere delegato alle questioni attinenti l’ex ospedale, Zucchini (Pd) ha aggiornato i consiglieri sull’iter che la bozza di protocollo sta seguendo: “Lo sforzo del Comune è stato enorme per accelerare al massimo i tempi e siamo alle battute finali: il referente della Asl mi ha rassicurato. L’Amministrazione ha ribadito l’impegno a sostenere, con il Lascito Mariani, la progettualità complessiva per circa 9 milioni di euro”.

Sassolini (FI): “La situazione è un po’ patetica. Piani preliminari, soldi da stanziare. Vi rendete conto che significa aprire su un immobile fatiscente un cantiere? Sono necessarie decine di milioni e si chiede all’Amministrazione anche i soldi del Lascito Mariani destinati ai bisognosi”. Tavernelli (Pd): “Nelle linee di legislatura c’era l’impegno ad iniziare se non completare la ristrutturazione dell’ospedale. Non farlo sarebbe un flettere da quanto promesso. Questo progetto potrebbe fare la differenza per Città di Castello. Il Lascito Mariani si aggiungerà ad un plafond finanziario il cui obiettivo è in linea con le volontà delle benefattrici”. Bucci (Castello Cambia): “L’ex ospedale è una struttura regionale, è della Asl. Sono favorevole a quanto serva per recuperarlo ma non nell’utilizzo del Lascito Mariani, previsto nella bozza di accordo allo studio senza che il Consiglio comunale ne abbia parlato ed abbia deciso. Voglio sapere se l’Amministrazione, pur non essendo proprietaria dell’ospedale, abbia speso su un immobile non suo”. “La commissione è in relazione alle dichiarazioni del sindaco Bacchetta sulla firma dell’accordo di programma nei primi giorni del 2019 – ha replicato Mancininella prossima commissione l’Amministrazione risponda se ha speso sull’ex ospedale”.

Zucchini ha precisato che “l’immobile ricade sotto la Soprintendenza e 10mila metri quadri in tre piani appartengono, su cessione della Asl, alla Regione. Il Lasciato Mariani non andrà al recupero ma alla concretizzazione della finalità sociale. Tutto l’investimento va verso la Casa della salute, in cui troverà sede la residenza sanitaria assistita, il centro diurno dell’Alzheimer e la riabilitazione. Questo ci sarà scritto nel progetto, ora siamo in fase di fattibilità. La quota parte del Lascito Mariani sarà un terzo”. Arcaleni (Castello Cambia): “Non abbiamo la bozza dell’accordo di programma ma abbiamo capito che ogni fine anno assistiamo sempre ad una sequenza di annunci non realizzati. Solo Belladanza è stata realizzata. Abbiamo capito che anche la bozza annunciata in realtà non c’è”. “Non sono venuti gli assessori regionali – ha concluso Mancini – quando la città deve interagire con la Regione i progetti hanno difficoltà. Belladanza è stata fatta perché è stata gestita dall’Amministrazione”.

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