Non c’è pace per l’area dell’ex scuola Garibaldi di Città di Castello. A meno di 60 giorni dall’inaugurazione del parcheggio “provvisorio”, politica e cittadinanza tornano a scontrarsi sulla qualità dell’intervento.
A dare fuoco alle polveri è il segretario della Lega di Città di Castello Giorgio Baglioni, che denuncia uno stato di degrado precoce della struttura. “Il mix tra piogge e transito dei veicoli ha trasformato il terreno in un percorso a ostacoli” attacca Baglioni, definendo l’area “pericolosa e indecorosa“.
Nel mirino del Carroccio finisce la scelta della ghiaia, giustificata dalla giunta come soluzione temporanea in vista della futura Piazza Burri. “Suona come l’ennesima scusa per risparmiare – prosegue il segretario – sono 10 anni che si parla della piazza e ad oggi non c’è un cantiere definitivo. Il sospetto è che, come spesso accade con la sinistra, la provvisorietà diventi una condizione permanente“.
Se la politica attacca, la città si spacca nei commenti web. Da un lato c’è chi difende la scelta tecnica: “Inutile spendere soldi in asfalto e fognature se la destinazione dovrà cambiare; godetevi il parcheggio gratuito invece di frignare“. Dello stesso avviso altri utenti, che invitano chi vuole l’asfalto a usufruire delle aree a pagamento limitrofe.
Dall’altro lato, però, la protesta monta. “Gratis? Lo abbiamo pagato con i soldi pubblici delle nostre tasse“, ribattono diversi cittadini, lamentando le difficoltà per chi sposta passeggini o carrozzine sulla ghiaia. C’è chi suggerisce soluzioni alternative, come il cemento drenante (già usato in comuni limitrofi come San Giustino), che non richiederebbe fognature ma garantirebbe stabilità senza fango.
Il timore comune, che unisce critici e scettici, riguarda i tempi di Piazza Burri. In molti dubitano che la “soluzione finale” del progetto veda la luce in tempi brevi, pronosticando di contro altri “crateri” nel parcheggio entro l’inverno.