L’ex assessore Stancati “Voglio un confronto pubblico” | Replica il sindaco

L’ex assessore Stancati “Voglio un confronto pubblico” | Replica il sindaco

L’avvocato: “Le cose si dicono in faccia, non tramite sms. Mi deve dire se ci sono problemi personali’ | Mismetti: “Motivazioni solo politiche”

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“Chiedo pubblicamente ed ufficialmente al dottor Mismetti, di convocare entro una settimana, un incontro aperto, per dirmi in faccia quali sono i motivi che lo hanno portato a prendere la decisione di revocarmi le deleghe”. L’ormai ex assessore Silvia Stancati, non ci sta ad accettare in silenzio e, soprattutto senza spiegazioni, la sua estromissione dalla giunta comunale. Ieri mattina ha convocato la stampa nel suo studio legale per togliersi diversi sassolini dalle scarpe.

Tiene a sottolineare di essere “serena ma allo stesso tempo amareggiata” così come precisa che resterà nel Partito Democratico e continuerà a fare politica, ma spara ad alzo zero sul metodo adottato dal primo cittadino, che non chiama mai sindaco, ma dottor Mismetti.

“Sabato 22 è stato dato l’annuncio alla stampa, mentre ero relatrice ad un convegno legale di rilevanza nazionale a Roma, mentre a me il decreto è stato notificato il 24 ottobre. Non ho ricevuto nemmeno una telefonata, soltanto due messaggini, in cui tra l’altro – ha fatto sapere la Stancati – non solo non si è parlato di revoca delle deleghe ma anzi, mi si dava disponibilità a fare una smentita in merito alle voci circolate sul mio nome. E pensare che fu proprio lui – ricorda l’ex assessore riferendosi a Mismetti – a chiedermi di provare l’avventura politica. Sono stata cinque anni in Consiglio comunale e due mezzo in giunta. A questo punto – incalza la Stancati – mi si deve dire se sono io che ho creato tensioni e se c’è un problema personale, perché il rimpasto non si fa con una sola persona”.

Una stoccata viene riservata anche alla segretaria del Partito Democratico, Patrizia Epifani. “Non mi ha nemmeno telefonato, fosse pure per vicinanza a livello personale, e la segreteria non hai mai convocato gli assessori sulla questione quando invece avrei gradito un confronto almeno politico su questa crisi”.

La questione è di principio. “Sono stata eletta con 408 preferenze, ho una famiglia ed un figlio in questa città, i miei clienti sono in questa città ed amo Foligno – rilancia Silvia Stancati – non posso passare come quella che ha creato problemi alla città. Il dottor Mismetti mi deve delle spiegazioni, sia a me, che a tutti coloro che in varie maniere mi hanno sostenuto e mi sostengono. Le cose si dicono guardandosi negli occhi, non con messaggini di 160 caratteri”.

Non si fa attendere però la replica del sindaco: “Non capisco perché Silvia Stancati ipotizzi questioni personali dietro la mia decisione: la motivazione è esclusivamente politica”.

Per precisare quanto è avvenuto, rispetto al fatto che avrei ‘liquidato’ l’assessore con un sms – dice Mismetti – voglio ricordare che, al di là che una settimana prima c’era stato un incontro interlocutorio nel mio ufficio, nella serata di giovedì 20 ottobre ho telefonato alla Stancati per invitarla in ufficio il giorno successivo annunciandole che le avrei dovuto dare una brutta notizia. Eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo sentiti telefonicamente l’indomani per concordare l’orario dell’incontro. Ma quella mattina è venuto in ufficio un comune conoscente: mi ha informato che la Stancati era impegnata a Roma e che non sarebbe tornata a Foligno prima di domenica pomeriggio. La decisione era stata presa, a livello di maggioranza, e non potevo aspettare ulteriormente evitando altre fughe di notizie. Il cellulare del sindaco funziona anche per ricevere telefonate non solo per farle. Ma non ho ricevuto telefonate. E, nel silenzio, ho inviato un sms. Per il resto devo sottolineare che è stata una decisione sofferta da parte mia”.

“Comprendo la sua amarezza – osserva Mismetti – ma il mio compito è quello di amministrare la città affrontando le tante problematiche da risolvere. Abbiamo vissuto mesi complicati. Poi, per evitare la fine anticipata della legislatura, dopo l’aggiornamento programmatico, condiviso da 13 consiglieri comunali, è stato deciso un riassetto della giunta, coerente con la maggioranza in Consiglio. Ribadisco che, come sempre, sono disponibile a chiunque voglia incontrarmi. Il confronto pubblico? Mi sembra che quando ho nominato gli assessori non ci sia stato. Voglio anche rilevare che ci si presenta in lista per la carica di consigliere comunale. Poi è il sindaco che nomina gli assessori”.

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