Eventi di fine anno, regna l’austerity. Programma a costo zero e molto “spoletino”

Eventi di fine anno, regna l’austerity. Programma a costo zero e molto “spoletino”

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Jacopo Brugalossi
E’ un calendario all’insegna dell’austerity quello degli Eventi di fine anno a Spoleto, presentato oggi a Palazzo Comunale dal sindaco Benedetti, dal suo vice Lisci, dal dirigente della cultura Frontalini e dal presidente dell’Associazione Anno Menottiano Emili. Un calendario che, per stessa ammissione degli organizzatori, è più povero di quello del 2010, “perché la crisi c’è ed è inutile negarlo”. L’amministrazione comunale ha puntato quasi esclusivamente sulle realtà locali (a cui, vale la pena sottolinearlo, ha concesso gli spazi gratuitamente) per non gravare su un bilancio già ridotto all’osso. Annullati, per esempio, i mercatini di Natale, anche se in questo modo è stato possibile dare un contributo ai commercianti per l’installazione delle luminarie e si provvederà anche al posizionamento degli alberi. Al di là delle ristrettezze economiche, però, l’amore per la città e la voglia che ancora tanti hanno di costruire qualcosa di positivo, ha permesso la definizione di un programma di tutto rispetto, con un’impronta molto “spoletina” ma, proprio per questo, forse ancora più ricco di cultura e tradizione. “E’ la dimostrazione che, se sollecitata, la città risponde presente con un entusiasmo a volte quasi imbarazzante”, ha sottolineato Lisci.

Gli eventi – Nel programma trovano spazio concerti, mostre, rappresentazioni teatrali ed eventi in genere, già organizzati da vari enti e associazioni locali, con l’Anno Menottiano a fare da capofila, e che l’amministrazione comunale ha condensato in un calendario di 37 giorni, dall’8 dicembre al 14 gennaio. Tra gli appuntamenti principali, la prima nazionale dell’opera di Gian Carlo Menotti “Chip e il suo cane”, promossa dal Festival Pianistico di Spoleto; il concerto della banda della Polizia di Stato; il concerto Gospel del 23 dicembre inserito nell’ambito dell’Umbria Gospel Festival; il musical “Mamma mia” della compagnia teatrale Il Sipario; il concerto di Natale dell’Associazione Culturale L’Orfeo; le mostre di Palazzo Collicola; gli eventi per i 150 anni di vita del liceo classico “Pontano-Sansi”, e tanti altri. Molto attiva anche la Pro Loco di Spoleto, che sta mettendo a punto la seconda edizione della “Città in un presepe”, avvalendosi quest’anno anche della collaborazione del Museo del Tessuto, dove verrà allestita una natività con manichini del ‘500 e costumi del ‘700. Grazie alla Vaita Salamonesca, inoltre, rivivrà quest’anno una delle tradizioni più longev ed amate dagli spoletini, quella dei Presepi al Borgaccio.

Il “buco” di capodanno – Leggendo il programma degli eventi, ciò che salta all’occhio è la mancanza di qualsiasi iniziativa dal 30 dicembre al 5 gennaio, un buco che lascia scoperto il momento più atteso da chi non ama trascorrere la notte di capodanno chiuso in casa, quello della musica in piazza. Il sindaco e i suoi collaboratori sono molto scettici sulla possibilità di rimediare a questa mancanza, anche perché solo per l’allestimento servirebbero almeno 10mila euro. “Comunque non ci diamo per vinti – ha dichiarato Benedetti –, stiamo mantenendo un canale di dialogo aperto con le associazioni di categoria, che sarebbero disponibili a darci una mano, per capire se c’è qualche opportunità conveniente. Certo, più passano i giorni e più tutto si complica, al momento un evento di capodanno in piazza è altamente improbabile”. Ecco, la crisi c’è, eccome.

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