Escort di lusso assolda 'sicari' per l'ex e l'amante paga - 5 arresti della Polizia - Foto - Tuttoggi

Escort di lusso assolda 'sicari' per l'ex e l'amante paga – 5 arresti della Polizia – Foto

Redazione

Escort di lusso assolda 'sicari' per l'ex e l'amante paga – 5 arresti della Polizia – Foto

Mer, 13/03/2013 - 16:35

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Sara Minciaroni

Per amore le regala il pestaggio dell'ex. Lei ha 30 anni, è di Assisi e fa la escort, nonostante sia figlia di un facoltoso commerciante della cittadina serafica. Lui, lo 'sponsor', è un benestante professionista di Spoleto, 50 anni, innamorato a tal punto da perdere la testa e sborsare un sacco di soldi per spaventare l’ex ragazzo che minacciava di rendere pubblico il 'mestiere' della sua amata. Tutto intorno c’è un maxi giro di prostituzione d’alto bordo che coinvolge Perugia, Assisi, Foligno e Spoleto: stroncato dagli agenti del capo della squadra mobile di Perugia, il dottor Marco Chiacchiera, e dai colleghi coordinati dal vicequestore di Assisi Romualdo De Leonardis. E’ proprio dalla città di San Francesco che sono scattate le indagini sfociate ieri in 5 ordini di custodia cautelare in carcere.
La prima aggressione – Tutto ha avuto inizio il 28 dicembre scorso, quando un agente di commercio residente a Perugia (l'ex fidanzato) si presenta agli agenti denunciando di essere stato aggredito in un parcheggio di Bastia Umbra. Il giovane – è la sua prima versione – racconta di essere stato bloccato da alcuni uomini con il volto travisato da cappucci che gli avevano letteralmente sfasciato il suv a colpi di spranghe. Le indagini scattano immediatamente fino a sfociare negli arresti di queste ore.
Energumeni in trasferta – “Senti, mi servono un paio di ragazzi per dare una lezione al mio ex, quello vuole raccontare ai miei che faccio la escort”; potrebbe essere stata di questo tenore la telefonata che la 30enne, stando alla ricostruzione dell'accusa, ha fatto a un suo amico di Viterbo che si mette subito a disposizione mettendola in contatto con due facinorosi – anche loro residenti nella città delle terme – che avrebbero compiuto la spedizione punitia del dicembre scorso. La loro pericolosità sociale è apparsa chiara ai poliziotti che, durante il sopralluogo nelle rispettivo abitazioni, hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale: mazze, maceti, katane, pugnali e anche una pistola.
Il ruolo del benestante spoletino –Per te qualunque cosa amore, non ti preoccupare dei soldi, ci penso io”: magari queste non saranno le parole esatte, ma per gli investigatori è certo che S.M. (queste le iniziali del professionista spoletino) ha sborsato gran parte dei 12 mila euro necessari che i due picchiatori avevano chiesto per portare a termine il “primo avvertimento” all’ex fidanzato che minacciava di svelare la vera professione della 30enne. La notizia dell'arresto del professionista era già trapelata prima della conferenza stampa odierna, senza trovare però alcun riscontro tra le forze dell'ordine.

Necessaria una seconda 'lezione' – Le indagini della polizia hanno permesso di svelare anche un retroscena che la vittima non aveva denunciato: la sera dell'aggressione, infatti, l'uomo era in compagnia proprio della sua ex quando i due manigoldi hanno cominciato a distruggere la sua autovettura. Non solo. I due viterbesi gli avevano sottratto anche il denaro contenuto nel portafogli, circa 8mila euro. Ma indubbiamente la 'lezione' non deve esser bastata. La donna decide infatti di organizzare una seconda 'spedizione punitiva' che stavolta dovrà essere più convincente della prima. I viterbesi aumentano la 'posta': se vuole farla pagare all'agente di commercio stavolta dovrà sborsare loro 18mila euro. La gang non sa di essere sotto scacco della polizia che attende il momento più opportuno per incastrare i protagonisti di questa squallida vicenda.
Salvato dal maltempo e dalle elezioni. Da non crederci. La seconda aggressione sarebbe fortunatamente slittata più volte, nell’arco di questi mesi; prima a causa del maltempo (forse per l'alluvione che ha colpito l’alto Lazio, impedendo ai due facinorosi di raggiungere Perugia), poi per la chiamata alle urne per le elezioni politiche. Quando si dice che la politica è al servizio del cittadino. Sarebbero stati questi continui rinvii a spingere la mandante a rivolgersi altrove. Contatto così un cittadino nordafricano che di mestiere fa servizio d’ordine nei locali del perugino. Sarà lui, secondo le intenzioni della escort, a compiere il secondo 'raid', fortunatamente mai messo in atto per l'intervento delle forze dell'ordine.
Dalle camere di lusso a quelle di sicurezza. Gli arresti sono stati eseguiti dai commissariati delle rispettive città di residenza. I due autori dell’aggressione e l’intermediario si trovano ristretti nel carceere di Viterbo, la mandante in quello di Capanne a Perugia mentre lo 'sponsor' a Maiano di Spoleto. I reati ipotizzati a vario titolo sono di concorso in rapina (per gli 8 mila euro sottratti durante l’aggressione), danneggiamento e lesioni.
Hotel e escort a 5 stelle. Quello che emerge dalla vicenda è che il giro in cui la ragazza era coinvolta non era certo di basso livello. Decine e decine, forse anche un centinaio i clienti del servizio di “intrattenimento” a cinque stelle. Ragazze bellissime, stanze di lusso, tutto perfettamente organizzato. Agli uomini dal portafoglio imbottito e amanti del “sesso facile”, non restava che prendere l’auto e presentarsi nei luoghi stabiliti di volta in volta. Il tutto nella massima riservatezza; niente pubblicità o inserzioni ambigue, ma solo il passaparola di clienti soddisfatti. Le prestazioni andavano dai 200 ai 500 euro, senca considerare i regali di lusso che spesso si accompagnavano alle 'tariffe'. Ma l’inchiesta che rischia di far tremare l'Umbria 'bene' non sembra finire qui. Sarebbero infatti già in atto accertamenti finanziari sui vari clienti.

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