L’energia idroelettrica è una tra le principali forme di energia provenienti da fonti rinnovabili. In questo caso la fonte rinnovabile è l’acqua (idro- è un suffisso, mutuato dalla lingua greca, che appunto significa acqua).
Lo sfruttamento dell’acqua come fonte di energia in sé e per sé è antichissimo, mentre per quanto riguarda più specificamente la generazione di energia elettrica, parliamo del XIX secolo. Uno degli esempi classici che vengono fatti a questo proposito è quello di una residenza vittoriana nella cittadina inglese di Rothbury (palazzo di Cragside), che viene considerata la prima abitazione a essere dotata di energia idroelettrica.
Da allora, i progressi tecnologici hanno portato a far sì che l’energia idroelettrica divenisse una delle più interessanti e importanti forme di energia green. Ecco alcune domande e risposte a proposito.
Come viene prodotta l’energia idroelettrica?
L’energia idroelettrica viene prodotta tramite le centrali idroelettriche, impianti che sono progettati in modo tale da trasformare l’energia potenziale e cinetica dell’acqua in energia elettrica. Il processo è piuttosto complesso, ma per semplicità espositiva può essere riassunto nel seguente modo:
- viene creato un bacino artificiale grazie a una diga che impedisce a un corso d’acqua (fiume o torrente) di scorrere a valle; un’alternativa ai bacini artificiali sono i bacini naturali, per esempio un lago;
- l’acqua che si trova all’interno del bacino di raccolta viene convogliata fino a valle tramite condotte forzate;
- l’acqua giunge all’impianto idroelettrico che contiene alcune turbine e un alternatore;
- il flusso d’acqua aziona le turbine e genera energia meccanica;
- l’alternatore trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.
Un trasformatore, infine, ridurrà l’intensità dell’energia elettrica e ne adatterà i livelli di tensione, rendendola idonea alla distribuzione nella rete.
L’energia idroelettrica è “green”?
L’energia idroelettrica rientra nel novero delle cosiddette “energie green” o “energie sostenibili”. La produzione di energia elettrica tramite le centrali, infatti, non causa rilascio di anidride carbonica o di altre sostanze inquinanti, come accade nel caso di altre forme di energia.
La fonte di produzione, l’acqua, è una risorsa naturale la cui rigenerazione avviene di continuo attraverso il cosiddetto “ciclo idrologico” (ciclo dell’acqua), che consta di varie fasi: evaporazione, condensazione, precipitazione, infiltrazione, scorrimento e flusso sotterraneo. In un arco temporale umano, l’acqua è una fonte inesauribile.
Quante sono le centrali idroelettriche in Italia? E quante ce ne sono in Umbria?
In Italia, secondo i dati definitivi di Terna aggiornati alla fine del 2024, il numero delle centrali idroelettriche è 4.907. Il numero varia leggermente di anno in anno perché alcuni impianti vengono attivati, mentre altri vengono dismessi.
Per ragioni geoclimatiche, la maggior parte delle centrali è situata nelle regioni settentrionali (3.986). Nelle regioni centrali sono attivi oggi 580 impianti, mentre nelle regioni meridionali e insulari ce ne sono 341.
Per quanto riguarda l’Umbria, il numero attuale di centrali è 50. La centrale più grande della regione, la “Galleto – Monte Sant’Angelo” si trova a Papigno, una frazione del comune di Terni. Fu inaugurata nella prima metà del XX secolo e, all’epoca, era la centrale più grande d’Europa. La sua produzione annua è di circa 304 GWh annui e copre un fabbisogno energetico annuo di 172.000 famiglie, evitando l’emissione di 139.000 tonnellate all’anno di anidride carbonica.
Fonti dei dati:
Guinness World Records – https://www.guinnessworldrecords.com/world-records/360591-first-house-powered-by-hydro-electricity
Terna – Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2024 – https://download.terna.it/terna/03_IMPIANTI%20DI%20GENERAZIONE_8ddfc50c3f3e879.pdf.