Elezioni Terni, Salvini lancia Leonardo Latini sindaco | PD dilaniato, Martina non basta - Tuttoggi

Elezioni Terni, Salvini lancia Leonardo Latini sindaco | PD dilaniato, Martina non basta

Luca Biribanti

Elezioni Terni, Salvini lancia Leonardo Latini sindaco | PD dilaniato, Martina non basta

Presentato il candidato sindaco del centrodestra per le elezioni di giurno
Mer, 11/04/2018 - 13:51

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La Lega e il centrodestra hanno il loro candidato sindaco; è Leonardo Latini, avvocato di 44 anni. Lo ha ufficializzato questa mattina Matteo Salvini, nell’ambito della conferenza stampa tenuta nella sede della Lega di Via Angeloni. Il nome era effettivamente atteso per superare la situazione di stallo in cui si era trovato il centrodestra sul nome del candidato sindaco. La Lega ha rotto gli indugi e si è ‘imposta’ sugli alleati col nome dell’avvocato ternano che dovrebbe comunque aver messo d’accordo tutte le forze del centrodestra.

Insieme al segretario nazionale c’era anche il senatore Candiani: “Quanto la Lega intende la battaglia di liberare Terni dall’amministrazione di sinistra. A Terni è necessaria una svolta, deve essere recuperata. Vogliamo recuperare la stagione già vissuta con Ciaurro insieme alle persone. Su Terni siamo in grado di fare una proposta esaustiva di cambiamento che ci ha consegnato il voto del 4 marzo”.

Matteo Salvini lancia la sida: “sono contento di essere lontano della beghe politiche di Roma – esordisce Salvini – Terni ha bisogno di nuova vitalità e l’unica alternativa al Pd è la Lega. Abbiamo un candidato sindaco ‘normale’ per far ritornare Terni alla ‘normalità’. Le tasse sono ai massimi per il dissesto e vogliamo abbassarle con un sindaco che faccia dimenticare decenni di malgoverno della sinistra.

Il sindaco avrà la scrivania non solo a Palazzo Spada  – sottolinea – ma tra i cittadini e per strada; dovrà difendere la sicurezza e il lavoro dei ternani con la voglia di lavorare. Mettiamo a disposizione il nostro candidato a tutti e da oggi 11 aprile si parte. La Lega vuole i fatti non le chiacchiere, così come a livello nazionale. Si deve partire dal centrodestra, siamo disposti a ragionare con tutti tranne con la sinistra che ha distrutto Terni e l’Italia. Sarei onorato di essere il presidente del consiglio di questo paese perché ho le idee e la forza di farlo e mi metto a disposizione dei 5 Stelle. Se continuano a mettere veti significa che non hanno voglia di governare il paese e noi non abbiamo paura di tornare dagli italiani”.

“Gli atri dormono” così Salvini sferza gli avversari: “Il Pd mi fa tenerezza, occorre coraggio per presentare un candidato sindaco alla città. Tra due mesi si vota e abbiamo già aspettato troppo e dobbiamo rompere gli indugi, senza ulteriori chiacchiere”

Parola al candidato sindaco Latini – Ringrazio tutti per aver creduto in me e per avermi dato la fiducia per portare a termine un compito e una sfida avvincente. Con l’aiuto di tutti sono sicuro che riusciremo a tornare a Terni, perché è un momento cruciale per la nostra città, mai come oggi le speranze dei cittadini sono riposte in noi. Quando giro per Terni ricevo l’impressione di una città post-bellica, come se Terni fosse stata bombardata una seconda volta, ma noi saremo in grado di ricostruirla e farla migliore di prima.

A Terni si è perpetrato un sistema di potere che ha portato una parte della città all’abbandono, noi vogliamo rimuovere gli ostacoli e liberare i cittadini da tutto quello che impedisce alle energie e al dinamismo di emergere. Dobbiamo ripartire dalle persone, stare in mezzo a loro, dibbiamo riportare Terni al centro della regione con tutto il suo peso. I problemi sono sotto gli occhi di tutti, a iniziare dal dissesto; non abbiamo la bacchetta magica ma sono sicuro che potremo governare almeno 10 anni per diradare a Terni tutto ciò che è mancato, come senso di unità e appartenenza. Questo è il mio impegno”.


“Negli anni abbiamo però anche capito quanto poco contino le idee quando per vincere un congresso bastano le tessere e quando il criterio di selezione troppo spesso è la fedeltà”

Uno strale nei confronti del Partito Democratico quello scoccato da Antonello Fiorucci, della mozione “Nativi Democratici” – che aggiunge crepa su crepa al già malandato sistema di relazioni interne al partito. E tutto all’indomani dell’arrivo del segretario reggente Maurizio Martina che, soltanto lunedì scorso, aveva predicato unità tra le varie componenti dem.

Invece si ricrea, ormai quotidianamente, sempre la stessa dinamica che rischia di creare un vero e proprio corto circuito in vista del prossimo giugno. La segreteria comunale è sempre intenzionata a cercare all’interno delle risorse del PD il nome per il candidato sindaco alle prossime elezioni, mentre i ‘big’ del partito regionale, Catiuscia Marini e Fabio Paparelli su tutti, vorrebbero che si guardasse al mondo civico, con un candidato ‘esterno’ al partito e più vicino a quelle forze sociali tradizionalmente legate ai democratici.

“Un PD così chiuso per noi resta un PD da cambiarescrivono ancora i ‘Nativi’Ma siamo consapevoli non basti chiederlo da organismi depauperati dove anziché chiedere scusa alla città si pensa ancora che basti passare la nottata, dove il potere economico e quello politico sono venuti a fondersi in un connubio che per noi non è accettabile. L’unico modo che vediamo, oggi, per cambiare lo stato delle cose a Terni restando Democratici è invitare la città a sfidarci, a misurarci e a confrontarci con un percorso che noi per primi dovremmo ritenere necessario, facendo dell’apertura a quel che c’è fuori di noi il primo e necessario punto di ripartenza”.  

Ancora tante parole, ma niente candidato sindaco e se neanche l’arrivo del segretario nazionale Martina è riuscito a ricreare le condizioni per un clima più sereno all’interno dei democratici, si preannuncia ancora una settimana di profonda riflessione.

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