Elezioni, ecco la road map del Pd di Verini

Elezioni, ecco la road map del Pd di Verini

Niente Congresso per non “scannarsi”, incontri con le associazioni e “momento collegiale” ma senza “spartizioni”

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Un effetto, i firmatari della “lettera dei 104” (e quelli che non si sono esposti, pur condividendone l’azione all’interno dell’Assemblea) l’hanno ottenuto: portare il commissario del Pd umbro, Walter Verini, a dire pubblicamente come intende gestire questa fase che porterà alle elezioni regionali d’autunno. Un percorso che Verini non comunicherà solo ai membri dell’Assemblea (convocando l’organismo di cui è presidente ma dove è in minoranza), ma all’opinione pubblica, nella conferenza stampa convocata per sabato mattina alle 12.

Ma intanto, intervistato da Giuseppe Castellini per il Magazine di NcnTv, Verini alcune anticipazioni, sostanziose, di quello che intende fare, già le dà. Per fare un Congresso del Pd umbro non ci sono i tempi (c’è l’estate di mezzo) e soprattutto non si vede l’opportunità di offrire altre occasioni di scontri in un partito già ferito. Le decisioni le prenderà quindi lui (“sono a tutti gli effetti il commissario di tutto il partito“), magari supportato da quell’Esecutivo ristretto che tanto spaventa i boccian-mariniani-ascaniani, per poi condividerle collegialmente, perché “gli organismi che c’erano dovranno essere chiamati a dare una mano“.


L’intervista integrale a Walter Verini


Sul possibile Congresso, Verini taglia secco: “Francamente non mi pare che qualcuno possa pensare a congressi da fare ad agosto. Che poi significa – aggiunge – fare le primarie, scannarsi con questi attuali tesserati, con un partito che ha già avuto molte ferite“. Più che i tempi, dunque (le elezioni regionali dovrebbero tenersi tra metà ottobre e metà novembre), a far tramontare l’ipotesi Congresso, sulla linea d’onda Perugia-Roma, è l’opportunità politica.

Anche perché Verini – come il segretario Zingaretti – ripete che i mali del Pd, in Umbria come nel resto d’Italia, sono i capibastone e le correnti che lottano per il potere fine a se stesso. Verini vorrebbe un Pd che pensasse “agli interessi della comunità piuttosto che ai destini personali“. Perché “l’incarico è un mezzo“, non il fine “per il quale tu lotti con il vicino“. Per questo si chiede di “bergoglizzare il Pd“, sull’esempio di quanto fatto tra i vescovi di papa Francesco.


Pd: Verini, Sereni e la lettera “dei 104”


Verini si definisce un “commissario-allenatore“. Si chiama fuori dalla possibile corsa per le regionali (“avevo detto che chi vuole fare il commissario deve tirarsi fuori, tanto più oggi da commissario“), per “aiutare una squadra che già c’è” (a cominciare da alcuni sindaci).

E poi indica il percorso per ricostruire il Pd umbro dalle fondamenta: subito incontri con la società civile (associazioni di categoria e sindacati, operatori del sociale, della cultura, del turismo) “per ascoltare” c’ho di cui c’è bisogno. Incontri dai quali magari può uscire anche “qualche risorsa umana” che vuole aiutare questo percorso. E poi “tirare le fila con un momento collegiale“. Solo a quel punto, spiega Verini, si potrà pensare alla leadership, a chi “guiderà tutto questo“. Ma senza che il pluralismo diventi ancora occasione di spartizione.

Un percorso, quello verso le regionali in Umbria, ricorda Verini, che potrebbe intrecciarsi con le eventuali elezioni anticipate nazionali.

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