Ecco l'ospedale militare: da domani i primi pazienti Covid | Visita di Romizi FOTO

Ecco l’ospedale militare: da domani i primi pazienti Covid | Visita di Romizi FOTO

Massimo Sbardella

Ecco l’ospedale militare: da domani i primi pazienti Covid | Visita di Romizi FOTO

Mer, 11/11/2020 - 14:04

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Ultimi interventi per rendere operativo l’ospedale militare da campo, che da domani pomeriggio (giovedì) ospiterà i pazienti Covid nei 34 posti di degenza allestiti, più 3 per la terapia semi intensiva. La lunga fila di tendoni verdi è stata posizionata subito dopo l’arrivo dei mezzi dell’Esercito, sabato.

La parte più lunga e complessa è stata la predisposizione degli impianti in rete, soprattutto quelli per garantire l’arrivo nelle postazioni di gas medicali. L’Ospedale di Perugia, attraverso i propri servizi interni, fornirà il supporto di gas medicali, DPI, farmaci, analisi di laboratorio, esami di diagnostica e le principali forniture di energia elettrica, alimentazione idrica, connessione telefonica e dati tramite fibra ottica.  A questi si aggiungono i servizi di logistica come lo smaltimento di rifiuti speciali, pulizie e biancheria.

Le cure dei pazienti Covid

L’attività assistenziale sarà assicurata da medici, farmacisti, infermieri, operatori logistico sanitari (OLS) e da operatori socio sanitari militari ed avrà diretto contatto con l’Azienda Ospedaliera di Perugia e con la Regione Umbria, che ha inserito la struttura dell’esercito nel piano di salvaguardia legato all’emergenza pandemica. 

Una cabina per aumentare l’energia elettrica

E-Distribuzione ha risposto alla richiesta dell’Azienda ospedaliera di Perugia, in collaborazione con Protezione civile, Ministero della Difesa e Regione Umbria, per la realizzazione e l’attivazione di una cabina box di ultima generazione, dotata di trasformatore da 630 kVA, che fornirà energia elettrica con una potenza di 450 kW all’ospedale da campo.

Il sopralluogo del sindaco Romizi

Proprio mentre militari, tecnici e operai stavano effettuando gli ultimi interventi, questa mattina ha fatto visita all’ospedale da campo militare il sindaco Andrea Romizi, insieme al commissario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico. Ad accoglierli, il brigadiere generale Roberto Nardone. Il sindaco si è informato sulla situazione all’ospedale, tanto più dopo il devastante servizio andato in onda nel Tg1 di martedì sera, in cui sono state mostrate le carenze di posti, con pazienti sulle barelle nella sala d’attesa.

Quindi, accompagnato dalle autorità militari, il sindaco e il commissario Giannico hanno potuto verificare l’allestimento della struttura ospedaliera militare.

Romizi ha espresso un sincero ringraziamento ai tutti i militari dell’Esercito Italiano, sia a quelli intervenuti nella fase di realizzazione che a che quelli che si occuperanno, nelle prossime ore, di accogliere i pazienti che verranno affidati alle loro cure sotto la direzione del direttore sanitario tenente colonnello dott. Gaetano Nappi. 

In attesa dell’ospedale da campo di Althea

Quanto all’ospedale da campo per l’Umbria finanziato dalla Banca d’Italia, si dovranno attendere circa tre settimane perché l’azienda Althea Italia Spa di Roma consegni il materiale. Il contratto con l’azienda senese che aveva vinto la gara è stato rescisso dagli uffici della Regione Umbria visti i tempi troppo lunghi per la consegna della fornitura.

In guerra contro il Coronavirus

In attesa del suo ospedale da campo, con i nosocomi regionali destinati ad accogliere ulteriori pazienti Covid rispetto a quelli previsti nel primo Piano di contenimento, da giovedì sarà operativo a Perugia quello militare.

Una lunga fila di tendoni militari disposti a ferro di cavallo. Che impressiona, per la rapidità con la quale l’Esercito è riuscito ad allestire questo ospedale, lavorando giorno e notte da sabato.

Ma anche perché, come visto nei mesi scorsi nelle regioni del nord Italia, quella lunga fila di tende militari dà l’idea di un territorio che è in assetto di guerra contro il Coronavirus. Con le persone che lavorano mentre continuano a passare le autoambulanze.

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