Due Mondi, la “Prima” del Sindaco De Augustinis | Emozione con Lucinda Childs e Silvia Colasanti - Tuttoggi

Due Mondi, la “Prima” del Sindaco De Augustinis | Emozione con Lucinda Childs e Silvia Colasanti

Carlo Vantaggioli

Due Mondi, la “Prima” del Sindaco De Augustinis | Emozione con Lucinda Childs e Silvia Colasanti

Primo consueto incontro del mercoledì tra stampa e Festival | Nutrito il parterre della politica che si stringe intorno al primo cittadino
Mer, 27/06/2018 - 20:26

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Due Mondi, la “Prima” del Sindaco De Augustinis | Emozione con Lucinda Childs e Silvia Colasanti

Per un momento, oggi 27 giugno, in occasione del primo tradizionale incontro del Festival con la stampa, è sembrato di essere tornati alle grandi conferenze dei primi anni della gestione Ferrara, quando gli artisti venivano offerti ad ogni inaugurazione agli obiettivi ed ai microfoni dei cronisti come sante reliquie per l’adorazione.

Presenti in una sala interna del Tric Trac, oltre al Direttore Artistico Giorgio Ferrara e al Vicepresidente della Fondazione Festival Dario Pompili, c’era il neo- sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinis, fresco di giuramento a Palazzo Comunale, ma sopratutto c’erano Lucinda Childs e Silvia Colasanti.

La Childs e la Colasanti sono due delle protagoniste assolute del primo weekend di questo Spoleto61, su cui si sta concentrando l’attenzione degli osservatori, degli appassionati e dei critici.

Lucinda Childs, una brezza fresca

Lucinda Childs, coreografa e danzatrice dalla monumentale carriera, fa il suo ingresso in Piazza Duomo, mentre una brezza fresca spazza la scalinata e rende la luce del giorno ancora più vivida. Non si può negare lo straordinario fascino di questa importantissima protagonista della danza contemporanea.

La sua presenza fisica a Spoleto è senza dubbio un gran bel regalo per la città a cui piacciono da sempre le testimonianze “vive” di affetto da parte degli artisti. Forse una delle caratteristiche più marcate delle edizioni menottiane. Bene ha fatto dunque Ferrara a convincere la Childs ad essere presente alla prima. Senza dubbio una donna dal carisma magnetico.

Non stiamo parlando ovviamente di una etoile mediatica del genere Roberto Bolle o Eleonora Abbagnato o di spettacoli assemblati con i vari “friends” per fare venire l’acquolina in bocca ad un pubblico generalista affascinato da Amici di Maria De Filippi. Ci troviamo di fronte ad una artista che nella sua carriera la danza l’ha creata e coreografata oltre che ballata in prima persona. Allieva di  Bessie Schönberg, Merce Cunningham Judith Dunn, la Childs è stata una assoluta protagonista per tutti gli anni ’60-’70 della scuola minimalista.

Lucinda Childs è l’autrice, tanto per citare, del famoso assolo nella piece Einstein on the beach (CLICCA QUI) su musica di Philippe Glass, per la regia di Bob (Robert)Wilson, uno che a Spoleto “due cose “ le ha messe in scena.

La coreografa-danzatrice è sempre stata legata nel suo lavoro a musicisti come  John Gibson, Steve Reich, John Adams, oltre il già citato Glass, e artisti quali Sol LeWitt e Tadashi Kawamata. Insomma una conferma della ricerca meno asettica dei protagonisti del programma.

Ferrara, forse anche per mettere tutti sull’avviso, fa raccontare alla ieratica Childs un aneddoto sulle prime apparizioni in scena dei suoi lavori come coreografa. “Una volta negli anni’60, in un mio primo lavoro molto sperimentale ,non c’era musica che accompagnasse la performance ed il pubblico dopo un primo momento pensò che ci fosse un problema tecnico. Poi ho incontrato Philippe Glass e decisi di usare la musica”.

Se è impossibile paragonare questo tipo di approccio a forme estreme come il Teatro Povero di Grotowski, perchè comunque la danza è una ricchezza del movimento umano senza pari, capace di evocare anche musica laddove non c’è, possiamo solo immaginare lo sbigottimento dei puristi davanti ad una scena così surreale. Prepariamoci dunque a sentire ogni genere di valutazione sullo spettacolo in programma al Teatro Romano per tre repliche.

Silvia Colasanti e la “fine” della lagna su giovani e sperimentazione

E con la stessa faccia tosta, Giorgio Ferrara ha commissionato, a Silvia Colasanti l’opera di apertura di Spoleto61 , Il Minotauro. Su questa prima assoluta la stampa ha già scritto molto (la novità è che l’opera sarà registrata da Rai 5), ma la presenza fisica dell’autrice alla conferenza odierna permette di capire meglio come la compositrice affronta il suo lavoro in relazione allo sviluppo dell’opera, successivo alla scrittura della partitura musicale.


Festival dei 2Mondi, ecco il programma di Spoleto61


Tanta è la convizione della scelta fatta che Ferrara proferisce un solenne, “Vi presento il mio Mozart Italiano”. Inevitabile un applauso, mentre la Colasanti incassa lo sfavillante complimentone.

Accanto alla compositrice anche gli altri protagonisti del Minotauro, il Direttore d’Orchestra Jonathan Webb, Vincent Darré, costumista ma soprattutto stilista , ed infine René de Ceccatty autore del libretto dell’Opera. La regia è ancora una volta in mano a Giorgio Ferrara che stavolta dovrebbe poter abbandonare convintamente le sue famose geometrie mozartiane in nome dello sperimentalismo.

Molto cordiale e confidenziale l’intervento di Silvia Colasanti. “Sono molto contenta di tornare a Spoleto che ormai è diventata quasi una famiglia per me. L’esperienza è bellissima perchè, l’ho detto e lo ripeto, in un periodo in cui si ha molta diffidenza per la musica contemporanea, e quindi nei teatri d’opera italiani ci fanno riascoltare tutto il nostro bellissimo patrimonio musicale, si fa però una grande fatica a credere che un linguaggio “dell’oggi” possa comunicare qualcosa.

Per questo sono molto grata al Festival di Spoleto che è una manifestazione di grande tradizione ma che si apre ad un pubblico vasto. Ed inaugurare con un opera scritta oggi è un segnale coraggioso. Da quello che posso vedere in queste prove, l’operazione è vincente e funziona molto bene. Ringrazio Giorgio (Ferrara) e Reneè de Ceccatty per il confronto stimolante sulla drammaturgia e voglio dire che la creazione di un opera è un momento molto speciale perchè la musica sinfonica si scrive da soli mentre in teatro bisogna andare d’accordo e trovare dei giusti compromessi  che portano ad un risultato come questo, compatto e coerente. Naturalmente noi compositori non potremmo fare nulla senza gli interpreti, perchè noi scriviamo la musica che  poi resta nelle pagine.

Voglio ringraziare di cuore dunque il M° Jonathan Webb per il lavoro fatto con la giovanissima orchestra (Orchestra Giovanile Italiana nella quale il primo violino ha solo 19 anni ndr.), un grande valore aggiunto per la resa di questa opera. “

Le parole di Silvia Colasanti sono ampiamente sufficienti per mettere la parola “fine” alle polemiche annose e lagnose sulla questione “giovani” e “sperimentazione” che mancherebbe al Festival. E la cosa decisamente divertente è che alcuni dei critici più accesi sull’argomento erano presenti in conferenza stampa e magari hanno anche applaudito la Colasanti. Ad altri, assenti, saranno solo fischiate le orecchie.

Giorgio Ferrara prosegue poi nell’illustrazione degli appuntamenti di apertura. Particolarmente attesi i debutti di Romeo Castellucci alla palestra di Baiano di Spoleto e di Alessandro Baricco con il suo Novecento. E poi il Decamerone 2.0 e l’esordio della programmazione de La MaMa Spoleto Open 2018. Tutto il resto della manifestazione, che non è poco tra mostre, concerti e iniziative è ampiamente descritto nel sito ufficiale del Festival. Da non perdere i “Capolavori del Trecento”. Ferrara fa anche sapere che il Botteghino sta viaggiando in linea con le performance precedenti. Ancora qualche biglietto per le repliche del Minotauro e bisogna affrettarsi per Lucinda Childs e Baricco che stanno per diventare sold out.

La “Prima” del sindaco Umberto De Augustinis

Se Giorgio Ferrara è un esperto animale da palcoscenico, “saluto e ringrazio il nostro Presidente con il quale svolgeremo il lavoro in Fondazione e poi sopratutto gli faccio gli auguri per il suo ‘altro’ lavoro che sono certo eseguirà egregiamente” (come dire che i due ruoli hanno una loro specificità non mescolabile) per il neo-Sindaco Umberto De Augustinis, fresco di giuramento mattutino in Comune, si è trattato invece di un vero e proprio debutto.

Con uno stile concreto ed asciutto il primo cittadino racchiude il suo intervento di apertura nello spazio di un minuto e pochi secondi. “Buongiorno a tutti conosco già il programma del Festival e le precisazioni su questo ora vi verranno fornite dal Direttore Artistico. Devo sottolineare che Questa è la mia prima uscita festivaliera, come Presidente della Fondazione Festival e quindi credo che perdonerete se oggi mi presento come un apprendista in questa sede. Ma sono anche una persona che ha partecipato come spettatore e ammiratore a tutte le edizioni dal 1981 ad oggi e quindi il ruolo del Festival mi è noto da questo punto di vista. Sono particolarmente felice che oggi siamo tutti qui a presentare questa edizione a Spoleto e sono sicuro anche che sarà una bellissima edizione perchè la cura con cui è stata seguita la programmazione è pari a quella degli anni scorsi e sarà sicuramente minore rispetto a quella degli anni prossimi. Grazie a tutti”.

Ad accompagnare il Sindaco nella prima ed attesissima uscita istituzionale al Festival di Spoleto un nutrito gruppo di esponenti politici locali che hanno fatto parte della coalizione vincente del neo-eletto De Augustinis. Una sorta di compagnia di giro, per rimanere nel gergo teatrale, che al momento può essere considerata la spalla del “primo attore”. In attesa di sapere quale sia il vero cast finale, ovvero la Giunta che a giorni dovrà guidare l’Amministrazione comunale.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

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