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DROGA E SIM IN CARCERE, ARRESTATO AVVOCATO DI PERUGIA. “VITTIMA DI UN RAGGIRO”

Redazione

DROGA E SIM IN CARCERE, ARRESTATO AVVOCATO DI PERUGIA. “VITTIMA DI UN RAGGIRO”

Mar, 22/03/2011 - 22:54

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Carlo Ceraso
Droga, sim, cellulari e denaro. Da destinare a detenuti del carcere di Badu ‘e Carros, in sardegna. E’ il presunto traffico scoperto dalla procura di Nuoro che ha convinto il pm Luca Forteleoni a spiccare un mandato di cattura per 4 persone e precisamente l’agente della penitenziaria (P.P.), un noto avvocato perugino (S.B.), un detenuto (G.D.G.) e un altro uomo (G.P.). Questi ultimi tre devono rispondere di concorso continuato in corruzione, mentre l’agente di spaccio di droga all’interno della struttura penitenziaria.
L’inchiesta era partita da una indagine interna dell’istituto di pena i cui vertici si erano accorti del tenore di vita troppo agiato condotto dall’agente. Ben presto quei sospetti sono finiti sul tavolo del pm che ha avviato così la delicata indagine sviluppatasi fra la Sardegna l’Umbria e il Lazio. il detenuto sarebbe stato trovato in possesso di una consistente somma di danaro che avrebbe voluto investire con l’aiuto, a quanto sembra, di altri due avvocati di Roma (il loro studio è stato passato al setaccio stamani dagli inquirenti). Identico controllo nello studio legale perugino, subito dopo che la procura, come prevede la legge, aveva informato dell’intervento di polizia giudiziaria l’ordine degli avvocati del capoluogo umbro. Alla ispezione degli uffici ha preso parte lo stesso pm Forteleoni. Il procuratore capo di Nuoro Andrea Garau, nel corso di una conferenza stampa, ha avuto parole il difesa del sistema carcerario di Badu ‘e Carros: “non è un sistema corrotto”, anzi capace di individuare da subito le tracce del traffico illegale. L’inchiesta potrebbe a breve riservare ulteriori clamorosi sviluppi. Intanto gli avvocati del legale perugino, Michele Rotunno e Renato Borzone, hanno fatto sapere di poter “dare ogni chiarimento al giudice e dire quali sono le realti responsabilità dell’avvocato”. Il quale ha da subito respinto ogni accusa asserendo di essere stato vittima di un raggiro orchestrato a sua insaputa dal detenuto.

Articolo modificato il 20 giugno 2015

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